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Sentenza

Sentenza del 17/02/2016 n. 3119 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale di Roma che aveva confermato la sanzione amministrativa della sospensione dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività, originariamente fissata in 15 giorni. La sanzione era stata irrogata a seguito di cinque violazioni, accertate tra il 1995 e il 1999, relative alla mancata emissione di scontrini fiscali. Con il primo motivo la ricorrente ha sostenuto che il condono tombale previsto dalla legge n. 289/2002 avesse estinto anche la sanzione accessoria. Con il secondo motivo ha affermato che la definizione agevolata delle sanzioni pecuniarie, mediante pagamento ridotto, avesse prodotto il medesimo effetto estintivo. Con il terzo motivo ha invocato il principio del favor rei, sostenendo che la successiva riduzione dei minimi edittali dovesse comportare la rideterminazione della sospensione in tre giorni.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo e il secondo motivo, ritenendo che la sanzione accessoria della sospensione dell'attività per reiterata mancata emissione degli scontrini fiscali fosse autonoma e distinta dalle sanzioni relative all'evasione d'imposta. Pertanto, né il condono relativo alle imposte né la definizione agevolata delle sanzioni pecuniarie impedivano l'irrogazione della sospensione. La Corte ha invece accolto il terzo motivo, applicando retroattivamente la disciplina più favorevole introdotta dal D.L. n. 262/2006. Poiché l'ufficio aveva applicato il minimo edittale e il nuovo minimo era pari a tre giorni, la sanzione è stata ridotta da 15 a 3 giorni. La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente a questo punto e la Corte ha deciso direttamente nel merito. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • Legge n. 289/2002, art. 9, comma 10

    Il condono relativo alle imposte evase non estingue automaticamente la sanzione accessoria della sospensione dell'attività quando quest'ultima deriva da una distinta e autonoma violazione, quale la reiterata mancata emissione di scontrini fiscali.

  • D.Lgs. n. 472/1997, art. 16, comma 3

    La definizione agevolata della sanzione pecuniaria non impedisce l'irrogazione della sanzione accessoria speciale prevista per la reiterata mancata emissione di ricevute o scontrini fiscali.

  • D.Lgs. n. 471/1997, art. 12, comma 2

    La sospensione della licenza, dell'autorizzazione o dell'attività per reiterate violazioni dell'obbligo di emissione di scontrini fiscali costituisce una sanzione speciale e autonoma rispetto alle sanzioni pecuniarie per evasione d'imposta.

  • D.Lgs. n. 472/1997, art. 3

    Il principio del favor rei impone l'applicazione retroattiva della disciplina sanzionatoria più favorevole ai procedimenti ancora pendenti, purché il provvedimento sanzionatorio non sia divenuto definitivo.

  • D.L. n. 262/2006, art. 1, comma 8, convertito nella Legge n. 286/2006

    La norma ha ridotto la sanzione minima per la reiterata mancata emissione degli scontrini fiscali da 15 a 3 giorni di sospensione; tale disciplina più favorevole è stata applicata retroattivamente al caso pendente.

Massime di principio

  • Le sanzioni accessorie possono avere natura autonoma rispetto alle sanzioni pecuniarie e a quelle collegate all'evasione d'imposta; la definizione o il condono dell'imposta non le estingue automaticamente.
  • Per ottenere l'estinzione di una sanzione mediante condono o definizione agevolata è necessario dimostrare con precisione che la specifica violazione e la relativa sanzione siano comprese nell'oggetto della definizione.
  • Quando una norma successiva introduce una sanzione meno grave, il principio del favor rei consente di applicarla retroattivamente ai procedimenti ancora pendenti e ai provvedimenti non definitivi.
  • Se la sanzione è stata determinata applicando il minimo edittale, la sopravvenuta riduzione del minimo può comportare la rideterminazione della sanzione al nuovo minimo più favorevole.
  • Una disciplina speciale prevista per una specifica violazione prevale sulle regole generali in materia di definizione agevolata delle sanzioni.

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