Cassazione Penale, Sentenza n. 40083/2023 del 03/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma, da parte della Corte d'appello di Bologna, della sentenza di condanna del Tribunale di Rimini per concorso in rapina aggravata (entrambi) e, per BANNOUR, anche per il porto di una bomboletta spray contenente gas lacrimogeno. BANNOUR deduce vizi di motivazione circa la sua partecipazione alla rapina (sostiene che non vi siano prove di ammissione in interrogatorio e contesta la valutazione probatoria) e contesta la qualificazione e la prova circa il contenuto della bomboletta e il relativo profilo soggettivo. TRASATTI denuncia nullità per mancata concessione di differimento per legittimo impedimento e per mancata partecipazione attiva del difensore all'udienza cartolare, chiede l'acquisizione di una sentenza di un coimputato come prova a discarico, censura motivazione per relationem, omessa motivazione sul suo concorso, difetto di correlazione dell'imputazione, contesta la mancata derubricazione in furto con strappo e il diniego delle attenuanti (art. 62 n.4, n.6 e art.114 c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Quanto a BANNOUR, il Collegio ha ritenuto le doglianze meramente dirette a un nuovo apprezzamento del materiale probatorio già valutato in sede di merito, con motivazione adeguata da parte dei giudici di appello; le censure risultano aspecifiche e non evidenziano vizi di legge o carenze argomentative rilevabili in sede di legittimità. Quanto a TRASATTI, la Corte ha confermato la legittimità del rito camerale non partecipato ai sensi dell'art. 23 D.L. n.149/2020 e successive modifiche; la richiesta tardiva di rinvio per legittimo impedimento è stata respinta correttamente; la motivazione per relationem è stata ritenuta sufficiente in presenza di risposte specifiche alle doglianze e di un "nucleo essenziale" argomentativo; le questioni relative alla qualificazione giuridica, al concorso, al trattamento sanzionatorio e alle attenuanti sono state considerate riconducibili a valutazioni probatorie non rinnovabili in Cassazione. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
D.L. n. 137/2020, art. 23, co. 2
art. 23 co.2 D.L. n. 137/2020
Disciplina il rito a trattazione scritta/contraddittorio cartolare in appello (procedimento in camera di consiglio senza partecipazione), limitando la partecipazione orale salvo i casi e le richieste formali previste; la Corte ha applicato la norma per ritenere legittimo il rito camerale non partecipato
D.L. n. 149/2020, art. 23, co. 1
art. 23 comma 1 del D.L. n. 149/2020
Prevede il rito camerale non partecipato per gli appelli (con eccezioni per richiesta di discussione orale o rinnovazione dell'istruzione); la Corte ha ritenuto che non siano sussistite le condizioni per deroghe e che le richieste difensive non fossero tempestive
Legge n. 895/67, art. 4, commi 1 e 2
articolo 4 commi 1 e 2 L. n. 895/67
Norma richiamata in relazione al porto della bomboletta (e alla sua qualificazione come arma); la Corte ha ritenuto congrua la motivazione circa la sussistenza del reato ai sensi della normativa richiamata
Codice di procedura penale, art. 192
Regole sulla valutazione delle dichiarazioni e delle prove; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano rispettato tali criteri nella valutazione testimoniale
Codice di procedura penale, art. 178, lett. c)
articolo 178 sub c) cod. proc. pen.
Prevede le ipotesi di nullità dell'udienza/sentenze; la censura sulla nullità dell'udienza cartolare per mancata partecipazione del difensore è stata ritenuta infondata alla luce del rito scritto applicabile
Codice di procedura penale, art. 238-bis
articolo 238 bis cod.proc.pen.
Regola l'acquisizione di documenti in Cassazione; la Corte ha ricordato che possono essere prodotti solo documenti non disponibili nei precedenti gradi, e ha escluso l'acquisizione della sentenza indicata perché già nota e disponibile
Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e
art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e
Consente il sindacato in Cassazione per vizio di motivazione; la Corte ha applicato i criteri restrittivi di sindacabilità, ritenendo che non fosse dimostrata una carenza motivazionale del tipo richiesto
Codice penale, art. 62, nn. 4 e 6
articolo 62 numero 4; articolo 62 numero 6
Previsione di circostanze attenuanti generiche e per responsabilità di minor grado; la Corte ha ritenuto non applicabili tali attenuanti per la natura plurioffensiva del reato e per l'assenza di risarcimento o di rilevanza minima della partecipazione
Codice penale, art. 114
articolo 114 codice penale
Rileva ai fini delle attenuanti per partecipazione di minima importanza; la Corte ha escluso l'applicazione in quanto la partecipazione del ricorrente non era di minima importanza
Codice di procedura penale, artt. 516 e 521
articolo 521 e 516 codice procedura penale
Riguardano la correlazione tra capo di imputazione e sentenza; la Corte ha escluso difetto di correlazione, rilevando che l'imputazione di rapina impropria era chiaramente contestata
Massime di principio
- Le censure che si limitano a sollecitare una rivalutazione del materiale probatorio già esaminato in sede di merito sono, di regola, inammissibili in Cassazione se non evidenziano un vizio di diritto o una manifesta illogicità o carenza motivazionale percepibile "ictu oculi".
- Nel rito a trattazione scritta (camera di consiglio non partecipata) previsto dall'art. 23 dei Decreti-Legge citati, le richieste di partecipazione orale o di discussione devono essere formulate nei termini e nelle forme previste; istanze tardive o non conformi sono generalmente inammissibili.
- La motivazione per relationem della sentenza di appello è legittima se la decisione di secondo grado contiene un "nucleo essenziale" argomentativo che dimostri di aver esaminato le censure dell'appellante; quando le doglianze sono generiche o già adeguatamente trattate dal primo giudice, il richiamo per relationem è sufficiente.
- Documenti nuovi possono essere prodotti in Cassazione solo se impossibilmente esibiti nei gradi precedenti; non basta richiedere l'acquisizione di decisioni già divenute definitive e disponibili in precedenti fasi processuali.
- Le richieste di derubricazione o di riconoscimento di attenuanti richiedono dimostrazioni concrete di errore nella qualificazione giuridica o nella valutazione degli elementi costitutivi del reato; mere affermazioni di ingiustizia o la riproposizione di questioni valutative non sono sufficienti.
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