Cassazione Penale, Sentenza n. 21811/2025 del 09/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Brescia del 29/06/2023 che aveva assolto gli imputati dai reati contestati ai capi E e F (o, in parte, aveva confermato decisioni di primo grado). Il ricorrente deduceva: 1) illegittimità del conferimento dell'incarico peritale dopo la prescrizione del reato (capo E), per cui le verifiche contabili non potevano avere valore penale; 2) insufficiente motivazione e mancata considerazione dell'intento fraudolento nella prestazione di garanzie pignoratizie (capo E), nonostante l'assenza di utilità per la società fallita; 3) carenza motivazionale sulla valutazione della vendita del compendio immobiliare (capo F) e mancata verifica della congruità della stima del bene.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso di Pier Giuseppe Gervasoni infondato e lo ha rigettato. Ha confermato la correttezza del riesame svolto dalla Corte d'appello di Brescia a seguito dell'annullamento con rinvio, ritenendo legittimo il conferimento dell'incarico peritale (art. 603 c.p.p.) nonostante questioni prescrizionali, e condividendo la valutazione che le operazioni contestate rientravano nel rischio d'impresa o non erano dimostrate come dolose. Di conseguenza resta confermata l'assoluzione degli imputati per i capi E e F nella parte ritenuta non reato e le restanti statuizioni di merito.
Norme richiamate
art. 112 cod. pen.
Norma richiamata nella rubricazione dei reati collegati alla legge fallimentare; utilizzata per inquadrare le responsabilità degli amministratori.
legge fallimentare art. 223, comma 1
art. 223, comma 1 legge fall.
Riferimento alla fattispecie di bancarotta (dissipazione/distrazione) contestata; la Corte ha richiesto accertamenti contabili rigorosi per individuare l'elemento soggettivo doloso.
legge fallimentare art. 216, comma 1, nn. 1 e 2
art. 216, comma 1, nn. 1 e 2 legge fall.
Norme di riferimento per le condotte rilevanti ai fini fallimentari; utilizzate nel contestare le operazioni societarie ritenute rilevanti per il dissesto.
legge fallimentare art. 219, comma 2, n. 1
art. 219, comma 2, n. 1 legge fall.
Ulteriore richiamo alla normativa fallimentare relativa ad operazioni che possono integrare responsabilità per danno o dissipazione patrimoniale.
art. 603 cod. proc. pen.
Norma che autorizza il giudice a nominare consulenti tecnici per accertamenti contabili; la Corte ha ritenuto legittimo il conferimento dell'incarico peritale richiesto nel giudizio di rinvio.
art. 624 cod. proc. pen.
Richiamata in dottrina giurisprudenziale per definire l'ambito di cognizione del giudice nel giudizio di rinvio; la Cassazione ha ribadito che il giudice di rinvio ha poteri ampi di riesame e iniziativa istruttoria.
art. 578 cod. proc. pen.
Principio secondo cui, in appello, la formula assolutoria prevale sulla causa di estinzione; applicato per giustificare che la prescrizione non impediva le verifiche necessarie quando è costituita la parte civile.
art. 129 cod. proc. pen.
Richiamato nel contesto delle sentenze delle Sezioni Unite: la causa di estinzione non impone in automatico la dichiarazione di assoluzione salvo che le circostanze escludenti l'illiceità emergano in modo incontrovertibile.
art. 530 cod. proc. pen.
Principio probatorio del favor rei (oltre ogni ragionevole dubbio) richiamato per valutare che l'assoluzione in appello può prevalere non solo per prova piena di innocenza ma anche in presenza di prove ambivalenti.
Sentenza Corte Costituzionale n. 182/2021
Cost. sent. n. 182 del 30/07/2021
Richiamata per confermare che la prescrizione, in presenza di parte civile, non impedisce un approfondimento giudiziale della responsabilità penale; rafforza il principio che il decorso dei termini non tempera l'accertamento della responsabilità.
Giurisprudenza delle Sezioni Unite (es. Sez. U n. 35490/2009 Tettamanti, Sez. U n. 36208/2024 Calpitano)
Sez. U n. 35490 del 28/05/2009; Sez. U n. 36208 del 28/03/2024
Principi consolidati sulla prevalenza dell'accertamento nel merito nonostante cause estintive e sui limiti del giudice di rinvio: il giudice deve poter svolgere atti istruttori e pronunciarsi anche se è intervenuta prescrizione, quando è costituita la parte civile.
Massime di principio
- Se in sede di rinvio la Cassazione indica carenze motivazionali, il giudice di rinvio ha ampia facoltà di indagine e può disporre perizie (art. 603 c.p.p.) per colmare le lacune; non è vincolato a limitarsi ai singoli punti indicati dalla Cassazione.
- La prescrizione non impedisce automaticamente l'effettuazione di accertamenti nel processo penale quando è costituita la parte civile: il giudice d'appello deve valutare il merito anche a fronte di termini prescrizionali (orientamento consolidato e Corte Cost. n.182/2021).
- Per configurare bancarotta per dissipazione/distrazione è necessario provare l'elemento soggettivo doloso (volontà di diminuire il patrimonio per scopi estranei all'impresa); operazioni imprenditoriali rischiose, sostenute anche con risorse personali, possono essere qualificate come rischio d'impresa e non come dolo.
- Quando sono presenti perizie contrastanti, il giudice deve motivare la preferenza per una consulenza tecnica rispetto all'altra esponendo le ragioni logiche e contabili che rendono una ricostruzione maggiormente aderente alle emergenze processuali.
- L'uso del criterio di verosimiglianza e delle massime di esperienza è legittimo, ma solo se esclude plausibilmente spiegazioni alternative; altrimenti i rilievi rimangono indizi da confrontare con l'intero quadro probatorio.
- In contestazioni di operazioni immobiliari o finanziarie che implichino utilità o sottocosto, è spesso indispensabile svolgere verifiche contabili e accertamenti sulla modalità di pagamento (esistenza di somme in nero) per determinare l'effettiva utilità economica dell'operazione.
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