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Sentenza

Sentenza n. 4649/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza n. 334/25 del Tribunale di Como- Sezione Lavoro.

Giustizia amministrativa202602324

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Inadempimento del Ministero all'obbligo di eseguire la sentenza n. 334/25 del Tribunale di Como, Sezione Lavoro, passata in giudicato, che riconosceva la carta del docente per complessivi € 1.500,00 a ciascun ricorrente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docenti precari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Como, Sezione Lavoro, notificata al Ministero il 18 dicembre 2025 e passata in giudicato. La pronuncia aveva riconosciuto a una docente € 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi € 1.500,00, e all'altro docente € 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025, per complessivi € 1.500,00. I ricorrenti hanno dedotto che il Ministero non aveva adempiuto. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma.

La decisione

Il ricorso è procedibile perché, dopo la notificazione della sentenza, è decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. È fondato nel merito: la documentazione dimostra la spettanza delle somme riconosciute dal giudicato e il Ministero non ha dedotto di avere adempiuto. Il TAR ha dichiarato l'inottemperanza e assegnato al Ministero 90 giorni dalla notificazione della sentenza per accreditare gli importi, detratti eventuali pagamenti medio tempore effettuati. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attivabile su istanza dei creditori dopo la scadenza del termine e tenuto a provvedere nei successivi 60 giorni; non è previsto un compenso per l'incarico. Il Ministero è stato condannato a rifondere le spese, liquidate in € 800,00 per compensi e spese, oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Il ricorso per ottemperanza va dunque accolto.

    Accertata l'inottemperanza al giudicato, il giudice dell'ottemperanza accoglie il ricorso e dispone le misure necessarie a ottenere l'esecuzione, compresa la nomina condizionata di un commissario ad acta.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito in l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Il ricorso è procedibile in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.

    Per la procedibilità dell'azione esecutiva nei confronti dell'amministrazione deve essere decorso il termine di 120 giorni dalla notifica della sentenza.

Massime di principio

  • Quando un'amministrazione non esegue una sentenza passata in giudicato che le impone il pagamento di somme e non deduce di avere adempiuto, il giudice dell'ottemperanza può dichiarare l'inottemperanza e assegnare un termine per l'esecuzione, detraendo gli eventuali pagamenti medio tempore effettuati.
  • In caso di perdurante inerzia dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'iniziativa del creditore dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione.
  • Ai fini della procedibilità dell'ottemperanza a una sentenza notificata all'amministrazione, deve essere decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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