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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28066/2026 del 24/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due imputati hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Venezia che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Vicenza per furto e per la contravvenzione di cui all'art. 707 c.p. I ricorrenti hanno dedotto: 1) vizio della motivazione sulla responsabilità per il furto, contestando la ricostruzione dei fatti e chiedendo una diversa valutazione del materiale probatorio; 2) vizio della motivazione sulla responsabilità per la contravvenzione ex art. 707 c.p., sostenendo l'insussistenza dell'elemento soggettivo e, anche qui, sollecitando una rivalutazione delle prove; 3) eccessività della pena, assumendo che la quantificazione fosse ingiustificata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto che i primi due motivi fossero diretti a ottenere una non consentita rilettura del compendio probatorio e dei fatti, attività riservata al giudice di merito, e che la motivazione della sentenza impugnata fosse immune da vizi logici e giuridici. Ha inoltre ritenuto il terzo motivo manifestamente infondato, poiché la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, sindacabile in cassazione solo per violazione dei criteri legali o per motivazione mancante o manifestamente illogica, evenienze non ravvisate nel caso concreto. Conseguentemente, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 611, comma 1, c.p.p.

    quindici giorni liberi prima dell'odierna udienza

    Le memorie depositate oltre il termine di quindici giorni liberi prima dell'udienza sono tardive e non possono essere considerate nei termini ordinari del procedimento in cassazione.

  • art. 624 c.p.

    Norma incriminatrice posta a base della conferma di responsabilità per il delitto di furto.

  • art. 707 c.p.

    Norma incriminatrice posta a base della conferma di responsabilità per la contravvenzione contestata.

  • art. 132 c.p.

    La graduazione della pena deve avvenire secondo i criteri legali di commisurazione della sanzione.

  • art. 133 c.p.

    La determinazione della pena deve tenere conto dei parametri relativi alla gravità del reato e alla capacità a delinquere, rientrando nel potere discrezionale del giudice di merito.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentita una rivalutazione del merito mediante una nuova lettura delle prove o dei fatti, essendo tale valutazione riservata al giudice di merito.
  • Il motivo di ricorso che si limita a contestare la ricostruzione fattuale o ad affermare genericamente l'assenza dell'elemento soggettivo, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata, è inammissibile.
  • La determinazione della pena, inclusa la fissazione della pena base e gli aumenti o diminuzioni per circostanze, rientra nella discrezionalità del giudice di merito ed è censurabile in cassazione solo per vizi specifici della motivazione o per violazione dei criteri legali di cui agli artt. 132 e 133 c.p.
  • La mera manifestazione di dissenso rispetto alla quantificazione sanzionatoria, non accompagnata dall'indicazione di elementi decisivi trascurati dal giudice, non integra un valido motivo di ricorso.
  • Le memorie depositate oltre il termine previsto per l'udienza di cassazione sono tardive e restano prive di efficacia processuale nei termini ordinari previsti dall'art. 611, comma 1, c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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