R.R. Lombardia 5/2019
Regolamento regionale concernente i criteri organizzativi generali, le caratteristiche dei veicoli, delle uniformi, degli strumenti di autotutela, dei simboli distintivi di grado e delle tessere personali di riconoscimento in dotazione ai corpi e ai servizi della polizia locale in attuazione dell'articolo 24, comma 1, della legge regionale 1 aprile 2015, n. 6 'Disciplina regionale dei servizi di polizia locale e promozione di politiche integrate di sicurezza urbana'
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl regolamento regionale Lombardia n. 5/2019 unifica le regole su organizzazione dei servizi di polizia locale, livrea e dotazioni dei veicoli, uniformi, distintivi, gradi e strumenti di autotutela. Si applica ai corpi e servizi operanti in Lombardia; gli enti dovevano adeguarsi entro 36 mesi dall’entrata in vigore, termine poi prorogato al 31 dicembre 2025 per livrea e allestimenti dei veicoli.
Disciplina unitaria della polizia locale lombarda: organizzazione, mezzi, uniformi, gradi e autotutela
Disciplina unitaria della polizia locale lombarda
Il regolamento, adottato in attuazione della l.r. Lombardia n. 6/2015, definisce criteri organizzativi, caratteristiche di mezzi e divise, distintivi di grado e strumenti di autotutela per i corpi e servizi di polizia locale operanti sul territorio regionale. La disciplina è integrata dagli allegati tecnici richiamati dal testo.
Ambito di applicazione ed elementi identificativi
Il provvedimento si applica ai corpi e servizi di polizia locale della Lombardia e individua come elementi identificativi regionali la Rosa Camuna e la locuzione “POLIZIA LOCALE”, con relativo logotipo. Tali elementi devono comparire su veicoli, divise, tessere di riconoscimento e distintivi secondo le specifiche degli allegati.
Denominazione dell’ente e distintivo personale
Su veicoli, divise, tessere e distintivi va riportata anche la denominazione dell’ente di appartenenza o della forma associativa che gestisce il servizio, nonché lo stemma corrispondente. Se la denominazione associativa è troppo lunga, può essere sostituita dalla dicitura “Corpo (o Servizio) intercomunale di polizia locale”. Gli operatori portano una placca identificativa metallica color oro, visibile sulla divisa e collocata anche nel portatessera; in caso di cessazione dal servizio va restituita, mentre in caso di furto o smarrimento, con denuncia tempestiva, ne viene rilasciata una nuova.
Tessera di riconoscimento personale
La tessera personale è prevista per tutti gli operatori della polizia locale lombarda. L’ente deve fornire un portatessera che renda visibili fronte tessera e distintivo. Sul retro sono indicati autorità rilasciante, firma, qualifica di polizia giudiziaria ed eventuale qualifica di pubblica sicurezza. Le tessere sono colorate in modo diverso per agenti, sottufficiali e ufficiali. Anche la tessera va restituita alla cessazione dal servizio; in caso di smarrimento o furto, con denuncia, si rilascia una nuova tessera.
Criteri organizzativi dei servizi
Il servizio di polizia locale deve essere organizzato in modo da garantire l’efficace svolgimento della funzione. Il regolamento indica come criteri generali: comando affidato a un dipendente con funzioni di comandante o responsabile e funzioni di polizia giudiziaria; controlli sanitari e psicofisici periodici; rotazione delle mansioni ove possibile; diffusione degli obiettivi e degli indicatori di risultato; continuità del servizio; uso di sistemi informatici efficienti; dotazioni adeguate di strumenti, veicoli e mezzi; sede e uffici idonei a tutela di operatori e personale amministrativo. Le sedi possono accertare l’identità degli accessi e, tramite intese o convenzioni, disporre di una struttura per la custodia di soggetti arrestati o fermati.
Modelli organizzativi
I criteri organizzativi vanno applicati attraverso modelli organizzativi orientati all’economicità, proposti in rapporto al numero effettivo di operatori disponibili in via continuativa. La scelta resta comunque entro l’autonomia dell’ente e tiene conto delle specificità territoriali.
