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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29165/2024 del 12/11/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

Una società proprietaria di un fondo e di un capannone, espropriati nell’ambito dei lavori di ampliamento autostradale, ha impugnato l’ordinanza della Corte d’appello che aveva determinato l’indennità di esproprio e di occupazione sulla base di una consulenza tecnica d’ufficio. La proprietaria ha dedotto: (1) nullità per motivazione apparente e contraddittoria, perché il bene era stato qualificato come avente destinazione commerciale ma valorizzato come immobile produttivo/industriale; (2) ulteriore nullità per errato criterio di stima dell’area scoperta, che sarebbe stata omogeneizzata al 10% del valore del fabbricato con un metodo aritmeticamente scorretto; (3) censura sulle spese, ritenendo ingiustificata la compensazione parziale. La concessionaria, nel controricorso, ha proposto ricorso incidentale deducendo: (a) violazione delle norme sull’indennità espropriativa perché non sarebbe stata considerata la destinazione urbanistica agricola e infrastrutturale del resede risultante dal certificato storico; (b) mancato riconoscimento del vantaggio diretto derivante dal progetto dell’opera pubblica, che avrebbe consentito un nuovo accesso alla proprietà e dovuto ridurre l’indennizzo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i primi due motivi del ricorso principale, ritenendo la motivazione dell’ordinanza impugnata solo apparente e logicamente contraddittoria sia sulla qualificazione del fabbricato e sul suo valore unitario, sia sul metodo di stima dell’area scoperta. Il terzo motivo, relativo alle spese, è stato assorbito. È stato rigettato il ricorso incidentale della concessionaria, ritenendo inammissibili o infondati i relativi motivi: il primo per carenza di autosufficienza e, in ogni caso, per essersi sostanziato in una critica alla motivazione; il secondo perché il vantaggio da considerare ex art. 32 d.P.R. 327/2001 deve derivare da un’opera già eseguita, circostanza non risultante dagli atti. Ne è seguita la cassazione dell’ordinanza con rinvio alla Corte d’appello di Firenze anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 132 n. 4 c.p.c.

    la sentenza/ordinanza deve contenere una motivazione reale e comprensibile; è viziata quando l’adesione alla consulenza tecnica è solo apparente o contraddittoria rispetto ai punti decisivi censurati

  • art. 111, sesto comma, Cost.

    la motivazione deve rispettare il minimo costituzionale e non può ridursi a formule generiche o inconciliabili con le premesse fattuali della decisione

  • art. 360, primo comma, n. 4 c.p.c.

    il vizio denunciabile ricomprende la nullità della decisione per motivazione apparente o inesistente

  • art. 366, primo comma, n. 6 c.p.c.

    il ricorso deve essere autosufficiente, con indicazione e trascrizione degli atti/documenti necessari a consentire il controllo di legittimità

  • art. 38, primo comma, d.P.R. n. 327/2001

    l’indennità di esproprio va commisurata al valore venale del bene

  • art. 32, primo comma, d.P.R. n. 327/2001

    la determinazione dell’indennità deve tener conto delle caratteristiche del bene espropriato

  • art. 33, secondo comma, d.P.R. n. 327/2001

    il vantaggio da detrarre o considerare deve essere immediato e speciale e deve derivare dall’esecuzione dell’opera pubblica

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    presuppone, nei casi previsti, il raddoppio del contributo unificato a carico della parte soccombente nel ricorso

Massime di principio

  • La motivazione è solo apparente quando il giudice recepisce la consulenza tecnica senza spiegare perché supera censure specifiche e puntuali delle parti su un punto decisivo della stima.
  • Se il giudice adotta il c.t.u., deve comunque rendere intellegibile il passaggio logico tra i dati fattuali accertati e il criterio estimativo applicato; non basta un richiamo generico all’accuratezza della consulenza.
  • In materia espropriativa, il valore del suolo e delle pertinenze non può essere determinato con un procedimento che renda il valore dell’area indipendente dalla sua estensione o che confonda il coefficiente di omogeneizzazione con il valore assoluto del bene.
  • Nel giudizio di legittimità, le censure che presuppongono l’esame di documenti o consulenze devono rispettare l’onere di autosufficienza, indicando in modo completo il contenuto rilevante degli atti richiamati.
  • Il vantaggio che incide sulla quantificazione dell’indennità deve essere concreto, immediato e derivare dall’opera effettivamente eseguita, non da un mero progetto o da un’utilità ancora solo programmata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEspropriazione forzata
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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