Sentenza del 21/02/2022 n. 686 - Comm. Trib. Reg. per la Calabria
Agenzia delle entrate-Riscossione - Patrocinio del libero foro - Possibilità
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente eccepiva il difetto dello ius postulandi in capo al procuratore costituito dall'Agenzia, sostenendo che, essendo il patrocinio convenzionalmente riservato all'Avvocatura dello Stato, la rappresentanza dell'Agenzia tramite avvocato del libero foro fosse invalida.
La decisione
Il giudice ha rigettato l'eccezione sul difetto dello ius postulandi: ha ritenuto ammissibile che l'Agenzia delle entrate - Riscossione si avvalga, nei gradi di merito del giudizio tributario, di avvocati del libero foro quando l'Avvocatura erariale, pur convenzionalmente riservataria, non sia disponibile ad assumere il patrocinio. La costituzione e il mandato del procuratore sono stati considerati validi, perciò la eccezione è stata respinta e il procedimento è proseguito con la rappresentanza così conferita.
Norme richiamate
Convenzione tra Agenzia delle entrate - Riscossione e Avvocatura dello Stato (norme convenzionali sul patrocinio)
La convenzione riserva ordinariamente il patrocinio all'Avvocatura dello Stato ma non impedisce che l'Agenzia conferisca mandato ad avvocati del libero foro qualora l'Avvocatura non sia disponibile; dunque la riserva non determina automaticamente il difetto di ius postulandi.
Regole generali sul patrocinio nei giudizi tributari e sul ius postulandi
Il requisito del ius postulandi è soddisfatto dal regolare conferimento di mandato al procuratore e dal rispetto delle forme di rappresentanza previste: un'eccezione formale va rigettata se risulta che il mandato è valido e la convenzione con l'Avvocatura non produce una esclusione assoluta della possibilità di assistenza da parte di professionisti esterni.
Massime di principio
- La riserva convenzionale del patrocinio in favore dell'Avvocatura dello Stato non comporta automaticamente l'illegittimità della rappresentanza dell'ente da parte di avvocati del libero foro, se l'Avvocatura non è disponibile.
- Per eccepire il difetto di ius postulandi la parte opponente deve dimostrare l'effettiva carenza del mandato o l'incompatibilità della rappresentanza; mere deduzioni formali sono insufficienti.
- È essenziale verificare la regolarità formale del mandato (procura/incarico) e delle notifiche: se il conferimento è conforme alle regole processuali, la rappresentanza è valida.
- In situazioni analoghe gli organi pubblici possono ricorrere a consulenti esterni quando l'organo interno titolare del patrocinio non può o non vuole assumere il mandato, senza che ciò comporti nullità automatica degli atti processuali.
- Le controversie sulla legittimazione a stare in giudizio devono essere valutate concretamente dal giudice, che privilegia la sostanza (esistenza ed efficacia del mandato) rispetto a eccezioni meramente formali.
- Per evitare contestazioni, l'amministrazione dovrebbe documentare la mancata disponibilità dell'Avvocatura e allegare copia del mandato conferito all'avvocato del libero foro.
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