Livrea e allestimenti dei veicoli e dei mezzi
La disciplina regionale stabilisce colori, contrassegni e scritte per la livrea dei veicoli e dei mezzi in dotazione ai corpi e servizi lombardi. Le attività possono essere svolte con autoveicoli, motoveicoli, ciclomotori, velocipedi, natanti e, per servizi specifici, mezzi aerei. La livrea è definita dall’allegato tecnico, ma l’ente può disporre veicoli privi di livrea per particolari esigenze di servizio; per servizi speciali legati al territorio o ad eventi i mezzi, ove possibile, devono richiamare gli elementi grafici essenziali della livrea regionale.
Dotazioni tecniche minime dei veicoli
I veicoli e i mezzi destinati ad uso esclusivo della polizia locale devono essere equipaggiati con le attrezzature e apparecchiature previste dall’allegato tecnico. Tali dotazioni vanno usate solo per ragioni di servizio e collocate in modo da garantire stabilità e pronto utilizzo. Per gli autoveicoli assegnati a comandi e servizi è previsto materiale divisorio interno secondo la consistenza del parco mezzi: nessuna prescrizione fino a tre autoveicoli, almeno uno tra quattro e cinque, almeno due tra sei e venti, almeno il 10% oltre venti. Gli enti possono prevedere ulteriori attrezzature e disciplinarne uso e assegnazione con propri regolamenti, sentita la struttura regionale di coordinamento.
Uniformi: tipologie e caratteristiche
L’uniforme della polizia locale comprende divisa ordinaria, divisa di servizio, divise per onore e rappresentanza, e completI specifici per motociclisti, attività ittico-venatoria, nucleo a cavallo, cinofili, sommozzatori e servizio ciclomon t ato. Colori, foggia, composizione e caratteristiche tecniche dei capi e degli accessori sono fissati negli allegati. La divisa ordinaria è destinata ai normali servizi interni ed esterni; quella di servizio ai servizi esterni individuati dal comandante o responsabile; la divisa di rappresentanza alle cerimonie e ai servizi d’onore; la divisa di gala può essere attribuita agli ufficiali.
Uso delle uniformi e gestione del vestiario
Il personale svolge i servizi in uniforme, salvo autorizzazione preventiva per l’uso di abiti civili in servizi specifici. L’uniforme deve essere indossata con proprietà, dignità e decoro; sono vietate alterazioni e aggiunte non autorizzate, nonché l’uso di capi misti con abiti civili o di parti di divise diverse. Il personale libero dal servizio o in congedo non può indossarla, salvo deroghe autorizzate; in ogni caso è vietato in contesti che possano danneggiare il prestigio della polizia locale. Sono previste regole particolari per uniformi storiche in manifestazioni e per il personale in quiescenza che partecipi a cerimonie. Il vestiario personale e il materiale di reparto sono assegnati in uso e devono essere restituiti alla cessazione del servizio, salvo diversa disciplina dell’ente; in caso di mobilità verso altro corpo o servizio lombardo, il corredo personale non va restituito salvo diversa previsione dell’ente di provenienza. Per servizi fuori regione, l’uso della divisa va concordato con l’autorità richiedente.
Distintivi di specialità
I distintivi di specialità servono a identificare unità specialistica, servizio o gruppo di appartenenza dell’operatore. Le caratteristiche grafiche, dimensionali e cromatiche sono demandate all’allegato tecnico.
Gradi e simboli distintivi
Il regolamento disciplina i distintivi di grado del personale della polizia locale lombarda, distinguendo agenti, sottufficiali e ufficiali. Il grado rappresenta il percorso professionale e il relativo contenuto funzionale è rimesso alla normativa vigente, alla contrattazione collettiva e ai regolamenti di corpo o di servizio. I simboli sono conferiti dal sindaco o dagli organi competenti degli enti diversi dal comune, su segnalazione del comando. L’amministrazione può derogare ai criteri di attribuzione del grado sulla base di esigenze organizzative, ma restano ferme la distinzione tra agenti, sottufficiali e ufficiali e la grafica dei gradi prevista dall’allegato.
Articolazione dei gradi per agenti, sottufficiali e ufficiali
Gli agenti, in categoria C, comprendono diverse progressioni legate all’anzianità nel profilo: agente, agente scelto, assistente, assistente scelto, assistente esperto, sovrintendente, sovrintendente scelto e sovrintendente esperto. Tali posizioni non comportano sovraordinazione gerarchica rispetto agli altri agenti; per chi percepisce indennità di funzione si applicano i distintivi corrispondenti all’inquadramento con profilatura verde.
