Cassazione Penale, Sentenza n. 20945/2025 del 05/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per detenzione di stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990) e la confisca del denaro rinvenuto. I motivi specifici erano: 1) vizio di motivazione e insufficiente prova della finalità di spaccio e della riconducibilità della droga e del denaro a Longo (sosteneva uso personale e convivenza con la compagna); 2) mancata derubricazione a fattispecie meno grave ai sensi dell'art. 73, comma 5 (quantitativo ridotto, uso personale, occasionalità); 3) errore nel trattamento sanzionatorio, con rigetto delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena; 4) mancata motivazione del nesso tra la somma sequestrata e il reato, con conseguente illegittimità della confisca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili o manifestamente infondati i primi tre motivi, confermando la responsabilità penale e il trattamento sanzionatorio deciso dai giudici di merito; ha però accolto il quarto motivo relativo alla confisca del denaro: ha annullato la statuizione della confisca limitatamente a quella parte, rilevando che la condanna è stata pronunciata solo per la mera detenzione e non per reati di spaccio pregresse che giustificherebbero automaticamente la confisca come profitto. Ha rinviato ad altra sezione della Corte d'Appello di Catania per valutare, nel nuovo giudizio, se ricorrano i presupposti per la confisca ai sensi dell'art. 240-bis c.p., dichiarando irrevocabile la sentenza quanto all'affermazione della responsabilità (art. 624 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
Norma che disciplina i reati in materia di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che la condanna riguardasse la mera detenzione della sostanza e non una contestata pregressa attività di spaccio idonea a giustificare la confisca automatica del denaro.
art. 73, comma 5 d.P.R. 309/1990
La derubricazione alla fattispecie di minor gravità richiede la valutazione complessiva degli elementi relativi a modalità, mezzi, circostanze e quantità; la Corte ha ritenuto che gli altri elementi rilevati (materiale per confezionamento, appunti contabili, denaro) non fossero compatibili con ricondurre il fatto a mera detenzione per uso personale.
art. 73, comma 7-bis d.P.R. 309/1990
Prevede la confisca del profitto o prodotto del reato nei procedimenti per stupefacenti; la Corte ha specificato che questa confisca è applicabile quando il reato contestato sia la vendita/traffico e non la sola detenzione, salvo il ricorso alle norme sulla confisca per sproporzione.
art. 240 c.p.
Stabilisce il principio della confisca del profitto del reato; la Corte ha richiamato il principio secondo cui serve un nesso diretto e immediato tra profitto e reato per applicare la confisca ex art. 240.
art. 240-bis c.p.
Norma che consente la confisca per sproporzione quando il condannato non può giustificare la provenienza di denaro o beni; la Corte ha rinviato alla verifica di tali presupposti nel nuovo giudizio.
art. 85-bis d.P.R. 309/1990
Richiama l'applicabilità delle norme sulla confisca straordinaria al contesto degli stupefacenti; interpretata dalla Corte in combinazione con l'art. 240-bis per valutare l'eventuale confisca del denaro nella sola ipotesi di detenzione.
art. 62-bis c.p.
Regola le circostanze attenuanti generiche; la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il diniego operato dal giudice di merito sulla base della gravità del reato e dei precedenti specifici.
art. 133 c.p.
Elenca i criteri per la determinazione delle circostanze attenuanti e del trattamento sanzionatorio; la Corte ha ricordato che il giudice può fondare il diniego delle attenuanti anche su uno solo degli indicatori previsti.
art. 624 c.p.p.
Norma procedurale richiamata per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza quanto all'affermazione della responsabilità dell'imputato.
Massime di principio
- La confisca come "profitto del reato" richiede un nesso diretto e immediato tra la somma/beni e il reato per cui si procede: se si è condannati soltanto per mera detenzione, la confisca è ammessa solo nei casi previsti dall'art. 240-bis (sproporzione o impossibilità di giustificare la provenienza).
- Per ottenere la derubricazione ex art. 73, comma 5 d.P.R. 309/1990 il giudice deve valutare e motivare tutti gli elementi rilevanti (mezzi, modalità, circostanze, quantità e qualità della sostanza); la mera esibizione di un quantitativo esiguo non basta se sussistono altri indici di spaccio.
- In Cassazione il sindacato è limitato al controllo di legittimità del percorso argomentativo: non è consentita una riconsiderazione di merito o una diversa valutazione probatoria se il giudice di merito ha offerto un apparato logico e coerente.
- Il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche può essere motivato anche solo sulla base di un precedente penale o della gravità del fatto: per ottenere le attenuanti è utile documentare elementi specifici che contrastino tali indicatori.
- Per opporsi efficacemente a una confisca di denaro rinvenuto occorre dimostrare o la riconducibilità della somma a fonte lecita comprovabile, o che la condanna riguarda solo detenzione senza elementi che colleghino il denaro a profitti di spaccio; in alternativa, è rilevante verificare se ricorrono condizioni per la confisca per sproporzione (art. 240-bis).
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