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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14923/2026 del 24/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per omessa assistenza dell'interprete nell'udienza di definizione con applicazione della pena ai sensi dell'art. 444 c.p.p., con dedotta violazione del diritto di difesa e vizio di formazione ed espressione della volontà dell'imputato

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che: l'imputato era stato assistito da interprete in precedenti udienze; aveva rilasciato procura speciale in italiano al difensore; la sentenza stessa registra che l'imputato ha personalmente avanzato l'istanza di applicazione della pena; non risulta eccezione immediata dell'assenza dell'interprete da parte del difensore; la nullità per mancanza di interprete è stata qualificata come nullità a regime intermedio che deve essere eccepita immediatamente ai sensi dell'art. 182 c.p.p., e non è stata dimostrata una lesione concreta del diritto di difesa. Conseguenze pratiche: inammissibilità del ricorso, condanna alle spese processuali e pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.)

Norme richiamate

  • art. 143 c.p.p.

    Riconosce all'imputato che ignora la lingua italiana il diritto all'assistenza gratuita di un interprete; l'omissione costituisce causa di nullità degli atti riguardanti l'imputato

  • art. 178, lett. c) c.p.p.

    Indica le nullità relative all'assistenza dell'imputato; utilizzato per qualificare la nullità derivante dalla mancata assistenza dell'interprete

  • art. 179, primo comma c.p.p.

    Distinzione tra nullità assolute e altre nullità; la mancata assistenza dell'interprete non rientra tra le nullità insanabili automaticamente

  • art. 182 c.p.p.

    Stabilisce l'obbligo di eccezione immediata per le nullità a regime intermedio; in assenza di immediata eccezione la nullità si considera sanata

  • art. 444 c.p.p.

    Regola l'applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento); la Corte valuta la validità dell'accordo anche alla luce della presenza o meno di elementi che dimostrino la comprensione e il consenso dell'imputato

  • art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Motivo di ricorso per violazione di legge; il ricorso dedotto con tale motivo è stato ritenuto manifestamente infondato

  • art. 616 c.p.p.

    Consente la condanna alle spese e, valutati profili di colpa del ricorrente, l'obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende; applicata dalla Corte per la somma di euro 3.000

  • art. 611, comma 1, c.p.p.

    Richiamato per segnalare che il procedimento si è celebrato con contraddittorio scritto senza partecipazione del procuratore generale e dei difensori in quella sede

Massime di principio

  • La mancata assistenza dell'interprete per un imputato che non conosce la lingua italiana costituisce una nullità, ma è classificata come nullità a regime intermedio: può essere rilevata d'ufficio ma deve essere eccepita immediatamente prima o subito dopo l'atto, altrimenti si considera sanata.
  • Se l'imputato ha conferito procura speciale al difensore e il difensore era presente in udienza senza eccepire immediatamente l'assenza dell'interprete, è probabile che la mancata eccezione venga interpretata come rinuncia alla nullità.
  • Per ottenere l'annullamento di un atto per mancanza dell'interprete è necessario dimostrare non solo l'assenza dell'interprete ma anche l'impossibilità di eccepire tempestivamente e il concreto pregiudizio subito dall'imputato nella formazione della volontà (ad es. incapacità di comprendere l'accordo), non già una mera censura formale.
  • La partecipazione attiva dell'imputato (ad esempio la sua personale richiesta di applicazione della pena) e la presenza e rappresentanza formale del difensore riducono significativamente le probabilità di successo di un ricorso basato sull'assenza dell'interprete.
  • Chi esercita il diritto di impugnare deve valutare il rischio di condanne alle spese e sanzioni pecuniarie se il ricorso appare manifestamente infondato o se emergono profili di colpa nella proposizione del ricorso.

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