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Ordinanza

Ordinanza n. 2104/2026 - Napoli, Sezione 7

per l’annullamento, previa concessione di idonee misure cautelari a carattere collegiale, a) della disposizione Dirigenziale n. -OMISSIS- notificata in pari data con la quale vengono revocate le concessioni di occupazione di suolo pubblico COVID pratica n. -OMISSIS- e n. -OMISSIS-e dell’avviso di avvio del procedimento del 17 marzo 2026 avente prot. PG/-OMISSIS-; b) ove e per quanto occorra del verbale di sequestro preventivo del 5 dicembre 2025 e di ogni altro atto connesso conseguenziale e presupposto ed in particolare del verbale redatto dalla Polizia Municipale in data 3 giugno 2026 avente n. CC/-OMISSIS-all’esito di sopralluogo;

Giustizia amministrativa202604128

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di decadenza e revoca delle concessioni di occupazione di suolo pubblico COVID, fondato su asserite irregolarità nel pagamento del canone e difformità del dehors

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ha impugnato la disposizione dirigenziale con cui sono state revocate le concessioni di occupazione di suolo pubblico COVID, nonché l'avviso di avvio del procedimento, il verbale di sequestro preventivo e il verbale di sopralluogo della Polizia Municipale. Ha chiesto anche la concessione di misure cautelari collegiali. Il provvedimento di decadenza contestava, tra l'altro, la mancata regolarità nel pagamento del canone di occupazione e alcune difformità del dehors: una porzione di pedana di collegamento tra due aree di occupazione non compresa nei titoli concessori e l'occupazione sopra un chiusino dei sottoservizi. La ricorrente ha sostenuto che le irregolarità tributarie e le difformità del dehors fossero già state sanate al momento dell'avvio del procedimento del 17 marzo 2026. Nel corso del giudizio il Comune ha prodotto note dalle quali risulta che, dopo il chiarimento del SUAP sul rapporto tra i titoli concessori COVID, il piano di rateizzazione è stato rettificato, le prime sei rate risultano coperte da versamenti già effettuati, l'annualità 2025 è stata integralmente saldata e non risultano ulteriori esposizioni debitorie per il Canone Unico Patrimoniale. Il Comune ha quindi chiesto un breve rinvio per verificare l'eventuale sopravvenuta carenza di interesse, mentre la società ha insistito per la sospensione cautelare.

La decisione

Il TAR non ha definito il ricorso né si è pronunciato definitivamente sulla legittimità degli atti impugnati. Ha ritenuto necessario acquisire dal Comune una relazione dettagliata sulla vicenda, con particolare riguardo sia alla posizione tributaria della società sia alle difformità del dehors. La relazione dovrà chiarire se e quando tali irregolarità siano state sanate, precisando se ciò sia avvenuto prima o dopo l'adozione del provvedimento di decadenza. Il Comune dovrà depositarla entro venti giorni dalla comunicazione amministrativa o, se anteriore, dalla notificazione dell'ordinanza. Per il contemperamento degli interessi e in considerazione del pregiudizio allegato dalla ricorrente, il TAR ha sospeso interinalmente, nelle more, la sola efficacia del provvedimento di decadenza. Ha fissato la prosecuzione della camera di consiglio al 29 settembre 2026. Le ulteriori domande cautelari e la sorte del ricorso restano impregiudicate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è esaminata nell'ambito della tutela cautelare collegiale; nel caso concreto il giudice ha disposto, nelle more degli accertamenti, la sospensione interinale del solo provvedimento di decadenza.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce, insieme alla disciplina europea sulla protezione dei dati, il presupposto per oscurare le generalità e gli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore base normativa per la tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando la legittimità di un provvedimento di decadenza è fondata anche sull'asserita irregolarità nel pagamento di un canone, e l'amministrazione successivamente rettifica il piano di rateizzazione attestando l'assenza di esposizioni debitorie, il giudice può disporre un'istruttoria per accertare l'effettiva posizione tributaria e la sua rilevanza rispetto al provvedimento impugnato.
  • In presenza di contestazioni riguardanti difformità materiali di un'occupazione di suolo pubblico, il giudice può ordinare all'amministrazione di chiarire se e quando le difformità siano state sanate, distinguendo tra regolarizzazione anteriore e successiva all'adozione dell'atto di decadenza.
  • Nelle more degli approfondimenti istruttori necessari per decidere sulla domanda cautelare e verificare l'eventuale sopravvenuta carenza di interesse, il giudice amministrativo può sospendere interinalmente il solo provvedimento immediatamente lesivo, mediante un bilanciamento provvisorio degli interessi contrapposti.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoIstruttoria processualeTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoSopravvenuta carenza di interesse

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