Cassazione Civile, Sentenza n. 14089/2024 del 21/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il lavoratore, macchinista, ha chiesto che durante il periodo di ferie venisse corrisposta la retribuzione comprensiva dell’indennità di utilizzazione professionale (IUP) – sia nella parte fissa sia in quella variabile – e dell’indennità per assenza dalla residenza, calcolate nella misura media percepita (secondo la prospettazione, sui 12 mesi precedenti). Tale domanda si fondava sull'interpretazione dell'art. 7 della Direttiva 2003/88/CE e della giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (in particolare la sentenza Williams) secondo cui la retribuzione delle ferie deve assicurare condizioni economiche comparabili al periodo lavorativo, evitando effetti dissuasivi nella fruizione delle ferie. La Corte d’Appello di Torino aveva invece escluso l’applicazione integrale dei precedenti europei ritenendo prevalente l’autonomia collettiva e valutando di scarsa incidenza le differenze retributive rilevate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha rilevato l’inderogabile portata interpretativa delle sentenze della Corte di Giustizia UE sull’art. 7 della Direttiva 2003/88 che impongono che, durante le ferie, il lavoratore percepisca una retribuzione sostanzialmente comparabile a quella ordinaria. Ha ritenuto che l’indennità per assenza dalla residenza e la parte variabile dell’IUP siano voci correlate alle mansioni tipiche dei macchinisti e, quindi, rientrino nella retribuzione feriale quando erogate in modo continuativo e connesso alle mansioni. Per questi motivi ha cassato la sentenza di merito e rinviato il processo al giudice indicato nel dispositivo per il riesame e per il concreto accertamento e liquidazione delle somme dovute alla luce dei principi europei richiamati.
Norme richiamate
Direttiva 2003/88/CE
L'art. 7 va inteso, secondo la Corte di Giustizia UE, nel senso che le ferie annuali retribuite devono assicurare una retribuzione sostanzialmente comparabile a quella ordinaria; voci retributive intrinsecamente collegate alle mansioni devono essere incluse per evitare effetto dissuasivo.
Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea
Richiama il livello di tutela sociale connesso al diritto alle ferie retribuite; utilizzata a supporto dell'interpretazione dell'art. 7 della direttiva.
Richiamati nei limiti del rapporto di lavoro e della determinazione della retribuzione; utili per l'analisi del nesso funzionale tra voci retributive e mansioni.
Normativa interna di recepimento degli istituti connessi all'orario e alle ferie; richiamata in relazione all'art. 7 direttiva.
Costituzione Italiana
Richiamato come principio costituzionale in tema di retribuzione dignitosa, posto a confronto con le garanzie europee sulle ferie retribuite.
Contratti Collettivi Nazionali e Aziendali (es. CCNL 2003, CCNL Mobilità 2012/2016)
Le disposizioni collettive non possono essere interpretate o applicate in modo incompatibile con l'obbligo, derivante dal diritto UE, di garantire che la retribuzione feriale non abbia un effetto dissuasivo; clausole convenzionali che escludono voci funzionalmente collegate possono essere invalidate nell'applicazione concreta.
Giurisprudenza della Corte di Giustizia UE
sent. C-155/10 (Williams); C-350/06 e C-520/06 (Schultz-Hoff); C-385/17 (T); C-514/20 (Koch)
Queste sentenze precisano che la retribuzione delle ferie deve corrispondere, di regola, alla retribuzione ordinaria e che qualsiasi pratica potenzialmente dissuasiva è incompatibile con la direttiva; inoltre il giudice nazionale deve interpretare la normativa nazionale in conformità con tali principi.
Cassazione (giurisprudenza interna richiamata)
es. Cass. n. 20216/2022, n. 18160/2023, n. 13425/2019
La Corte di legittimità ha già applicato i principi CJEU a fattispecie analoghe, ritenendo voci come indennità di assenza dalla residenza o indennità di volo integrativa parte della retribuzione feriale quando sussiste il nesso funzionale con le mansioni.
Massime di principio
- Se una voce retributiva è erogata in modo continuativo e ha un nesso funzionale con l'esecuzione delle mansioni (è correlata allo status professionale del lavoratore), va generalmente inclusa nella retribuzione corrisposta durante le ferie.
- Nel valutare se una voce debba essere corrisposta nel periodo feriale occorre accertare il 'collegamento funzionale' tra l'indennità e le mansioni; solo le somme dirette esclusivamente a rimborsi occasionali/accessori possono essere escluse.
- Il giudice nazionale deve interpretare la normativa interna e i contratti collettivi in conformità ai principi dell'art. 7 Direttiva 2003/88 e alla giurisprudenza della Corte di Giustizia: le clausole collettive non possono produrre effetti che inducano alla rinuncia alle ferie.
- L'effetto potenzialmente dissuasivo va valutato anche in termini di incidenza mensile sul reddito (non solo annuale): una riduzione significativa nella retribuzione del mese di ferie può indurre il lavoratore a non prendere ferie e quindi va evitata.
- In caso di controversia su voci variabili (es. parti variabili di indennità), il criterio pratico frequentemente adottato è il calcolo della media degli emolumenti percepiti in un periodo significativo (es. 12 mesi) antecedenti la fruizione delle ferie, salvo diverso accertamento motivato.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza giuslavoristica, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza giuslavoristica
- Sentenza lavoro · 20 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 13932/2024 del 20/05/2024
- Sentenza lavoro · 20 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 13972/2024 del 20/05/2024
- Sentenza lavoro · 22 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 14338/2024 del 22/05/2024
- Sentenza lavoro · 22 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 14335/2024 del 22/05/2024
- Sentenza lavoro · 22 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 14307/2024 del 22/05/2024
- Sentenza lavoro · 22 mag 2024Cassazione Civile, Sentenza n. 14257/2024 del 22/05/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza giuslavoristica →