L.R. FVG 19/2015
Disposizioni di riordino e semplificazione in materia di attività produttive e di risorse agricole e forestali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale Friuli Venezia Giulia n. 19/2015 riordina numerose discipline settoriali, aggiornando deleghe ai CAA, incentivi e organi tecnici, norme su innovazione industriale, turismo, credito alle imprese ed energia. Alcune misure hanno efficacia limitata al 2015-2016 o a regimi transitori; sono inoltre presenti varie abrogazioni e conferme di contributi specifici.
Riordino e semplificazione in materia di attività produttive, risorse agricole e forestali, turismo, credito ed energia
Disposizioni di riordino e semplificazione in materia di attività produttive e di risorse agricole e forestali
La legge regionale Friuli Venezia Giulia n. 19 del 2015 interviene in modo diffuso su agricoltura, foreste, industria, artigianato, turismo, credito ed energia. La disciplina risultante aggiorna finanziamenti, deleghe amministrative, organi tecnici e alcune misure puntuali, con varie norme transitorie riferite soprattutto al 2015 e a procedimenti in corso.
Risorse agricole: finanziamenti, aiuti e deleghe ai CAA
In materia agricola la legge rafforza le regole di tracciabilità e gestione dei finanziamenti concessi ad associazioni beneficiarie, imponendo una separata evidenza contabile del contributo e attribuendo alla Regione il potere di disporne l’estinzione anche parziale con decreto dell’Assessore competente. In caso di estinzione o scioglimento dell’associazione, il fondo deve essere restituito entro sei mesi dalla richiesta.
I finanziamenti sono qualificati come aiuti de minimis, con determinazione del livello di aiuto sulla base del valore attualizzato del differenziale tra interessi ordinari e agevolati.
La direzione centrale competente in materia di risorse agricole può delegare ai Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) lo svolgimento di procedimenti amministrativi, mediante apposite convenzioni che disciplinano modalità operative e rimborso. La delega deve rispettare la normativa statale e, quando il procedimento riguarda l’organismo pagatore, anche le relative procedure.
Risorse agricole: interventi per imprese in difficoltà e ricerca in agricoltura
La legge consente, per agevolare la riduzione dell’esposizione debitoria delle imprese in difficoltà, di rimodulare la scadenza delle quote di ammortamento dei finanziamenti erogati con risorse della legge regionale 80/1982 o di rinunciarvi. La riduzione del debito può avvenire nei limiti complessivi della remissione di debiti relativi al rimborso di anticipazioni della legge regionale 11/2009, fino a un massimo complessivo di 5 milioni di euro.
Per il Centro di ricerca e innovazione tecnologica in agricoltura i contributi possono coprire tutti i costi a carico del Centro, comprese imposte dirette e indirette non recuperabili, e possono essere erogati in anticipazione integrale senza applicare la disciplina generale sul pagamento anticipato. La stessa regola si applica anche ai contributi già concessi prima dell’entrata in vigore della legge, se non ancora integralmente erogati. Al Centro si applicano inoltre le regole di trasparenza della legge n. 190/2012.
Forestazione: concessioni, imprese forestali e biodiversità
In ambito forestale la legge modifica le regole sui canoni e sulle concessioni, imponendo un previo avviso anche quando il canone annuo è inferiore a 5.000 euro, e abroga alcune disposizioni previgenti.
Le imprese che forniscono servizi in ambito forestale, incluse quelle iscritte nell’elenco regionale, possono essere affidatarie di lavori, opere, servizi, utilizzazione forestale e commercializzazione del legname. Le imprese iscritte nell’elenco possono inoltre ottenere in gestione, anche con concessione pluriennale, aree silvo-pastorali pubbliche per svolgervi le attività forestali previste dalla legge regionale 9/2007.
L’elenco delle imprese è ampliato anche alle attività di difesa del territorio. La direzione centrale può inoltre consentire all’ERSA l’utilizzo dei vivai, con personale dedicato, per la produzione di piante e materiali di propagazione finalizzati alla conservazione e rigenerazione delle risorse fitogenetiche autoctone, nel rispetto della certificazione fitosanitaria e delle regole di commercializzazione.
Le competenze amministrative in materia di biodiversità vengono precisate attribuendole espressamente alla direzione centrale competente.
Industria e innovazione: contributi, anticipazioni e comitato tecnico
Nel settore industriale la legge amplia e riformula gli interventi per l’innovazione delle strutture industriali e delle PMI.
Per le imprese industriali, i loro consorzi, reti e altri soggetti associativi o pubblici/privati, sono previsti contributi in conto capitale per:
- progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
- progetti di innovazione, anche di processo e organizzativa;
- studi di fattibilità.
È ammessa l’erogazione anticipata fino al 70% del contributo, previa garanzia fideiussoria.
Per le PMI industriali sono previsti contributi in conto capitale, nei limiti consentiti dalla normativa europea, per commesse di ricerca e innovazione, brevettazione e acquisizione di marchi, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate. Le attività di ricerca e innovazione devono svolgersi presso università, centri di ricerca o laboratori riconosciuti.
È anche ridisegnato il Comitato tecnico di valutazione presso la direzione centrale attività produttive: esso esprime pareri sui progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico presentati dalle imprese di industria, artigianato, commercio, turismo e terziario. Il Comitato dura cinque anni, è nominato dalla Giunta regionale, ha una composizione tecnica specializzata, può essere integrato con relatori o esperti, e opera con gettoni di presenza e rimborsi spese stabiliti dalla legge.
