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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21227/2025 del 05/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 336 c.p. commesso nell'ambito di un tentativo di aggressione in carcere. Celaj deduce che il suo ruolo si è limitato a forzare la prima porta senza venire in contatto con l'appartenente alla Polizia penitenziaria, per cui non sussisterebbe concorso nel reato previsto dall'art. 336 c.p., né sarebbe configurabile il concorso anomalo ex art. 116 c.p.; inoltre chiede il riconoscimento delle attenuanti generiche. Azizi contesta il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto infondate le censure di Celaj: benché non abbia usato violenza personalmente sul pubblico agente, la sua condotta (forzare una porta meccanizzata) è stata considerata necessaria e strumentale al compimento dell'azione dagli altri correi, integrando il concorso di persone nel reato previsto dall'art. 336 c.p. Il diniego delle attenuanti generiche per entrambi è stato ritenuto corretto in ragione della gravità della condotta e dell'approfittamento della superiorità numerica che ha ridotto la difesa dell'agente. Conseguentemente i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 336 cod. pen.

    non presente nel testo oltre all'indicazione dell'articolo

    La norma punisce la violenza o minaccia a pubblico ufficiale per impossessarsi di mezzo che consenta l'accesso; la Corte ha ritenuto che il concorso si realizzi anche quando un soggetto non esercita direttamente violenza ma compie un atto strumentale e necessario alla condotta violenta degli altri.

  • art. 116 cod. pen.

    richiamato nel testo come possibile profilo di concorso anomalo

    È stato evocato dalla difesa come possibile quadro alternativo (concorso anomalo), ma la Corte non ha ritenuto necessario applicarlo perché ha ricostruito una piena strumentalità dell'azione di Celaj rispetto al risultato delittuoso; in buona sostanza la valutazione è stata che la condotta era prevedibile e funzionale all'azione comune.

Massime di principio

  • La mancanza di contatto diretto con la vittima (pubblico ufficiale) non esclude il concorso: è sufficiente che l'azione del singolo sia strumentale e necessaria alla realizzazione del fatto comune.
  • La strumentalità e la necessità dell'azione di un partecipante rispetto allo svolgimento dell'azione altrui sono elementi decisivi per qualificare il concorso di persone.
  • Il concetto di finalità comune: anche se lo scopo immediato fosse colpire un altro detenuto, atti accessori diretti a superare ostacoli (es. aprire porte, fornire strumenti) funzionalmente collegati all'aggressione rendono imputabile la responsabilità per gli ulteriori reati commessi nel suo sviluppo.
  • Le attenuanti generiche possono essere negate quando la condotta è grave e sussistono circostanze aggravanti fattuali (es. superiorità numerica, approfittamento), pertanto è importante documentare circostanze attenuanti specifiche e contestualizzate.
  • In sede di impugnazione è essenziale formulare censure puntuali e ben motivate sul piano giuridico: motivazioni meramente fattuali o generiche hanno scarse possibilità di successo in Cassazione.
  • Per difendersi in situazioni simili conviene dimostrare l'assenza di consapevolezza/volontà rispetto alla commissione del reato contestato e l'assenza di strumentalità dell'azione compiuta, offrendo elementi probatori specifici (es. testimonianze, filmati, rapporti tecnici) che smentiscano il nesso funzionale con l'evento criminoso.

Testo integrale

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