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Ordinanza

Ordinanza n. 1420/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento A)Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: -del Diniego definitivo segnalazione certificata di inizio attività, Prot. 21000 del 29/09/2025, protocollo n. 25692/2025 del 12-11-2025, riguardante chiusura parziale del portico per la realizzazione di un box auto ai sensi Legge Tognoli; B) Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 28\4\2026, previa sospensiva- -della Ordinanza P.M. n. 101 del 12/07/2019, per il divieto di “transito e parcheggio” con ogni tipo di “veicolo” nella stradina che collega Via/Viale della Repubblica con Largo Sant’Aniello.

Giustizia amministrativa202600302

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego definitivo di SCIA relativo alla chiusura parziale di un portico per la realizzazione di un box auto e, con motivi aggiunti, ordinanza comunale del 2019 di divieto di transito e parcheggio nella stradina di collegamento tra Via/Viale della Repubblica e Largo Sant’Aniello

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego definitivo della SCIA concernente la chiusura parziale del portico per la realizzazione di un box auto ai sensi della legge Tognoli. Con motivi aggiunti ha chiesto l’annullamento, previa sospensione cautelare, dell’ordinanza comunale del 12 luglio 2019 che vieta il transito e il parcheggio con ogni tipo di veicolo nella stradina di collegamento tra Via/Viale della Repubblica e Largo Sant’Aniello. In sede cautelare ha sostenuto che tale ordinanza inciderebbe sulla possibilità di accedere con il proprio veicolo al posto auto pertinenziale e che sarebbe stata posta a fondamento del diniego della SCIA. Il testo non specifica ulteriori vizi di legittimità dedotti contro gli atti impugnati.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare relativa all’ordinanza impugnata con i motivi aggiunti, senza pregiudicare l’esame delle ragioni di merito. Ha ritenuto insussistente il periculum in mora, ossia il pregiudizio grave e irreparabile richiesto per la sospensione cautelare: l’ordinanza risaliva al 2019, sicché la questione è stata considerata datata, e il ricorrente non aveva fornito prova che gli effetti dedotti sull’accesso al posto auto pertinenziale incidessero su diritti fondamentali o determinassero un danno non riparabile. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato

    La tutela cautelare richiede la verifica dei presupposti per l’adozione della misura, tra cui la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile; nel caso concreto tale presupposto è stato ritenuto mancante.

Massime di principio

  • La sospensione cautelare di un provvedimento amministrativo presuppone la dimostrazione di un pregiudizio grave e irreparabile; in mancanza di tale prova, la domanda deve essere respinta anche senza anticipare la decisione sulle ragioni di merito.
  • La risalenza nel tempo dell’atto impugnato può escludere o ridimensionare il periculum in mora, soprattutto quando il ricorrente non dimostri che gli effetti attuali dell’atto producano un danno non suscettibile di riparazione.
  • La mera deduzione di difficoltà di accesso a un posto auto pertinenziale non dimostra, di per sé, un pregiudizio cautelare grave e irreparabile se non è accompagnata da elementi probatori concreti circa l’incidenza su diritti fondamentali o l’irriparabilità del danno.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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