Sentenza n. 15153/2026 - Roma, Sezione 3Q
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse, ritenendo che i chiarimenti regionali e le modalità applicative della deliberazione avessero fatto venir meno l’interesse della ricorrente alla decisione sull’impugnazione. Non ha pronunciato l’annullamento della deliberazione né ha esaminato nel merito i vizi dedotti. Le spese sono state compensate per la novità della questione.
Atto impugnato: Deliberazione della Giunta regionale del Lazio n. 612 del 17 luglio 2025, recante la disciplina del procedimento di verifica della compatibilità con il fabbisogno di assistenza specialistica ambulatoriale, e relativo documento tecnico sulle caratteristiche minime di qualità delle apparecchiature radiologiche
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato la deliberazione regionale sostenendo che la disciplina delle caratteristiche minime delle apparecchiature radiologiche avrebbe escluso dal regime di accreditamento i macchinari da essa prodotti, con tecnologia a magnete aperto e campo magnetico massimo di 0,4 tesla. Prima del giudizio aveva chiesto alla Regione di intervenire in autotutela. La Regione ha poi adottato una circolare di chiarimento, precisando che i requisiti dell’allegato tecnico non si applicano ai macchinari con intensità di campo inferiore a 0,5 tesla, ricompresi nella diagnostica per immagini (cod. 69), che le caratteristiche funzionali e diagnostiche si riferiscono anche ai macchinari a tecnologia aperta e che i requisiti possono essere soddisfatti da apparecchiature equivalenti per qualità, prestazioni e tutela del paziente. Ha inoltre chiarito che la deliberazione riguarda esclusivamente le istanze per nuovi accreditamenti e non incide sulle dotazioni delle strutture già accreditate. La ricorrente, verificata l’effettiva applicazione della circolare, ha chiesto la cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- Il ricorso di annullamento diviene improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse quando, in seguito a chiarimenti dell’amministrazione e alle modalità applicative dell’atto impugnato, venga meno l’interesse concreto del ricorrente a ottenere una decisione sull’impugnazione.
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