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Sentenza

Sentenza del 11/01/2021 n. 97 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

T.A.R.S.U - determinazione della tariffa ai fini dell'applicazione del tributo- è indipendente dalla destinazione d'uso dell'immobile.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente impugnava l'applicazione di una determinata tariffa T.A.R.S.U. sostenendo che la tariffa dovesse essere determinata in base alla destinazione d'uso formale dell'immobile (es. uso abitativo, commerciale, ecc.) e non in base ad altri criteri; chiedeva quindi l'annullamento della determinazione tariffaria a suo carico.

La decisione

La Corte di Cassazione, con riferimento alla sentenza n. 5355/2020, ha ritenuto che la determinazione della tariffa T.A.R.U./T.A.R.S.U. è indipendente dalla mera destinazione catastale o dalle previsioni urbanistiche dell'immobile e rientra nel potere impositivo del Comune valutare la tariffa in funzione dell'attività economica o professionale effettivamente esercitata all'interno dell'immobile. Di conseguenza il ricorso è stato respinto e è stato confermato il potere del Comune di applicare la tariffa in base all'attività svolta.

Norme richiamate

  • Cassazione civile, sentenza n. 5355/2020

    La Corte ha affermato che, quanto alla determinazione della tariffa per lo smaltimento rifiuti (T.A.R.S.U./TARI), rileva l'attività effettivamente esercitata nell'immobile e non la sua destinazione d'uso formale; ciò rientra nel potere impositivo del Comune salvo violazione di legge o eccesso di potere.

Massime di principio

  • Per la determinazione della tariffa rifiuti rileva l'attività economica effettivamente svolta nell'immobile, non la mera destinazione d'uso catastale o urbanistica.
  • I Comuni hanno un ampio margine di discrezionalità nell'individuare la tariffa sulla base dell'uso reale dell'immobile, purché la determinazione si fondi su criteri legali e non sia arbitraria.
  • Il contribuente che contesta la tariffa deve dimostrare concretamente che l'attività dichiarata dall'ente non corrisponde a quella effettivamente esercitata o che la classificazione comunale è priva di fondamento giuridico.
  • In situazioni di uso promiscuo o variabile dell'immobile è necessario valutare prevalenza e concreta destinazione dell'attività per definire la tariffa applicabile.
  • Le impugnazioni hanno maggiori possibilità di successo se si riesce a provare errore fattuale nella rilevazione dell'attività o illegittimità procedurale nella determinazione tariffaria da parte del Comune.

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