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Sentenza

Sentenza del 23/11/2020 n. 149 - Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Ufficio aveva emesso avvisi di accertamento per IVA (anni 2009-2010) e IRES/IRAP (2010), disconoscendo il regime agevolato previsto per le associazioni sportive dilettantistiche (richiamando L. 398/1991 e art. 148 TUIR) e ritenendo che l'ente avesse svolto attività commerciale prevalente priva dei requisiti di non commercialità; contestava inoltre l'omessa presentazione delle dichiarazioni e, nei confronti del legale rappresentante, la responsabilità personale per le dichiarazioni sottoscritte.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dell'Associazione e del legale rappresentante e ha annullato gli avvisi di accertamento, rigettando l'appello incidentale dell'Ufficio. Il Collegio ha ritenuto che l'Associazione fosse in possesso dei requisiti formali e sostanziali per essere considerata ente non commerciale (statuto conforme, rendiconto redatto, invio del modello EAS in data 14/11/2012 antecedente alla notifica, democraticità delle assemblee, divieto di distribuzione di utili) e che l'Ufficio non avesse fornito prove adeguate che i ricavi derivanti dalle serate danzanti e dalle cene fossero imponibili come reddito commerciale (mancanza di fatture, prova insufficiente basata su un volantino). Le quote associative sono state confermate non concorrenziali a formare il reddito. Inoltre la CTR ha ritenuto insufficiente la sola titolarità della carica sociale per attribuire responsabilità personale al rappresentante. L'Ufficio è stato condannato alla rifusione delle spese di lite per entrambi i gradi (liquidate in Euro 1.000,00 per grado oltre accessori).

Norme richiamate

  • Art. 148 TUIR (DPR 917/1986)

    Stabilisce l'esclusione dall'ambito della commercialità di determinate prestazioni rese ai soci se effettuate in conformità alle finalità istituzionali; la CTR ha interpretato la norma nel senso che le prestazioni specifiche rese ai soci per le serate danzanti rientrano tra le attività non commerciali se previste dallo statuto e concretamente svolte nei termini statutari.

  • Art. 30 D.L. 185/2008

    Norma richiamata dall'Ufficio in relazione alla non imponibilità dei corrispettivi a certe condizioni e all'obbligo di presentare il modello EAS; la CTR ha dato rilievo alla presentazione dell'EAS e alla concreta osservanza degli obblighi formali per riconoscere il regime agevolato.

  • L. 398/1991

    Richiamata dall'Ufficio come regime agevolato applicabile alle ASD, ma la CTR ha affrontato prevalentemente l'interpretazione del regime di non commercialità del TUIR e dei requisiti statutari per l'agevolazione.

  • Art. 4 DPR 633/1972

    Citato dall'Ufficio in relazione alla natura delle operazioni ai fini IVA; la CTR ha ritenuto che l'Ufficio non abbia provato l'esistenza di operazioni imponibili fuori dal perimetro statutario.

  • Art. 73 TUIR

    Richiamato per la nozione di attivita commerciale; la CTR ha verificato che l'ente non abbia per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale e che le attività contestate rientrassero nello statuto.

  • Art. 90, comma 18, L. 289/2002

    Richiama i contenuti dell'atto costitutivo per le ASD (assenza di lucro, divieto di ripartizione utili, rendicontazione); la CTR ha rilevato che l'Associazione rispettava tali requisiti formali.

  • Art. 149 TUIR

    Citato nelle argomentazioni di parte: disciplina della qualifica di ente non commerciale per le ASD e la perdita della qualifica in caso di attività commerciale prevalente; la CTR ha osservato che la qualifica va valutata nel complesso e che l'ente manteneva i requisiti formali e sostanziali.

  • Art. 38 codice civile

    Richiamato nelle difese relative alla responsabilità personale di chi agisce per conto dell'associazione: la giurisprudenza richiede prova dell'effettivo ingerenza nell'amministrazione per imputare responsabilità personale; la CTR ha ritenuto insufficiente la sola titolarità della carica.

Massime di principio

  • Perché un'associazione benefici del regime di non commercialità è necessario non solo lo statuto conforme ma anche l'osservanza concreta delle clausole statutarie; la forma e la sostanza contano entrambe.
  • Le somme versate a titolo di quote associative non concorrono a formare il reddito complessivo se sono effettivamente quote associative e non corrispettivi per prestazioni commerciali.
  • Le prestazioni specifiche rese ai soci sono non commerciali se previste dallo statuto e svolte in conformità alle finalità istituzionali; l'Ufficio deve provare che l'attività sia invece svolta in modo commerciale per superare la qualifica agevolata.
  • L'assenza di un conto corrente intestato all'associazione o di riconoscimento CONI non è di per sé probatoria della natura lucrativa o commerciale dell'attività, se l'ente dimostra il reinvestimento degli introiti e la corretta rendicontazione.
  • La responsabilità personale del rappresentante legale non si basa sulla sola titolarità della carica: l'Amministrazione deve dimostrare l'effettivo coinvolgimento nella gestione o l'attività negoziale posta in essere per conto dell'ente.
  • La prova dell'Amministrazione deve essere adeguata e documentale: elementi sporadici (es. volantini) possono non essere sufficienti a ricostruire ricavi imponibili in assenza di fatture o documentazione probatoria.

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