Cassazione Penale, Sentenza n. 13594/2025 del 08/04/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La difesa ha proposto ricorso per cassazione lamentando: 1) eccessiva durata della sospensione della patente; 2) abnormità del provvedimento e mancata conversione dell'impugnazione in ricorso per cassazione; 3) difetto di motivazione in ordine al mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art.131-bis c.p.; 4) violazione di legge per l'applicazione del concorso formale tra i reati (art.187 commi 7 e 8 c.d.s.); 5) carenza di motivazione sulla determinazione della sanzione amministrativa accessoria e sulla presunta impossibilità di raddoppio della sanzione in caso di rifiuto agli accertamenti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici e privi di confronto critico con le argomentazioni della sentenza impugnata; ha inoltre ritenuto infondate le censure sostanziali: la Corte d'Appello si è attenuta al corretto mezzo d'impugnazione, la causa di non punibilità ex art.131-bis c.p. non è applicabile per la gravità della condotta (resistenza ai controlli, manovre spericolate e pericolose), e la sospensione della patente, seppure superiore alla media edittale, è stata motivata logicamente valorizzando la pericolosità della condotta e l'alterazione accertata. Conseguentemente il ricorrente è stato dichiarato inammissibile al ricorso e condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Articolo applicato per i reati connessi alla guida in stato di ebbrezza e al rifiuto di sottoporsi agli accertamenti; il comma 9-bis ha consentito la sostituzione della pena detentiva inflitta dal Tribunale.
Articolo applicato per la guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e per i profili connessi al rifiuto/accertamenti relativi; i commi citati sono stati ritenuti integrati dalla condotta contestata.
Causa di non punibilità per particolare tenuità della condotta; la Corte ha escluso la sua applicazione per la gravità e pericolosità del comportamento del prevenuto (resistenza agli accertamenti e manovre spericolate).
Criteri per la determinazione della sospensione della patente: la Corte ha ritenuto legittimo il superamento della media edittale sulla base dei criteri richiamati (gravità della violazione, pericolo creato, assenza di attenuanti).
Codice di Procedura Penale, art.616
Norma richiamata per la determinazione della somma da versare alla Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile; la Corte ha quantificato la somma in euro 3.000.
Massime di principio
- Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per alcol e droga e condotte di guida pericolose rendono difficilmente applicabile la causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis c.p.), poiché la gravità e il pericolo per la circolazione prevalgono.
- Le censure generiche e prive di un confronto analitico con le argomentazioni della sentenza impugnata sono spesso dichiarate manifestamente infondate e determinano l'inammissibilità del ricorso in Cassazione.
- La sospensione della patente può essere determinata in misura superiore alla media edittale quando il giudice valuta, con motivazione specifica, la pericolosità della condotta e l'entità del rischio creato alla circolazione (richiamo ad art.218 c.d.s. e giurisprudenza consolidata).
- La conversione dell'impugnazione (es. da appello a ricorso) non è dovuta se il mezzo di impugnazione proposto è coerente con la decisione impugnata; contestare solo la mancata conversione senza fondamento processuale è destinato a fallire.
- Le questioni relative all'entità delle sanzioni amministrative accessorie richiedono una motivazione specifica e puntuale qualora si discosti dal minimo edittale; in assenza di tale motivazione la decisione può essere annullata, ma se la motivazione è presente e logica la Corte la confermerà.
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