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Sentenza

Sentenza del 16/03/2017 n. 443 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Ammortamento beni materiali - Presupposti - Insussistenza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava gli avvisi di accertamento relativi agli anni 2008-2011, con cui erano stati recuperati a tassazione, tra l'altro, l'utilizzo di perdite fiscali pregresse, gli ammortamenti di quadri e oggetti d'arte, le spese relative a una foresteria, i costi di noleggio di un'imbarcazione, alcuni oneri finanziari e le relative sanzioni. In particolare, sosteneva che il mutamento dell'attività non impedisse il riporto delle perdite, che l'accertamento fosse tardivo, che la foresteria fosse una base operativa aziendale, che quadri e arredi fossero immobilizzazioni materiali ammortizzabili e che non ricorressero i presupposti per le sanzioni.

La decisione

La Commissione ha respinto l'appello della società e confermato la legittimità degli avvisi di accertamento per gli anni 2008-2011. Ha ritenuto non utilizzabili le perdite pregresse perché, in concomitanza con il trasferimento della partecipazione di controllo, era cambiata l'attività principale: dalla produzione industriale mediante fonderia al commercio e alla lavorazione presso terzi dei metalli. Ha escluso la deducibilità degli ammortamenti relativi ai quadri e agli oggetti d'arte, non soggetti a deperimento o consumo ma qualificabili come investimenti patrimoniali. Ha inoltre confermato l'indeducibilità delle spese di foresteria e di noleggio dell'imbarcazione per mancata prova dell'inerenza. Ha accolto l'appello incidentale dell'Agenzia sugli interessi di mora e sulle commissioni di massimo scoperto, qualificandoli come componenti finanziari rilevanti ai fini Irap. Le sanzioni sono state confermate. La società è stata condannata alle spese di giudizio, liquidate in euro 30.000.

Norme richiamate

  • Art. 84, commi 1, 2 e 3, D.P.R. 917/1986 (TUIR)

    Le disposizioni del comma 1 non si applicano nel caso in cui la maggioranza delle partecipazioni aventi diritto di voto ... venga trasferita o comunque acquisita da terzi e, inoltre, venga modificata l'attività principale in fatto esercitata nei periodi d'imposta in cui le perdite sono state realizzate.

    Il riporto delle perdite pregresse può essere negato quando si verificano congiuntamente il trasferimento della maggioranza delle partecipazioni e il cambiamento dell'attività principale. La limitazione opera anche rispetto a perdite formatesi nei primi periodi d'imposta, qualora ne venga chiesto l'utilizzo in presenza dei presupposti antielusivi.

  • Art. 109, comma 5, D.P.R. 917/1986 (TUIR)

    Le spese e gli altri componenti negativi ... sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito.

    La deducibilità fiscale richiede un collegamento concreto tra il costo sostenuto e l'attività produttiva di ricavi o proventi imponibili. Una dichiarazione generica sull'utilità aziendale non è sufficiente: il contribuente deve documentare l'inerenza.

  • Art. 43, D.P.R. 600/1973

    La decadenza dal potere di accertamento deve essere valutata con riferimento al periodo d'imposta e alla specifica dichiarazione oggetto di controllo. Nel caso esaminato, l'avviso relativo al recupero delle perdite utilizzate nel 2008 è stato ritenuto tempestivo perché notificato entro il termine decorrente dalla dichiarazione relativa a tale utilizzo.

  • Art. 2424 codice civile

    L'iscrizione contabile di quadri e arredi tra le immobilizzazioni materiali non comporta automaticamente la deducibilità fiscale delle relative quote di ammortamento. Ai fini tributari occorre anche che il bene sia soggetto a deperimento o consumo economicamente rilevante.

  • Art. 1, comma 11, D.Lgs. 471/1997

    La presentazione di una dichiarazione infedele e l'indebita detrazione dell'Iva possono comportare l'applicazione delle sanzioni quando le riprese fiscali risultano fondate e il contribuente non dimostra specifiche ragioni di obiettiva incertezza o di esclusione della colpevolezza.

Massime di principio

  • Il riporto di perdite fiscali pregresse è soggetto a controllo antielusivo: il trasferimento del controllo societario accompagnato da un effettivo mutamento dell'attività principale può impedirne l'utilizzo, anche se le perdite sono state correttamente generate negli anni precedenti.
  • Per stabilire se vi sia un cambiamento dell'attività non rileva soltanto l'oggetto sociale formale, ma l'attività concretamente svolta, la struttura produttiva, i beni strumentali impiegati e la provenienza dei ricavi.
  • L'ammortamento fiscale presuppone che il bene sia strumentale e soggetto a logorio fisico o economico. I beni di pregio, come opere d'arte e dipinti decorativi, normalmente non sono ammortizzabili se conservano o aumentano il proprio valore nel tempo.
  • L'inerenza di spese per immobili, foresterie, rappresentanza o imbarcazioni deve essere provata con elementi oggettivi, quali contratti, nominativi degli utilizzatori, trasferte, riunioni, agende, fatture e collegamento con specifici ricavi o attività. La sola qualificazione del bene come 'base operativa' non è sufficiente.
  • La classificazione contabile di un costo o di un bene non vincola il giudice tributario: la deducibilità dipende dai requisiti fiscali sostanziali previsti dalla legge.
  • Commissioni di massimo scoperto e interessi di mora possono essere qualificati come componenti finanziari, con conseguenze sulla loro rilevanza ai fini Irap e sulla corretta esposizione contabile.
  • Le sanzioni possono essere escluse solo se il contribuente allega e dimostra specifiche circostanze idonee a escludere la colpevolezza o a integrare un'obiettiva incertezza normativa; la mera contestazione generica non è sufficiente.

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