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Sentenza

Sentenza del 16/06/2016 n. 1677 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

IVA - IRAP - Cessione di immobili - corrispettivo - rettifica - indici O.M.I. - natura - elemento indiziario - sono tali. Accertamento - prova - maggior corrispettivo - indici O.M.I. - importo del mutuo - divergenza fra preliminare e contratto definitivo - sono sufficienti.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La rettifica dell'Amministrazione finanziaria è stata ritenuta legittima perché gli indici O.M.I. erano confermati da ulteriori elementi presuntivi concordanti. In assenza di una prova contraria adeguata da parte della contribuente, l'Amministrazione poteva disconoscere il corrispettivo dichiarato e accertare un maggior valore ai fini IVA e IRAP.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la possibilità di rettificare il corrispettivo di cessione di un immobile utilizzando gli indici dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (O.M.I.) e ulteriori elementi presuntivi. Gli indici O.M.I., considerati isolatamente, non sono sufficienti a determinare automaticamente un maggior prezzo, ma possono costituire elementi indiziari. Nel caso esaminato, tali dati erano accompagnati dall'importo del mutuo, superiore al corrispettivo fatturato, e dalla divergenza tra il prezzo indicato nel contratto preliminare e quello risultante dal contratto definitivo.

Norme richiamate

  • Art. 39, comma 1, lettera d), d.P.R. n. 600/1973

    Consente l'accertamento analitico-induttivo mediante presunzioni gravi, precise e concordanti. Gli indici O.M.I. possono avere valore indiziario, ma devono essere supportati da ulteriori elementi.

  • Art. 54, d.P.R. n. 633/1972

    Consente la rettifica della dichiarazione IVA quando emergano elementi idonei a dimostrare che il corrispettivo effettivo sia superiore a quello contabilizzato o dichiarato.

  • Art. 24, legge n. 88/2009

    La norma è richiamata nel contesto della determinazione del valore delle cessioni immobiliari e del superamento dei criteri fondati esclusivamente sui valori O.M.I.

  • Artt. 2727 e 2729 c.c.

    Disciplinano le presunzioni semplici. Gli elementi utilizzati dall'Amministrazione devono essere valutati complessivamente e risultare gravi, precisi e concordanti.

  • Cass. civ., sentenze n. 13068/2011, n. 14042/2012 e n. 20914/2014

    Confermano che i valori O.M.I. non costituiscono, da soli, prova del maggior corrispettivo, ma possono concorrere con altri elementi a fondare una presunzione valida.

Massime di principio

  • I valori O.M.I. non consentono, da soli, di rettificare automaticamente il prezzo dichiarato per la vendita di un immobile.
  • L'Amministrazione può utilizzare i valori O.M.I. come indizio se li accompagna con ulteriori elementi, come mutui di importo superiore al prezzo dichiarato, prezzi indicati in precedenti accordi o altre evidenze documentali.
  • La presenza di più elementi concordanti può spostare sul contribuente l'onere di fornire una spiegazione e una prova contraria adeguata.
  • Una divergenza tra preliminare e contratto definitivo non dimostra necessariamente, da sola, un occultamento del corrispettivo, ma può assumere rilievo se combinata con altri indizi.
  • Per contestare efficacemente l'accertamento, il contribuente deve documentare le ragioni economiche della vendita, le condizioni dell'immobile, eventuali oneri o difetti e la concreta formazione del prezzo.
  • La rettifica è legittima quando la ricostruzione dell'Amministrazione si fonda su un quadro complessivo di presunzioni gravi, precise e concordanti, non su un semplice confronto con valori medi di mercato.

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