Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40876/2022 del 28/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Papasergio era stato privato della libertà personale dal 15/06/2016 al 18/10/2017 (carcere 15/06/2016-31/07/2017; arresti domiciliari 01/08/2017-18/10/2017) poiché indiziato di concorso in estorsione e concorso in spaccio; il Tribunale di Palmi lo ha poi assolto il 18/10/2017. La Corte d'Appello di Reggio Calabria aveva riconosciuto il diritto all'indennizzo calcolando l'importo aritmetico (€235,82/giorno per custodia; €117,91/giorno per domiciliari), per un totale di €106.236,91, e aumentando tale somma del 20% (per arrivare a circa €127.484,29) "in considerazione dello stato di incensuratezza dell'istante e delle conseguenze subite dallo stato di detenzione". Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza lamentando che la Corte non ha valutato e motivato compiutamente le voci di danno patrimoniale e non patrimoniale documentate (perdita del lavoro, peggioramento condizioni di salute) e non ha spiegato in che termini le consulenze depositate fossero state prese in considerazione nel giustificare l'aumento del 20%.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per insufficiente motivazione. Ha ritenuto che la Corte territoriale, pur potendo discostarsi dall'importo aritmetico per ragioni di equità, non ha indicato in modo puntuale quali specifiche conseguenze avessero giustificato l'aumento del 20% e ha contraddittoriamente escluso altre voci di danno come "generiche" pur esistendo consulenze tecniche depositate. La Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato alla Corte d'Appello di Reggio Calabria per nuovo giudizio, ordinando una motivazione adeguata sul punto.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    L'istituto è di natura indennitaria (non risarcitoria): mira a riparare ingiuste privazioni della libertà derivanti da atti leciti dell'autorità giudiziaria, riconoscendo un ristoro equitativo.

  • art. 315 cod. proc. pen.

    importo massimo indennizzo C 516.456,90

    Stabilisce il tetto massimo dell'indennizzo e il parametro aritmetico di riferimento per la determinazione della misura, che il giudice può modificare entro i limiti della cifra massima per ragioni di equità.

  • art. 303, comma 4, lett. c) cod. proc. pen.

    termine massimo della custodia cautelare pari a sei anni

    Fornisce il termine massimo della durata della custodia cautelare (sei anni) utilizzato quale riferimento per il calcolo aritmetico del valore giornaliero dell'indennizzo.

  • Sez. U., n. 1 del 13/01/1995 (Castellani)

    Principio giurisprudenziale che richiede la valutazione congiunta della durata della misura cautelare e delle sue conseguenze; la liquidazione deve essere effettuata con criteri equitativi.

  • Sez. U., n. 24287 del 09/05/2001 (Caridi)

    Conferma i criteri per la quantificazione: uso del parametro aritmetico come base e possibilità di scostamento motivato per particolari ripercussioni patrimoniali o non patrimoniali.

Massime di principio

  • La riparazione per ingiusta detenzione è indennitaria: si parte dal calcolo aritmetico (valore giornaliero moltiplicato per i giorni) ma il giudice può aumentare o diminuire l'importo entro il limite massimo per ragioni di equità.
  • Per ottenere aumenti rispetto al parametro aritmetico, la parte deve allegare e documentare i danni materiali e non materiali (es. perdita del lavoro, danni alla salute); il giudice deve valutare tali allegazioni e motivare specificamente il loro peso nella decisione.
  • Il giudice di merito ha poteri istruttori limitati: può integrare le prove se quelle prodotte risultano insufficienti, ma non può sostituirsi all'onere probatorio della parte.
  • La motivazione che giustifica scostamenti dal parametro aritmetico non può essere generica o meramente enunciativa; deve indicare quali circostanze concrete giustificano il surplus o la riduzione.
  • La Corte di Cassazione controlla la correttezza logica e la specificità della motivazione del giudice di merito, non la 'quantità' dell'indennizzo salvo il caso di manifesta arbitrarietà o valutazione simbolica.
  • In caso di motivazione insufficiente circa la valutazione di voci di danno documentate, la Cassazione annulla e rinvia per nuovo esame affinché la Corte territoriale pronunci in modo dettagliato e motivato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.