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Legge

L.R. FVG 23/2005

Disposizioni in materia di edilizia sostenibile.

Normativa regionaleL.R. FVG 23/2005

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge promuove in Friuli Venezia Giulia l’edilizia ecologica e bioedilizia per edifici pubblici e privati, definendo requisiti, criteri sui materiali e tutela del patrimonio storico. Prevede un Protocollo regionale per valutare la qualità energetica e ambientale degli edifici, contributi e incentivi, formazione e strumenti cartografici per i Comuni. Alcune misure, come quelle del Protocollo ai fini di priorità/incentivi, operano dall’1 gennaio 2006.

Disposizioni in materia di edilizia sostenibile nel Friuli Venezia Giulia

Disposizioni in materia di edilizia sostenibile

La legge regionale del Friuli Venezia Giulia promuove l’architettura e l’edilizia ecologica nella costruzione e nella ristrutturazione di edifici pubblici e privati. La disciplina mira a coniugare sostenibilità ambientale, risparmio energetico, tutela storica e qualità abitativa, introducendo criteri tecnici, strumenti di valutazione e misure di sostegno economico.

Finalità e ambito di applicazione

Il provvedimento si applica al territorio del Friuli Venezia Giulia e riguarda interventi di edilizia pubblica e privata. L’obiettivo generale è favorire uno sviluppo sostenibile in urbanistica ed edilizia, valorizzando le peculiarità storiche, ambientali, culturali e sociali del contesto regionale.

Definizione di edilizia ecologica e sostenibile

Sono considerati interventi di edilizia ecologica, bio-eco-etico-compatibile, bioecologica, naturale e sostenibile quelli che rispettano un insieme di requisiti sostanziali. In particolare, gli interventi devono:

  • assicurare uno sviluppo equilibrato e sostenibile del territorio e dell’ambiente urbano;
  • tutelare l’identità storica degli agglomerati urbani e i caratteri tipologici tradizionali;
  • favorire il risparmio energetico, l’uso di fonti rinnovabili e il riutilizzo delle acque piovane;
  • garantire benessere, salute e igiene degli occupanti;
  • impiegare tecnologie sostenibili sotto il profilo ambientale, economico, sociale ed energetico;
  • usare materiali e componenti che non generino sostanze o emissioni nocive e che conservino tale carattere per l’intero ciclo di vita del fabbricato;
  • favorire materiali e manufatti riutilizzabili a fine vita e con basso bilancio energetico di produzione.

Criteri per la selezione dei materiali da costruzione

La scelta dei materiali deve seguire criteri di sostenibilità verificati secondo un metodo demandato a regolamento. I materiali devono privilegiare:

  • cicli chiusi, riciclaggio globale e materie prime rinnovabili;
  • risparmio energetico nelle fasi di estrazione, produzione, distribuzione e smaltimento;
  • materiali, tecniche e tecnologie costruttive locali;
  • assenza di sostanze nocive per la salute e per l’ambiente;
  • assenza di radioattività nociva;
  • rispetto dei ritmi naturali delle risorse rigenerabili. Per i materiali isolanti termoacustici si richiedono inoltre, entro soglie da definire con regolamento, permeabilità al vapore, alta traspirabilità, neutralità elettrica, inattaccabilità da insetti e roditori e inalterabilità nel tempo.

Tutela del patrimonio edilizio storico

Gli elementi costruttivi degli edifici storici e dell’edilizia tradizionale locale o rurale che sono coerenti con i principi dell’architettura ecologica devono essere preservati come elementi di qualità edilizia e biocompatibilità. Negli interventi di recupero degli edifici esistenti, tali soluzioni devono essere mantenute tramite conservazione, ripristino o sostituzione con materiali che ne conservino le caratteristiche originarie. La Giunta regionale, entro 90 giorni dall’entrata in vigore, doveva definire con regolamento, previo parere della Commissione consiliare competente, gli elementi costruttivi e architettonici da mantenere e considerare biocompatibili a tutela del patrimonio storico.

Raccolta e utilizzo delle acque piovane

Negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti interessati da ristrutturazione è previsto di norma l’utilizzo delle acque piovane mediante impianto idraulico integrativo per usi compatibili. La decorrenza dell’obbligo e le modalità di adempimento sono demandate a un regolamento regionale.

