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Sentenza

Sentenza del 15/02/2018 n. 456 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

ACCERTAMENTO - Motivazione - Funzione - Enunciazione dei criteri astratti - Sufficienza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda la sufficienza della motivazione dell'avviso di rettifica e liquidazione. Il contribuente contestava, in sostanza, che l'atto non esplicitasse tutti gli elementi di fatto utilizzati per determinare il maggior valore. Il principio affermato è che la motivazione deve delimitare le ragioni della pretesa tributaria e consentire l'esercizio del diritto di difesa, ma è sufficiente l'indicazione dei criteri astratti adottati per la determinazione del maggior valore; non è necessario riportare nell'avviso ogni elemento fattuale concretamente utilizzato dall'Ufficio.

La decisione

La motivazione dell'avviso è ritenuta sufficiente quando enuncia i criteri di valutazione in base ai quali è stato determinato il maggior valore. Una volta conosciuto il criterio adottato, il contribuente è posto nella condizione di contestare la pretesa e di fornire la documentazione idonea a dimostrarne l'infondatezza. Pertanto, il principio è favorevole all'Amministrazione finanziaria e legittima l'atto anche senza una dettagliata esposizione di tutti gli elementi di fatto.

Massime di principio

  • In materia di avvisi di rettifica e liquidazione, la motivazione deve rendere comprensibili i criteri e il percorso logico-giuridico seguito dall'Amministrazione, ma non necessariamente indicare ogni singolo dato fattuale utilizzato.
  • La motivazione è sufficiente se consente al contribuente di comprendere la natura e l'origine della pretesa e di predisporre una difesa concreta ed efficace.
  • L'eventuale contestazione non può fondarsi soltanto sull'assenza, nell'avviso, di tutti gli elementi di fatto, se i criteri astratti di valutazione sono stati chiaramente indicati.
  • L'Amministrazione non può però introdurre in giudizio ragioni nuove e diverse da quelle desumibili dall'atto: la motivazione serve anche a delimitare l'oggetto della successiva controversia.

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