Tra i sottufficiali è previsto il grado di specialista di vigilanza, ad esaurimento, riservato al personale indicato dal CCNL del 14 settembre 2000; anche qui, in presenza di indennità di funzione, si usa il distintivo corrispondente con profilatura verde.
Gli ufficiali direttivi comprendono vice commissario, commissario, commissario capo e commissario capo coordinatore, con anzianità di profilo differenziata; il commissario capo coordinatore è previsto anche per chi era inquadrato in categoria D3 dopo concorso e per chi riceve tale grado secondo i principi del regolamento in corpi con dotazione organica pari o superiore a diciotto operatori. Gli ufficiali dirigenti sono dirigente e dirigente generale; quest’ultimo è riservato al solo comandante della città capoluogo di Regione. I comandanti di corpo adottano stelle a sette punte su robbio circolare. I vice comandanti adottano i gradi del proprio inquadramento con stella o stelle a sette punte su base circolare azzurra; i titolari di posizione organizzativa adottano i gradi corrispondenti con stelle su base verde e galloncini bordati di verde.
Mostrine, alamari e divisa di gala
Sugli uniformi ordinari gli agenti portano mostrine su sfondo verde; i sottufficiali usano le mostrine degli agenti in canutiglia dorata su panno verde; gli ufficiali portano alamari floreali in canutiglia dorata su panno verde. Per la divisa di gala sono previsti distintivi specifici per gli ufficiali, applicati sugli avambracci della giacca. I responsabili di servizio adottano i gradi previsti per il proprio inquadramento e uno specifico distintivo di posizione.
Strumenti di autotutela: natura e dotazione
Gli strumenti di autotutela disciplinati dal regolamento sono lo spray irritante e il bastone estensibile, entrambi con funzione esclusivamente difensiva e finalizzati, ove possibile, ad evitare il ricorso alle armi da sparo. Le amministrazioni locali devono regolare nei propri atti la dotazione e le modalità di assegnazione; gli strumenti possono essere di reparto o personali e possono essere assegnati solo a operatori che abbiano superato il corso di addestramento.
Assegnazione, registri e scelta degli strumenti
Il comandante o responsabile di servizio individua gli strumenti ritenuti più adeguati tra prodotti che non siano classificati come arma e non siano idonei a recare offesa alla persona, nel rispetto del regolamento interno del corpo o servizio. Deve essere previsto un registro di carico e scarico per la presa in carico, la restituzione e, per lo spray irritante, le sostituzioni delle parti soggette a consumo o deterioramento.
Addestramento e aggiornamento sugli strumenti di autotutela
L’uso degli strumenti di autotutela richiede un corso di addestramento inserito nel programma formativo regionale. Il corso comprende una parte teorica minima di 6 ore e una pratica minima di 12 ore; se riguarda un solo strumento, la durata complessiva minima è di 18 ore. L’esame finale prevede una prova teorica scritta a quiz e una prova pratica su bersagli fissi e mobili, con simulazione d’uso e tecniche di assistenza ai soggetti colpiti. Il superamento di entrambe le prove è necessario per l’idoneità. Gli assegnatari devono inoltre frequentare un aggiornamento biennale, al termine del quale è rilasciato attestato di partecipazione.
Norme finali, decorazioni e saluto
Le decorazioni di merito civili e militari e le insegne cavalleresche sono portate nel rispetto della legislazione vigente e previa autorizzazione dell’ente di appartenenza; in assenza di disciplina statale specifica, l’ordine di precedenza è: decorazioni nazionali e internazionali militari e civili, regionali, quindi locali. Il regolamento stabilisce anche le modalità del saluto in uniforme con capo coperto, da rendere a cittadini, istituzioni, autorità e superiori gerarchici.
Termini di adeguamento e regime transitorio
Gli enti locali dovevano adeguarsi al regolamento entro 36 mesi dalla sua entrata in vigore, dandone comunicazione alla struttura regionale competente. Per gli interventi di adeguamento relativi alla livrea e agli allestimenti dei veicoli e dei mezzi, il termine è stato prorogato al 31 dicembre 2025.
Abrogazioni ed entrata in vigore
Con l’entrata in vigore del regolamento sono stati abrogati i precedenti regolamenti regionali lombardi del 2002, 2004, 2008, 2013 in materia di mezzi, distintivi, strumenti di autotutela, divise e gradi della polizia locale. Il regolamento è entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul BURL.
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