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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 25894/2021 del 23/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Girotti denunciava quello che riteneva un prelievo non autorizzato di Euro 184.000,00 dal conto aziendale: la dipendente Poretti avrebbe ottenuto la liquidazione di polizze intestate al Girotti con moduli prestampati e avrebbe poi trasferito le somme sul conto aziendale e, tramite home banking con credenziali in possesso del titolare, avrebbe disposto bonifici a suo favore. Il ricorrente aveva chiesto il risarcimento sia alla Poretti sia alla banca, sostenendo che la banca aveva eseguito operazioni basandosi su moduli presentati dalla Poretti senza verificare l'effettiva autorizzazione del titolare e senza adottare ulteriori controlli nonostante le circostanze.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso: ha ritenuto che la Corte d'appello non avesse adeguatamente verificato se la banca, pur avendo riscontrato la conformità delle sottoscrizioni allo specimen, dovesse effettuare ulteriori controlli data la circostanza che i moduli erano stati presentati da una persona non autorizzata a operare sul conto personale del Girotti. Pertanto la sentenza d'appello è stata cassata per tale profilo e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Milano in diversa composizione per un nuovo esame, anche sulle eventuali concause di responsabilità (concorso di colpa del Girotti). Il secondo motivo, attinente alle misure tecniche di sicurezza della banca in relazione al furto d'identità/home banking, è stato dichiarato inammissibile per essere questione non trattata nel giudizio di merito. La Corte d'appello dovrà anche provvedere sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 1176 cod. civ.

    Richiama l' obbligo di diligenza professionale del banchiere: la banca deve organizzare adeguatamente le proprie procedure e adottare cautele tecniche e organizzative idonee a prevenire operazioni non autorizzate; in presenza di circostanze che suggeriscono anomalie devono essere fatti ulteriori controlli

  • art. 1218 cod. civ.

    Principio di responsabilità per inadempimento dell'obbligazione patrimoniale; richiamato nel contesto del dovere di esecuzione diligente dell'incarico

  • art. 1710 cod. civ.

    Richiama norme relative al mandato/atti di gestione (utilizzato per inquadrare le deleghe e l'operatività di persone che agiscono per conto del titolare)

  • art. 1856 cod. civ.

    Norma sul mandato senza rappresentanza/utilizzo dei poteri conferiti: contestualizzata rispetto ai poteri (o alla loro assenza) della dipendente che ha presentato i moduli

  • art. 2697 cod. civ.

    Regola della prova: chi allega un fatto deve provarlo; nel caso la Corte ha valutato la ricaduta probatoria sulla banca circa l'adempimento dei doveri di diligenza e sui fatti rilevanti

  • art. 2050 cod. civ.

    Responsabilità per attività pericolose: richiamata nella discussione sul rischio derivante dall'uso del sistema informatico e sul dovere di adottare misure idonee; tuttavia la Cassazione non ha deciso nel merito su questo profilo, atteso che la questione specifica sulle misure tecniche non era stata dibattuta in primo grado

  • d.lgs. 30/06/2003 n. 196 (Codice privacy), art. 15

    Richiamato dal ricorrente per sostenere che la banca, come titolare del trattamento, doveva provare di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno; la Corte di Cassazione ha però ritenuto la questione sul punto non affrontata in merito e quindi inammissibile in Cassazione

  • d.lgs. 30/06/2003 n. 196 (Codice privacy), art. 31

    Citato rispetto agli obblighi di sicurezza tecniche, ma la Corte ha osservato che non è stato dimostrato in quale fase processuale tale questione fosse stata sollevata, rendendo la censura inammissibile

  • art. 40, secondo comma, cod. pen.

    Citato come principio del giudizio controfattuale per l'accertamento del nesso causale: si deve valutare se l'osservanza della regola avrebbe probabilmente impedito l'evento

Massime di principio

  • La banca ha l'obbligo di diligenza professionale e deve predisporre controlli e cautele tecniche; il semplice riscontro della conformità della firma allo specimen non esonera la banca quando sussistono circostanze anomale che impongono ulteriori controlli
  • L'invio di comunicazioni ed estratti conto al correntista non è automaticamente idoneo a escludere la responsabilità della banca se la modalità di presentazione delle disposizioni (es. da parte di terzi non autorizzati) era atipica e avrebbe dovuto suggerire maggiori accertamenti
  • In presenza di una delega o di prassi consolidate che legittimano la presentazione di documenti da terzi, la banca può invocare l'incolpevole affidamento; in assenza di tale prassi la banca deve verificare l'effettiva legittimazione della presentatrice
  • La negligenza del correntista (mancato controllo degli estratti conto) può concorrere causalmente all'evento e ridurre o escludere la responsabilità della banca, ma tale concorso va accertato dal giudice di merito con riferimento alla catena causale
  • Questioni inerenti specifiche misure tecniche di sicurezza informatica (home banking) devono essere tempestivamente sollevate e dibattute nei gradi di merito: se non trattate nel merito, sono inammissibili in Cassazione
  • Per stabilire il nesso di causalità i giudici applicano un criterio controfattuale: va verificato se l'adozione della condotta diligente richiesta dalla situazione concreta avrebbe, secondo probabilità, impedito l'evento

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