Cassazione Penale, Sentenza n. 16065/2025 del 28/04/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Roma del 02/12/2024 che aveva annullato il decreto di convalida del sequestro probatorio dell'autovettura (targa GE3050YA). La difesa lamenta che, pur avendo il Tribunale disposto la restituzione del veicolo, l'ordinanza non avrebbe adeguatamente esaminato la doglianza di merito relativa all'insussistenza degli estremi del reato di appropriazione indebita, trascurando le considerazioni difensive riguardanti il contratto di locazione finanziaria con facoltà di acquisto e la documentazione attestante l'esercizio del diritto di riscatto.
La decisione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse. Motiva ricordando che l'interesse all'impugnazione richiede una situazione tale per cui l'annullamento o la riforma del provvedimento possa produrre un vantaggio pratico per il ricorrente: nel caso concreto l'interesse della Haber era stato completamente soddisfatto dal provvedimento del tribunale che aveva disposto la restituzione dell'autovettura. La Corte osserva inoltre che l'eventuale successiva adozione di sequestro preventivo è circostanza sopravvenuta e non può essere utilizzata per creare interesse rispetto al provvedimento impugnato; eventuali doglianze dovranno essere rivolte al provvedimento di sequestro preventivo. Per l'inammissibilità, la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e a versare in favore della Cassa delle Ammende la somma stimata in euro 5.000 per abuso consapevole dell'impugnazione.
Norme richiamate
art. 646 cod. pen.
Norma che disciplina il reato di appropriazione indebita: è l'ipotesi di delitto ipotizzata dalla Procura nei confronti della ricorrente in relazione al veicolo oggetto del sequestro.
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Consente l'irrogazione di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende in caso di impugnazione inammissibile dovuta a colpa della parte privata; la Corte applica tale criterio per la somma di euro 5.000.
Principio giurisprudenziale sull'interesse all'impugnazione (cfr. Sez. U. n. 10372/1995 e seguenti)
L'interesse ad impugnare non può consistere nella mera aspirazione alla perfezione teorica della motivazione: l'impugnazione è ammessa solo se la riforma o l'annullamento del provvedimento possono produrre un vantaggio pratico e giuridicamente rilevante per il ricorrente. La restituzione del bene oggetto di sequestro elimina l'interesse a proporre ricorso avverso l'ordinanza che ha disposto il dissequestro.
Massime di principio
- L'interesse all'impugnazione è requisito essenziale: se il provvedimento impugnato ha già prodotto il risultato pratico voluto (es. restituzione del bene sequestrato), il ricorso può essere inammissibile per carenza di interesse.
- Non è sufficiente proporre ricorso soltanto per ottenere una motivazione più ampia o per ragioni di mera correttezza teorica: l'impugnazione deve mirare a conseguire un vantaggio concreto e giuridicamente rilevante.
- Eventuali misure successive (es. conversione del sequestro probatorio in sequestro preventivo) costituiscono fatti sopravvenuti che non possono ricreare interesse rispetto a un provvedimento ormai estinto; in tali ipotesi le doglianze devono essere dirette contro il nuovo provvedimento.
- Quando si contesta la sussistenza del reato in relazione a rapporti contrattuali (es. leasing con facoltà di acquisto), è utile focalizzare le impugnazioni sul provvedimento che realmente incide sulla posizione pratica (sequestro preventivo o archiviazione) e conservare e depositare documentazione che dimostri il concreto vantaggio contrattuale (es. atto di riscatto).
- L'attivazione di impugnazioni manifestamente infondate o prive di interesse può comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle Ammende; valutare attentamente l'interesse e l'utilità pratica dell'azione prima di proporre ricorso.
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