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Ordinanza

Ordinanza n. 963/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (sezione terza) n. 23438/2025 del 22 dicembre 2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202601544

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio, Sez. III, n. 23438/2025, di reiezione del ricorso di primo grado

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore energetico)

Prevale il privato

La controversia

L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso di primo grado e ha chiesto, in via incidentale, la sospensione della relativa efficacia. Ha inoltre richiesto l'applicazione dell'art. 55, comma 10, c.p.a., in ragione dell'analogia delle questioni di diritto con quelle oggetto di altri giudizi. La controversia riguarda posizioni giuridiche di natura esclusivamente finanziaria e la questione interpretativa, pendente dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea, relativa al meccanismo di compensazione cosiddetto "a due vie" sul prezzo dell'energia.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza cautelare ai soli fini della sollecita fissazione dell'udienza di merito, senza sospendere espressamente l'efficacia della sentenza impugnata né anticipare una valutazione definitiva sulla fondatezza dell'appello. Ha ritenuto insussistente un pericolo di pregiudizio irreversibile, poiché la controversia concerne esclusivamente posizioni finanziarie, ma ha considerato necessaria una trattazione approfondita nel merito in ragione della complessità della causa e della questione interpretativa pendente davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Le esigenze dell'appellante sono state reputate adeguatamente tutelabili mediante la sollecita definizione del giudizio, eventualmente nella medesima udienza prevista per cause analoghe. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la natura meramente processuale dell'ordinanza.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa generale per la domanda cautelare in appello.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, in presenza di esigenze cautelari e senza necessità di accordare una misura sospensiva tipica, di adottare una misura diretta alla sollecita fissazione dell'udienza di merito; nel caso concreto è stato applicato per fissare rapidamente la discussione della causa, ritenuta complessa ma priva di un rischio di pregiudizio irreversibile.

Massime di principio

  • Quando la controversia cautelare riguarda esclusivamente posizioni di natura finanziaria e non è ravvisabile un pregiudizio irreversibile, il giudice può escludere la sospensione dell'atto o della sentenza impugnata e tutelare comunque la parte mediante la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a.
  • La complessità della questione giuridica, anche in presenza di un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea su una questione interpretativa rilevante, può giustificare la rapida trattazione nel merito senza comportare necessariamente la concessione di una misura cautelare sostanziale.
  • L'accoglimento dell'istanza cautelare ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. ai soli fini della sollecita discussione non equivale alla sospensione dell'efficacia della sentenza impugnata né implica una decisione anticipata sulla fondatezza dell'appello.

Come è indicizzato

MaterieIncentivi energeticiTutela cautelare
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePrimato del diritto UE e disapplicazione

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