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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02287/2026 del 21/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di conferma del sequestro preventivo su un'area ritenuta demaniale, contestando: 1) violazione degli artt. 606, comma 1, lett. b) e c) c.p.p. per presunta errata applicazione dell'art. 1161 R.D. 327/1942 e per carenza/apparenza della motivazione in ordine al fumus del reato; censura sulla qualificazione dell'area come demanio marittimo o come diverso demanio pubblico e sulla mancata sdemanializzazione; contestazione dell'elemento soggettivo (dolo) richiesto dalla norma incriminatrice e della presunta permanenza del ripristino effettuato dal Ministero tramite portale; 2) violazione dell'art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p. per mancata motivazione sul periculum (rif. artt. 321, commi 1 e 2, e 125, comma 3, c.p.p.).

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse: il ricorrente non contestava la natura pubblica dell'area e non vantava interesse concreto e attuale alla restituzione del bene (condizione necessaria per impugnare una misura cautelare reale). Pertanto il ricorso è inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende. La Procura generale aveva richiesto il rigetto del ricorso; il difensore aveva chiesto l'accoglimento ma senza esito.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Norma richiamata nel capo di imputazione (concorso nel reato). Nel provvedimento essa figura tra le contestazioni ma non è stata decisiva per l'inammissibilità; il giudizio si concentra invece sulla legittimazione ad impugnare.

  • art. 1161 R.D. 327/1942

    Norma sostanziale contestata (illecito relativo al demanio marittimo). La difesa ha contestato l'applicabilità per la qualificazione dell'area come demanio marittimo e per il requisito del dolo; la Corte non è entrata nel merito sostanziale dovendosi decidere sull'inammissibilità per mancanza di interesse.

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Causa di ricorso per cassazione relativa a violazione di norme penali; il ricorrente aveva dedotto errata applicazione della legge penale, ma la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse senza valutare il vizio sostanziale dedotto.

  • art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Causa di ricorso relativa a carenza di motivazione (fumus/periculum); anche questa doglianza non è stata esaminata nel merito a causa dell'inammissibilità per mancanza di interesse concreto alla restituzione del bene.

  • art. 125, comma 3 c.p.p.

    Norma richiamata in relazione all'esigenza di motivazione dell'ordinanza di riesame (pericolo/necessità). La Corte ha ritenuto che la questione non potesse essere valutata per assenza di interesse del ricorrente.

  • art. 321, commi 1 e 2 c.p.p.

    Norme relative alla disciplina del sequestro e alle sue finalità (tra cui la conservazione della prova e la garanzia dell'esecuzione). Richiamate dal ricorrente in relazione alla motivazione sul periculum; la Corte ha deciso sull'inammissibilità prima di entrare nel merito.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma richiamata per l'onere delle spese in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi di tale articolo.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Citate in relazione ai criteri per l'attribuzione della somma a favore della Cassa delle Ammende; la Corte di legittimità ha stabilito l'ammissibilità del pagamento equitativo e ha disposto l'erogazione di euro 3.000,00, ritenendo che il ricorso non fosse presentato in palese mala fede.

  • Giurisprudenza: Sez. 5 n. 52060 del 30/10/2019 e Sez. 5 n. 22231 del 17/03/2017

    Precedenti richiamati sul requisito della legittimazione ad impugnare le misure cautelari reali: la parte non proprietaria del bene può impugnare solo se dimostra un interesse concreto e attuale, individuato nell'effettiva prospettiva di ottenere la restituzione della cosa.

Massime di principio

  • Per impugnare con successo un provvedimento che dispone o conferma un sequestro preventivo di un bene (misura cautelare reale) è necessario vantare un interesse concreto e attuale alla restituzione del bene; la semplice qualità di indagato non è sufficiente se non si dimostra come la rimozione del sequestro incida concretamente sulla propria posizione.
  • La contestazione della qualificazione giuridica dell'area come demanio marittimo (anziché altro demanio pubblico) può essere rilevante sul piano sostanziale e di responsabilità penale, ma non sopperisce all'assenza di interesse ad ottenere il dissequestro: senza interesse alla restituzione la questione non viene esaminata nel merito in sede di impugnazione cautelare.
  • I motivi di nullità per carenza di motivazione (fumus/periculum) devono essere formulati mostrando come la carenza incida concretamente sugli effetti cautelari e sull'interesse del ricorrente; se manca l'interesse alla restituzione, tali doglianze rischiano di non essere ammesse per incompetenza di legittimazione.
  • Se si contesta l'applicabilità di una norma sostanziale (es. art. 1161 R.D. 327/1942) occorre fornire elementi probatori e deduzioni precise che colleghino la qualificazione dell'area e l'elemento soggettivo (dolo) alla posizione processuale del ricorrente; altrimenti la questione potrà essere rimessa a futuri gradi solo se sussiste interesse a impugnare.
  • Il rischio di condanna alle spese e l'eventuale pagamento alla Cassa delle Ammende possono essere disposti anche quando il ricorso è dichiarato inammissibile salvo palese malafede; pertanto è opportuno valutare preventivamente la sussistenza dei requisiti di ammissibilità prima di promuovere ricorso in cassazione.

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