Sentenza del 24/01/2018 n. 358 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Registro, ipotecarie e catastali - Società locatrice contribuente - Terreno asservito - Utilità interesse pubblico - Rete Elettrica Nazionale - Concessione affitto terreno - Rileva - Regime concessorio - Concessione affitto diritto superficie - Oggettivo impedimento - Impianto fotovoltaico - Installazione ed esercizio - Insistenza terreno - Ente impositore - Riqualificazione contratto affitto terreno - Esclusione - Contratto concessione diritto superficie - Esclusione - Maggiori imposte registro, ipo-catastali - Illegittimità pretesa - Consegue
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società aveva concesso in affitto un terreno individuato per decreto come stabilmente asservito a un'utilità di interesse pubblico della Rete Elettrica Nazionale, destinandolo all'installazione e all'esercizio di un impianto fotovoltaico. L'ente impositore aveva riqualificato il contratto di affitto come concessione di un diritto di superficie, presumendo una diversa qualificazione giuridica dell'operazione e chiedendo maggiori imposte di registro e imposte ipotecarie e catastali. Il ricorrente ha contestato tale riqualificazione, sostenendo che il regime concessorio e i vincoli gravanti sul terreno impedivano giuridicamente di costituire o concedere autonomamente un diritto di superficie.
La decisione
La riqualificazione dell'ente impositore è stata ritenuta illegittima. La natura del regime concessorio e l'asservimento del terreno a un'utilità pubblica impedivano di considerare l'operazione come concessione di un diritto di superficie; il contratto doveva essere interpretato come semplice affitto del terreno per l'installazione e l'esercizio dell'impianto fotovoltaico. Di conseguenza, è stata ritenuta illegittima anche la pretesa delle maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali.
Norme richiamate
Art. 20 del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131
La qualificazione dell'atto ai fini dell'imposta di registro deve fondarsi sulla natura e sugli effetti giuridici dell'atto stesso, tenendo conto della sua effettiva struttura giuridica e non di una riqualificazione incompatibile con i vincoli e il regime giuridico del bene.
Massime di principio
- Ai fini fiscali, un contratto non può essere riqualificato in modo astratto o basandosi soltanto sulla finalità economica dell'operazione: occorre verificare gli effetti giuridici concretamente prodotti.
- Quando un terreno è soggetto a vincoli pubblicistici o a un regime concessorio che limita i poteri del proprietario, tali vincoli possono impedire la costituzione o il trasferimento di diritti reali, come il diritto di superficie.
- La destinazione del terreno all'installazione di un impianto non dimostra automaticamente l'esistenza di un diritto di superficie: bisogna distinguere tra semplice godimento temporaneo del bene e costituzione di un diritto reale.
- Se l'ente impositore attribuisce al contratto una qualificazione giuridica incompatibile con la disciplina pubblicistica del bene, anche la maggiore imposizione fondata su tale riqualificazione può risultare illegittima.
- La qualificazione fiscale deve essere coerente con la reale possibilità giuridica delle parti: non può essere applicata una disciplina tributaria fondata su un negozio che, per i vincoli del bene, le parti non potevano validamente realizzare.
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