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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44088/2024 del 03/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di cassazione del 19/10/2023 che aveva rigettato il precedente gravame; contestava in particolare la valutazione di attendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori Torcasio Angelo e Vasile Francesco. Denunciava errori di fatto nella motivazione della Corte di cassazione rispetto a discordanze rilevanti: chi aveva dichiarato che il Torcasio era andato a prendere l'arma (Giuseppe o Pasquale Giampà), il tempo e le modalità del reperimento e della consegna dell'arma, e discrepanze sull'abbigliamento del Vasile rispetto alle videoriprese. Tali elementi, secondo il ricorrente, avrebbero reso inattendibili le dichiarazioni confessorie e la chiamata in reità nei suoi confronti.

La decisione

Il ricorso straordinario è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le censure dedotte mirassero a ottenere una diversa valutazione delle prove (errore di giudizio) e non configurassero l'errore di fatto percettivo rimediabile ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. Anche ammesse alcune svista formali nella lettura degli atti, tali imprecisioni non erano decisive e non avrebbero determinato un esito diverso del giudizio: il nucleo centrale delle dichiarazioni a carico dell'Ammendola rimaneva confermato e riscontrato da più dichiaranti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma equitativamente determinata in 3.000 euro in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario è ammesso solo per errori di fatto percettivi (svista o equivoco) nella lettura degli atti interni al processo che siano decisivi e abbiano condotto a una decisione diversa; non si estende agli errori di valutazione o di giudizio.

  • giurisprudenza di legittimità (Sez. U, n. 37505/2011; Sez. U, n. 18651/2015; Sez. 3, n. 11172/2023)

    Sez. U, n. 37505 del 14/07/2011; Sez. U, n. 18651 del 26/03/2015; Sez. 3, n. 11172 del 15/12/2023

    Precisa i limiti dell'errore di fatto rimediabile: quando la causa dell'errore non è esclusivamente una fuorviata percezione ma contiene comunque un giudizio valutativo, si tratta di errore di giudizio non sindacabile con il rimedio straordinario; inoltre l'errore rilevante deve essere decisivo.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto (art. 625-bis c.p.p.) è ammesso solo per svista o equivoco percettivo nella lettura degli atti e deve riguardare un errore decisivo che avrebbe cambiato l'esito del giudizio.
  • Le contestazioni che mirano a criticare la valutazione dell'attendibilità delle prove o a ottenere una diversa ponderazione degli elementi probatori configurano tipicamente errori di giudizio, non rimediabili con il ricorso straordinario.
  • Errori materiali non decisivi nella motivazione (es. attribuzione nominativa errata, piccole incongruenze temporali) vanno distinti e documentati: per ottenere ammissione del rimedio occorre dimostrare la loro incidenza determinante sull'esito.
  • Se si vuole impugnare la valutazione delle dichiarazioni di testi o collaboratori, è preferibile utilizzare i rimedi ordinari (impugnazioni nei gradi previsti o motivi in cassazione fondati su vizio di motivazione) e indicare con precisione le prove in contrasto e la loro rilevanza decisiva.
  • Nella redazione del ricorso straordinario è cruciale indicare chiaramente le prove in contrasto e argomentare perché l'errore percettivo denunciato avrebbe necessariamente determinato una diversa decisione.

Testo integrale

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