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Sentenza

Sentenza del 23/08/2016 n. 252 - Comm. Trib. Reg. per la Sardegna

NON DISPONIBILE

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava il recupero di un credito d'imposta previsto dall'art. 8 della legge n. 388 del 2000, utilizzato dalla società negli anni 2002, 2003 e 2004 per complessivi euro 41.146,01, oltre sanzioni e interessi. L'Agenzia contestava che il credito fosse stato maturato in relazione a lavori di manutenzione straordinaria eseguiti nel 2001 su un immobile di proprietà di terzi e all'acquisto di un'autovettura usata, effettuato prima dell'entrata in vigore del regime agevolativo. Secondo l'Agenzia, il credito spettava soltanto per beni strumentali nuovi di proprietà dell'impresa o acquisiti mediante locazione finanziaria. La società sosteneva inoltre che l'Agenzia fosse decaduta dal potere di recupero, perché l'atto era stato notificato oltre il termine previsto per gli accertamenti tributari.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e ha riformato integralmente la sentenza di primo grado. Ha escluso la decadenza dell'Ufficio, precisando che il recupero di un credito d'imposta indebitamente utilizzato non costituisce un ordinario accertamento e può essere effettuato dopo l'utilizzo del credito. Nel merito, ha stabilito che i requisiti per l'agevolazione devono sussistere al momento dell'investimento: i lavori eseguiti su un bene di proprietà di terzi non erano agevolabili, anche se l'immobile è stato successivamente acquisito in leasing. È stato inoltre confermato che l'autovettura usata e acquistata prima dell'entrata in vigore del beneficio non dava diritto al credito. Il ricorso originario della società è stato quindi rigettato, con conferma dell'avviso di recupero e condanna della società al pagamento delle spese di entrambi i gradi, liquidate in euro 1.000 per ciascun grado.

Norme richiamate

  • Art. 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388

    Credito d'imposta per nuovi investimenti nelle aree svantaggiate.

    Il beneficio spetta per investimenti in beni strumentali nuovi, materiali o immateriali, ammortizzabili e appartenenti all'impresa, oppure acquisiti mediante locazione finanziaria nei limiti previsti dalla norma.

  • Art. 7, comma 7, della legge n. 388 del 2000

    Il beneficio è riconosciuto per i soli beni acquistati in locazione finanziaria per i quali non venga esercitato il riscatto.

    La previsione conferma che la locazione ordinaria di beni di terzi non è sufficiente per accedere all'agevolazione; la locazione finanziaria costituisce una specifica modalità ammessa dalla legge.

  • Art. 43 del D.P.R. n. 600 del 1973

    Termini per l'accertamento.

    La disciplina dei termini ordinari di accertamento non è stata ritenuta applicabile al recupero del credito d'imposta già utilizzato in compensazione, qualificato come rimedio distinto dall'accertamento.

  • Commi 421-423 dell'articolo unico della legge n. 311 del 2004

    Disposizioni sul recupero dei crediti d'imposta indebitamente utilizzati.

    Il recupero può essere esercitato in relazione al momento in cui il credito è stato utilizzato indebitamente, non necessariamente nell'anno in cui il credito era stato originariamente indicato o maturato.

  • Artt. 67 e 68 del D.P.R. n. 597 del 1973

    Norme richiamate per il requisito dell'ammortizzabilità dei beni.

    Il credito agevolativo riguarda beni strumentali nuovi ammortizzabili secondo la disciplina fiscale; tale requisito presuppone, in linea generale, l'acquisto o la titolarità del bene da parte dell'impresa.

  • Cassazione civile, Sezione tributaria, sentenza n. 21411 del 30 novembre 2012

    Sono esclusi dall'agevolazione i beni non di proprietà dell'impresa, ma oggetto di contratto di locazione.

    La giurisprudenza ha stabilito che il credito d'imposta per le aree svantaggiate non spetta per beni semplicemente detenuti in locazione ordinaria; il requisito della proprietà o della specifica acquisizione in leasing deve sussistere con riferimento al momento dell'investimento.

Massime di principio

  • Per le agevolazioni fiscali legate a nuovi investimenti, i requisiti sostanziali devono normalmente essere verificati al momento in cui l'investimento viene effettuato, non quando il credito viene successivamente utilizzato.
  • Le spese sostenute su beni di proprietà di terzi non sono automaticamente agevolabili, anche se l'impresa acquista o prende in leasing il bene in un momento successivo.
  • La locazione ordinaria e la locazione finanziaria non sono equivalenti ai fini fiscali: se la norma ammette espressamente il leasing, tale previsione non può essere estesa alla semplice locazione.
  • Un bene usato o acquistato prima dell'entrata in vigore della norma agevolativa normalmente non soddisfa il requisito della novità e non genera il credito d'imposta.
  • Il recupero di un credito d'imposta indebitamente utilizzato può seguire una disciplina distinta da quella dell'accertamento tributario ordinario; i termini devono quindi essere verificati in relazione alla specifica procedura di recupero e al momento dell'utilizzo del credito.
  • In presenza di un contratto di locazione, la possibilità di effettuare migliorie o la successiva vendita dell'immobile a terzi non dimostra, da sola, l'esistenza di un futuro acquisto o di un'operazione di leasing agevolabile.

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