Il precedente Comitato tecnico consultivo per le politiche economiche continua comunque a operare fino al 31 dicembre 2015, o fino alla costituzione del nuovo Comitato se successiva.
Sviluppo industriale: consorzi, distretti e regimi transitori
La legge interviene più volte sulla legge regionale n. 3/2015, rafforzando il ruolo dei consorzi di sviluppo industriale e dei distretti.
Sono estese le aree di intervento dei consorzi agli agglomerati industriali di loro competenza, ai distretti industriali e al territorio del Comune di Cividale del Friuli. In alcune iniziative è richiesto il parere del Comitato tecnico di valutazione di cui alla legge regionale n. 26/2005.
Le Agenzie per lo sviluppo del distretto industriale della sedia e del distretto COMET sono chiamate ad attivare sinergie tra soggetti pubblici e privati per sviluppare i rispettivi cluster produttivi.
Sono inoltre previste modifiche puntuali alla disciplina delle operazioni di fusione dei consorzi e alla loro composizione gestionale, nonché una clausola di prima applicazione che estende alcune disposizioni anche a spese sostenute dalla data di entrata in vigore della legge, prima della presentazione della domanda, per cooperative costituite dal 1° gennaio 2014.
Artigianato e commercio
Nel settore artigiano è abrogata una previsione dell’articolo 42 della legge regionale n. 12/2002 e viene abrogato anche l’articolo 43 della stessa legge.
Per le micro e PMI commerciali, turistiche e di servizio, i Centri di assistenza tecnica possono utilizzare risorse già assegnate per il 2014, una volta soddisfatte le domande di quell’anno, per finanziare domande presentate dalle imprese nel 2015.
Turismo e audiovisivo
La legge introduce numerose modifiche alla disciplina turistica, con alcuni interventi di conferma di contributi già concessi.
Le strutture ricettive devono esporre in modo visibile i prezzi praticati nell’anno in corso e mettere a disposizione una scheda sintetica delle attrezzature e dei servizi offerti.
È confermato il contributo al CAI Friuli Venezia Giulia per l’Elenco delle strutture alpine regionali, anche per la manutenzione ordinaria delle strutture finanziate. È confermato anche il sostegno agli interventi di ampliamento, ristrutturazione e ammodernamento del complesso termale di Grado, inclusa la possibilità di nuove costruzioni nel complesso.
Per gli enti pubblici beneficiari di contributi turistici è ammessa la gestione da parte di terzi, fermo restando l’obbligo di destinazione turistica per il periodo dei vincoli originari e di comunicazione annuale alla Regione.
In ambito cinematografico e audiovisivo, la legge amplia l’oggetto delle misure regionali alle produzioni audiovisive e assimilate, rafforza la valorizzazione della cultura cinematografica del territorio e prevede iniziative con RAI regionale ed emittenti locali per promuovere le opere prodotte dalle imprese del Friuli Venezia Giulia.
È ridefinito anche il Comitato tecnico del Fondo per l’audiovisivo, che valuta qualità, originalità e fattibilità dei progetti e seleziona quelli ammissibili a contributi e finanziamenti. Il Comitato è nominato dal Presidente della Regione, dura per la legislatura, include il Presidente dell’Associazione Fondo per l’Audiovisivo e quattro esperti, e deve garantire la presenza di almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche.
Credito alle imprese e garanzie
La legge amplia l’ambito dello smobilizzo dei crediti delle imprese, includendo anche appalti e prestazioni professionali e consentendo lo smobilizzo nei confronti delle pubbliche amministrazioni per crediti sorti durante attività svolte nel territorio regionale.
È estesa a Finreco la possibilità di beneficiare delle risorse regionali destinate ai Confidi. Inoltre, sono aggiornati i riferimenti normativi relativi al Fondo di rotazione per iniziative economiche.
Procedimento amministrativo e vincoli per i beneficiari di incentivi
Le modifiche al testo unico sul procedimento amministrativo estendono alcune regole alle società partecipate con capitale prevalente della Regione o degli enti regionali.
La rideterminazione del contributo prevista per il mancato rispetto dei vincoli di destinazione, territoriali o soggettivi/oggettivi si applica anche alle violazioni di vincoli imposti da leggi e regolamenti regionali sorti prima dell’entrata in vigore della legge regionale 3/2015, a tutela della gestione delle crisi aziendali.
Energia e distribuzione dei carburanti
La disciplina regionale sugli impianti di distribuzione carburanti viene semplificata: sono soppressi alcuni requisiti tecnici previsti per le stazioni di servizio e modificati i termini per alcuni adeguamenti. È inoltre abrogata la disciplina di alcune ipotesi contenute nella legge.
La legge introduce infine l’obbligo per ogni Comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti di dotarsi di almeno una colonnina pubblica di ricarica per auto elettriche, salvo la presenza già esistente sul territorio di un impianto privato funzionante e aperto al pubblico. I Comuni devono adeguarsi entro due anni dall’entrata in vigore della legge.
Disposizioni transitorie, finanziarie e decorrenza
Sono previste numerose coperture finanziarie per gli interventi autorizzati, mediante specifici capitoli del bilancio 2015-2017. Alcune norme hanno efficacia retroattiva o si applicano anche a contributi già concessi ma non integralmente erogati, oppure ai procedimenti e alle convenzioni già in corso.
La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia.
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