Protocollo regionale per la valutazione della qualità energetica e ambientale

La Regione si dota di un Protocollo regionale per la valutazione della qualità energetica e ambientale dell’edificio, strumento attuativo per misurare il livello di biosostenibilità dei singoli interventi e per graduare i contributi regionali. La Giunta regionale adotta il Protocollo entro 90 giorni dall’entrata in vigore e poi ogni due anni, previo parere della Commissione consiliare competente. Il Protocollo articola la valutazione in aree e punteggi e considera, tra gli altri, i seguenti profili:

  • climatizzazione passiva;
  • qualità ambientale degli spazi esterni;
  • integrazione paesaggistica;
  • integrazione con la cultura locale e le tradizioni costruttive;
  • contenimento dell’uso di risorse e dei costi di produzione/trasporto;
  • riduzione dei consumi elettrici;
  • contenimento dei consumi idrici;
  • riduzione dei consumi energetici per riscaldamento;
  • efficienza di ventilazione e raffrescamento;
  • uso di energie rinnovabili per elettricità e acqua calda sanitaria;
  • riduzione dei carichi ambientali lungo il ciclo di vita dell’edificio;
  • qualità ambientale interna ed esterna;
  • qualità dei servizi dell’edificio in termini di adattabilità, flessibilità e controllo impiantistico;
  • distanza da servizi sociali e qualità delle connessioni e dei trasporti;
  • predisposizione degli impianti. Dal 1° gennaio 2006 il Protocollo rileva anche ai fini della priorità nei finanziamenti e degli incentivi urbanistici; per tali effetti sono previsti punteggi minimi sotto i quali i benefici non spettano.

Formazione, informazione e aggiornamento professionale

La Regione promuove corsi di aggiornamento e riqualificazione professionale per enti locali, imprese e liberi professionisti, anche con soggetti pubblici o privati, per diffondere la cultura biosostenibile. È inoltre previsto uno sportello informativo sull’edilizia sostenibile sul sito internet regionale.

Conferenza Euro-Regionale dell’edilizia sostenibile

L’Amministrazione regionale promuove con cadenza biennale la Conferenza Euro-Regionale dell’edilizia sostenibile, finalizzata all’aggiornamento costante del Protocollo e al confronto sulle evoluzioni tecnologiche e progettuali del settore.

Contributi regionali per interventi in bioedilizia

La Regione è autorizzata a concedere contributi per i maggiori oneri connessi a interventi di costruzione e/o ristrutturazione eseguiti da soggetti pubblici e privati, sulla base dei criteri e della graduazione del Protocollo. Il contributo può arrivare al massimo al 15% del valore dell’intervento complessivo ed è cumulabile con altri contributi previsti dalla normativa regionale. Le modalità di presentazione delle domande, di verifica della conformità delle opere e dei materiali e gli ulteriori adempimenti sono demandati a regolamento.

Edilizia residenziale pubblica sovvenzionata

Nell’assegnazione delle risorse alle ATER regionali, l’Amministrazione riserva una quota non inferiore al 15% dei fondi disponibili per interventi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata caratterizzati dall’uso di tecniche e materiali propri della bioedilizia.

Incentivi urbanistici ed economico-fiscali comunali

I Comuni possono prevedere nei propri strumenti urbanistici, per gli interventi in bioedilizia riconosciuti dal Protocollo, lo scomputo della superficie o del volume urbanistico di murature perimetrali, solai e vani scala comuni nelle unità immobiliari condominiali, fino al 100%, purché ciò sia finalizzato al contenimento del fabbisogno energetico dell’edificio. Con il regolamento previsto per l’utilizzo delle acque piovane, la Giunta regionale disciplina anche forme di incentivi economici e fiscali da attribuire dai Comuni per interventi di edilizia sostenibile.

Strumenti cartografici e contributi ai Comuni

La Regione può concedere contributi fino al 70% della spesa ammissibile ai Comuni, o a soggetti da essi indicati o incaricati, per dotarsi di strumenti cartografici tematici utili alla pianificazione in materia di bioedilizia. Gli strumenti indicati sono:

  • carta dei rischi ambientali artificiali;
  • carta dei rischi ambientali naturali;
  • carta climatica;
  • carta del soleggiamento;
  • carta dei regimi delle acque;
  • carta delle biomasse.

Norme finanziarie

Per l’anno 2005 sono autorizzate specifiche spese per le attività previste dalla legge: 40.000 euro per formazione e sportello informativo, 10.000 euro per la Conferenza biennale, 10.000 euro per contributi in bioedilizia e 100.000 euro per contributi ai Comuni per gli strumenti cartografici. L’onere complessivo di 160.000 euro è coperto mediante prelevamento dal fondo globale regionale.

Norme finali e transitorie

È abrogato l’articolo 4, comma 18, della legge regionale 21 luglio 2004, n. 19. Le disposizioni relative al Protocollo regionale che incidono sulla priorità nei finanziamenti e sugli incentivi urbanistici si applicano solo a decorrere dall’1 gennaio 2006.

Valutazione di attualità

La legge contiene una disciplina di principio e di incentivazione sulla bioedilizia ancora riconoscibile come quadro normativo regionale, ma alcune parti hanno natura transitoria o finanziaria limitata all’anno 2005 e risultano oggi storicamente superate. Le disposizioni operative legate al Protocollo e agli incentivi mantengono invece interesse applicativo, nei limiti degli eventuali regolamenti attuativi e delle successive modifiche della disciplina regionale.

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