Cassazione Civile, Sentenza n. 39336/2021 del 10/12/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila che aveva confermato la decisione di primo grado dichiarando inammissibile per tardività l'opposizione a decreto ingiuntivo promossa da Giammarco nei confronti dell'avv. Scicchitano. La Corte d'Appello aveva ritenuto che, trattandosi di ingiunzione per onorari professionali soggetta all'art. 14 d.lgs. 150/2011, l'opposizione dovesse essere proposta con ricorso ex art. 702-bis c.p.c., e che quindi l'opposizione introdotta con citazione dovesse considerarsi tardiva con riferimento alla data di deposito in cancelleria. Il ricorrente deduceva, tra l'altro, che l'opposizione fosse tempestiva se valutata secondo il rito realmente seguito (citazione notificata entro 40 giorni) e che parte dei compensi contestati riguardassero attività penali non assoggettabili al d.lgs. 150/2011; censurava altresì la composizione monocratica della sentenza di primo grado.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto i motivi principali (in particolare il secondo, terzo e quarto motivo), ritenendo fondato il principio secondo cui l'opposizione promossa con citazione è da considerarsi tempestiva se la citazione è stata notificata entro il termine di 40 giorni dall'ingiunzione (art. 641 c.p.c.), pur se il rito corretto avrebbe dovuto essere il ricorso ex art. 702-bis c.p.c.; in tal caso, ai sensi dell'art. 4 d.lgs. 150/2011 comma 5, gli effetti sostanziali e processuali si producono come se fosse stato tempestivamente attivato il rito corretto e il giudice adito deve ordinare il mutamento del rito. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'Appello di L'Aquila per l'esatto esame alla luce del principio enunciato; la Corte di cassazione ha inoltre disposto che la Corte d'Appello regoli le spese del giudizio di legittimità e quelle del procedimento ex art. 373 c.p.c. menzionato dal resistente.
Norme richiamate
art. 641 c.p.c.
Il termine di quarantagiorni per proporre l'opposizione va computato con riferimento alla notificazione dell'atto; se l'opposizione è introdotta con citazione notificata entro 40 giorni, essa è da considerare tempestiva.
art. 702-bis c.p.c.
Prevede l'introduzione dell'opposizione a decreto ingiuntivo con ricorso nel caso di ingiunzioni per onorari; tuttavia, l'erroneo uso della citazione non comporta automaticamente l'inammissibilità se la citazione è stata notificata tempestivamente.
art. 14 d.lgs. 150/2011
Disciplina speciale applicabile alle ingiunzioni promosse dagli avvocati per compensi; la Corte ricorda che questa norma va coordinata con l'art. 4 del medesimo d.lgs. quando venga utilizzato un rito erroneo ma tempestivo.
art. 4 d.lgs. 150/2011
Comma 5: stabilisce che gli effetti sostanziali e processuali si producono come se fosse stato tempestivamente attivato il rito corretto; comma 1: consente al giudice di disporre il mutamento del rito. La Corte ha richiamato l'obbligo di disporre il mutamento del rito quando l'opposizione sia tempestiva anche se proposta con rito erroneo.
legge 794/1942 art. 28
Riconosce il diritto dell'avvocato agli onorari; tale norma è posta a fondamento delle pretese per cui è stata emessa l'ingiunzione.
art. 633 c.p.c.
Richiamato in combinato disposto con altre norme come fondamento procedurale delle ingiunzioni per crediti derivanti da prestazioni professionali.
art. 645 c.p.c.
Norma sull'opposizione all'ingiunzione: la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'opposizione ex art. 645 proposta con citazione è valida se la citazione è notificata entro il termine di legge.
art. 373 c.p.c.
Norma del rito dell'ingiunzione inibitoria; richiamata perché il controricorrente ha chiesto la liquidazione delle spese del relativo procedimento e la Corte ha disposto che la Corte d'Appello regoli anche tali spese.
Massime di principio
- Se l'opposizione a decreto ingiuntivo promossa dall'assistito verso l'avvocato è introdotta con citazione ma la citazione è stata notificata entro il termine di 40 giorni dall'ingiunzione, l'opposizione va considerata tempestiva e valida.
- In caso di uso di un rito erroneo ma tempestivo, il giudice deve disporre il mutamento del rito ai sensi dell'art. 4 d.lgs. 150/2011 e proseguire il giudizio applicando gli effetti sostanziali del rito corretto.
- L'eventuale presenza di crediti originati da attività non rientranti nel campo di applicazione del d.lgs. 150/2011 (es. prestazioni in sede penale) impone, se rilevante, una distinzione delle poste: la disciplina speciale non si applica automaticamente a parti estranee alla sua ratio.
- La valutazione della tempestività deve privilegiare la sostanza rispetto alla forma: la notificazione tempestiva dell'atto è elemento determinante anche se la forma procedurale adottata non corrisponde esattamente a quella prevista dalla norma speciale.
- Le contestazioni sull'irregolarità della composizione del giudice (monocratico vs collegiale) possono risultare assorbite dalla decisione sul rito e sulla ammissibilità; tuttavia, se rilevanti, dovranno essere esaminate in sede di rinvio.
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