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Sentenza

Sentenza del 27/11/2018 n. 1849 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Assenza di requisiti per l'esenzione delle accise - Autoproduttore di energia elettrica - Formalità richieste per l'interpello- Applicazione delle sanzioni - Esenzione dall'accisa - Attività dei Consorzi - Concetto di autoproduzione - Requisito dell'autoconsumo - Soggetti consorziati senza la sussistenza di un'organizzazione - Legittimità degli interessi se motivati con riferimenti normativi - La prescrizione in presenza di atti interruttivi.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società impugnava l'avviso di pagamento e l'atto di irrogazione delle sanzioni con cui l'Amministrazione aveva recuperato le accise relative agli anni 2003, 2004, 2005 e 2007-2010. Sosteneva di avere diritto all'esenzione prevista per l'autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, anche in ragione della propria natura consortile e del consumo dell'energia da parte delle imprese consorziate. Deduceva inoltre violazione del legittimo affidamento e della buona fede, esistenza di precedenti pareri favorevoli di altri uffici, irregolarità dell'interpello, disparità di trattamento nell'applicazione delle sanzioni, difetto di motivazione, incompetenza dell'ufficio, carenza di legittimazione passiva, illegittimità degli interessi e prescrizione dei crediti.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello e confermato la sentenza di primo grado. Ha ritenuto che l'esenzione richiedesse congiuntamente la produzione diretta dell'energia da parte dell'autoproduttore e il suo consumo da parte dello stesso soggetto. Nel caso concreto, l'energia risultava prodotta o gestita da terzi e successivamente ceduta alle società consorziate; ciò configurava una fornitura o rivendita, non autoproduzione e autoconsumo ai sensi dell'art. 52 TUA. La natura consortile non era sufficiente, in assenza di una reale organizzazione comune nella produzione. I precedenti pronunciamenti di altri uffici non hanno prodotto legittimo affidamento, anche perché fondati su dichiarazioni non corrispondenti alla concreta operatività. Non ricorreva un interpello formalmente valido, né disparità di trattamento rilevante, poiché gli uffici territoriali sono autonomi. L'indennità di mora era adeguatamente motivata mediante il richiamo normativo e l'indicazione dell'aliquota del 6%; la prescrizione non era maturata, essendo il termine decorrente dalla scoperta dell'omissione e risultando comunque interrotto dagli atti dell'Amministrazione. Alcuni motivi d'appello sono stati dichiarati inammissibili per genericità. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 52, comma 3, lett. b), D.Lgs. 504/1995 (TUA)

    energia elettrica prodotta con impianti azionati da fonti rinnovabili ... consumati dalle imprese di autoproduzione in locali e luoghi diversi dalle abitazioni

    L'esenzione dall'accisa è agevolazione di stretta interpretazione e richiede che l'impresa produca direttamente l'energia e la consumi essa stessa nell'esercizio della propria attività; la mera disponibilità o rivendita dell'energia acquistata da terzi non è sufficiente.

  • Art. 2, comma 2, D.Lgs. 79/1999

    Definizione di autoproduttore e riferimento ai consumi degli appartenenti ai consorzi costituiti per la produzione di energia elettrica

    La nozione prevista dalla disciplina del mercato elettrico non può ampliare automaticamente l'esenzione tributaria prevista dal TUA, che resta subordinata ai requisiti propri della norma fiscale.

  • Artt. 53 e 54, D.Lgs. 504/1995

    Sono stati richiamati in relazione ai presupposti dell'esercizio dell'officina di produzione e agli obblighi connessi alla produzione e al consumo di energia elettrica.

  • Art. 10, Legge 212/2000

    La tutela dell'affidamento e della buona fede non opera quando il riconoscimento dell'agevolazione si fonda su dichiarazioni incomplete o non corrispondenti alla concreta realtà operativa.

  • Art. 11, Legge 212/2000

    Gli effetti vincolanti dell'interpello, compresa l'eventuale nullità della pretesa contraria, presuppongono un interpello formalmente presentato secondo la procedura prevista; semplici richieste interne di chiarimenti tra uffici non equivalgono a interpello.

  • D.M. 26 aprile 2001, n. 209

    Disciplina le formalità e il procedimento dell'interpello; in mancanza di tali formalità non si producono gli effetti propri dell'istituto.

  • Art. 12, comma 7, Legge 212/2000

    L'Amministrazione deve considerare le osservazioni del contribuente; è sufficiente una risposta sintetica ma idonea a evidenziare la valutazione dei principali argomenti difensivi.

  • Art. 4, D.Lgs. 504/1995

    L'indennità di mora è legittima se l'atto richiama la base normativa e indica in modo determinato l'importo o la percentuale applicata, nel caso concreto pari al 6%.

  • Art. 55, comma 1, D.Lgs. 504/1995

    La competenza dell'Ufficio delle Dogane è collegata alla competenza territoriale e alle dichiarazioni di consumo suddivise per provincia.

  • Art. 57, commi 3 e 4, D.Lgs. 504/1995

    In caso di omissioni non immediatamente conoscibili, la prescrizione decorre dalla scoperta del fatto; gli atti di verifica e gli atti impositivi possono interrompere il termine prescrizionale.

  • Art. 3, Legge 241/1990

    L'avviso è sufficientemente motivato quando indica i presupposti di fatto e di diritto della pretesa e consente al contribuente di esercitare adeguatamente la difesa.

  • Art. 53, D.Lgs. 546/1992

    L'appello tributario deve contenere motivi specifici, diretti a criticare la decisione impugnata; la mera riproposizione delle doglianze di primo grado può comportare l'inammissibilità.

  • Art. 2043 c.c.

    La domanda risarcitoria per danno ingiusto arrecato dall'Amministrazione, secondo la decisione, deve essere proposta davanti al giudice ordinario e non al giudice tributario.

Massime di principio

  • Le esenzioni fiscali, in quanto deroghe al principio generale di imposizione, devono essere interpretate restrittivamente: occorre dimostrare tutti i requisiti espressamente richiesti dalla norma.
  • Per l'esenzione sull'energia da fonti rinnovabili non basta acquistare, noleggiare o rendere disponibile energia prodotta da terzi: devono risultare una conduzione effettiva dell'impianto e il consumo diretto da parte dell'autoproduttore.
  • La distribuzione dell'energia a società consorziate non equivale automaticamente ad autoconsumo. Occorre verificare se esista una reale organizzazione comune e se il consumo sia giuridicamente riferibile al medesimo soggetto agevolato, non una semplice rivendita mediante contratti di fornitura.
  • La forma consortile, la partecipazione a un consorzio o l'esistenza di contratti relativi alla capacità produttiva non sono da sole sufficienti a ottenere l'agevolazione: rilevano la struttura concreta e le modalità effettive di produzione, gestione e consumo.
  • Pareri, rimborsi o comportamenti favorevoli di altri uffici non costituiscono necessariamente un interpello vincolante e non impediscono il recupero dell'imposta, soprattutto se basati su informazioni incomplete o inesatte.
  • Il legittimo affidamento può essere escluso quando il contribuente abbia rappresentato all'Amministrazione una situazione diversa da quella effettiva; inoltre, l'autonomia dei diversi uffici può spiegare decisioni non uniformi.
  • La prescrizione va valutata considerando la data in cui l'omissione è stata scoperta e gli eventuali atti interruttivi: non è sufficiente confrontare il periodo d'imposta con la data dell'avviso senza ricostruire l'intera sequenza procedimentale.
  • In un appello tributario è essenziale contestare in modo puntuale le ragioni della sentenza di primo grado; motivi generici o meramente ripetitivi possono essere dichiarati inammissibili.

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