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Ordinanza

Ordinanza n. 7203/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202503105

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreti ministeriali recanti i criteri di riparto, per gli anni 2022 e 2023, del contributo statale alle università non statali previsto dalla legge n. 243/1991, per finanziare gli esoneri dalle rette degli studenti meritevoli e bisognosi; in primo grado era stato impugnato anche il decreto di riparto del FFO 2022 per le università statali

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L’università appellante ha chiesto la riforma della sentenza del TAR Lazio, Roma, n. 4003/2025, che aveva dichiarato inammissibile per difetto di interesse l’impugnazione del decreto di riparto del FFO delle università statali e respinto nel merito i motivi aggiunti contro i decreti di riparto del contributo per le università non statali. Non ha appellato il capo d’inammissibilità relativo al FFO. Ha dedotto: (1) violazione degli artt. 3, 33 e 34 Cost., perché l’obbligo di esonerare gli studenti meritevoli e privi di mezzi trasferirebbe una parte significativa del costo del diritto allo studio sulle università private, alle quali la Costituzione riconosce libertà di insegnamento senza imporre l’obbligo di sostenere costi pubblici; (2) violazione degli artt. 3 e 23 Cost. e dell’art. 117 Cost. in relazione all’art. 1 del Protocollo addizionale CEDU, poiché la compensazione sarebbe inadeguata, fondata su parametri non oggettivi e desueti, imprevedibile e sproporzionata, configurando una prestazione patrimoniale imposta senza serio ristoro né ragionevole legame con il sacrificio richiesto; (3) violazione degli artt. 49 e 56 TFUE e dell’art. 15 della direttiva 2006/123/CE, in quanto l’obbligo di erogare gratuitamente servizi formativi a fronte di una compensazione inferiore ai costi produrrebbe un prezzo imposto e una restrizione sproporzionata alla libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi. L’università ha inoltre contestato i dati e le premesse fattuali su numero e incidenza degli esoneri, adeguatezza dei finanziamenti alle università statali e possibilità di utilizzare altri fondi per coprire i relativi oneri; ha riferito che la compensazione ricevuta per gli studenti esonerati sarebbe stata pari a circa un terzo del valore delle rette.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha deciso nel merito i motivi d’appello. Ha rilevato che dagli atti non è possibile stabilire con sufficiente precisione se l’obbligo degli atenei non statali di accogliere gli studenti esonerati sia incondizionato e privo di limiti o se gli atenei possano sottrarsi alla funzione pubblica quando questa divenga antieconomica; non sono inoltre chiari il numero e la percentuale degli studenti esonerati presso gli atenei non statali, i dati statistici pertinenti, il grado di compensazione accordato agli atenei statali, il criterio di finanziamento applicato alle università private (storico o costo standard), l’eventuale considerazione dell’aumento degli esoneri e la possibilità di impiegare altre voci del fondo ex legge n. 243/1991. Ha disposto che le amministrazioni depositino entro sessanta giorni dalla comunicazione una relazione documentata e i relativi atti; nello stesso termine l’appellante può produrre elementi e documenti utili. La trattazione del merito è rinviata a una successiva udienza pubblica, da fissare dopo l’adempimento istruttorio. Nessuna statuizione sulle spese.

Come è indicizzato

MaterieCarriera degli studentiIstruttoria processuale
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

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