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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34791/2025 del 24/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato il decreto di sequestro probatorio sul telefono iPhone, deducendo: (i) carenza di motivazione del decreto di convalida in violazione dell'art. 125 c.p.p. e nullità ai sensi dell'art. 324 c.p.p. per omesso riferimento al "fumus commissi delicti"; (ii) carenza di fumus per i reati di riciclaggio e ricettazione (artt. 648 e 648-bis c.p.) poiché la provenienza delle somme sarebbe giustificabile come regalie di matrimonio e le modalità di occultamento non basterebbero a configurare reato; (iii) violazione dei principi di proporzionalità e adeguatezza del sequestro probatorio per mancata perimetrazione dei dati da sottoporre a vincolo.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il decreto di convalida e l'ordinanza di riesame contengono sufficiente motivazione sul fumus dei reati contestati, in particolare poiché il decreto indicava le imputazioni, la descrizione dei fatti con tempi e luoghi, e richiamava i verbali di perquisizione. Sul punto della provenienza del denaro, la Corte ha ritenuto che la giustificazione fornita dalla difesa (donazioni di matrimonio) appare contraddittoria e necessita di verifica, così che il sequestro del telefono rimane giustificato almeno rispetto alla posizione relativa alla consegna di 50.000 euro a terzi. Quanto alla proporzionalità, la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del PM che ha indicato il perimetro degli accertamenti e i termini (nomina di C.T. e 60 giorni) per le operazioni di estrazione dei dati. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art. 125 c.p.p., comma 3

    L'obbligo di motivazione del decreto di convalida del sequestro probatorio deve rendere comprensibile il fumus del reato; tuttavia la Corte ammette una modulazione dell'onere motivazionale in relazione alla natura del bene (qui il contenuto di un telefono) e alla fase procedimentale

  • art. 324 c.p.p., comma 4

    Riferimento alla deduzione di nullità del decreto di convalida: la Corte ha rigettato l'eccezione ritenendo assolta la minima motivazione richiesta e non sussistente la nullità radicale nel caso concreto

  • artt. 648 e 648-bis c.p.

    Valutazione del "fumus commissi delicti" per ricettazione/riciclaggio: la Corte afferma che la mera giustificazione difensiva (regalie) può essere valutata in contraddizione e che, in sede di riesame, si verifica l'astratta configurabilità del reato, non la prova definitiva della colpevolezza

  • art. 275 c.p.p.

    I principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità vanno applicati anche al sequestro probatorio; il decreto deve indicare il perimetro degli accertamenti e le modalità di selezione dei dati, elemento che nel caso è stato ritenuto soddisfatto

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione che consenta di comprendere il "fumus" del reato: indicazione della norma, descrizione sommaria dei fatti, tempi/luoghi e finalità investigative sono elementi minimi richiesti
  • L'onere motivazionale è modulato in relazione al tipo di bene sequestrato: per dispositivi informatici la motivazione può concentrarsi sulla necessità di accedere ai dati e sul nesso con l'ipotesi investigativa, non sul dettaglio di ogni singolo contenuto
  • In sede di riesame si valuta l'astratta configurabilità del reato (fumus) e l'idoneità degli elementi a giustificare ulteriori indagini; non è il momento per giudizi di merito sulla fondatezza definitiva dell'accusa
  • La prova di una spiegazione alternativa (es. somme ricevute come regali) può contrastare il fumus, ma se la spiegazione appare inverosimile o contraddittoria il sequestro resta legittimo per permettere accertamenti
  • Per il sequestro di dispositivi elettronici il PM deve comunque indicare il perimetro dei dati oggetto di estrazione e i tempi/criteri di selezione (es. delega a consulente tecnico e termine per le operazioni) per rispettare il principio di proporzionalità
  • La nullità radicale del decreto per mancata motivazione si verifica quando la motivazione è del tutto assente o priva dei minimi requisiti di coerenza e completezza; difformità formali non sempre determinano nullità se il complesso delle ragioni è percepibile dalla lettura del provvedimento

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