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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14957/2026 del 24/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente era stata condannata per il delitto di bancarotta fraudolenta distrattiva relativamente a due contratti di affitto d'azienda stipulati il 9 e il 29 maggio 2013 tra la fallita Kiro Kiro s.r.l. e la società Primula s.r.l., di cui la stessa imputata era rappresentante legale; i canoni erano ritenuti non congrui (euro 11.000 e 18.000 annui) e gli atti posti in essere per finalità estranee all'oggetto sociale. In cassazione la ricorrente ha prospettato tre motivi: 1) difetto di competenza territoriale per connessione con altro procedimento (violazione artt. 12 lett. b), 16 c.p.p. e art. 606 c.p.p. come dogliente); 2) vizio di motivazione e erronea applicazione delle norme sostanziali (art. 606 c.p.p., lett. b) in relazione agli artt. 223 e 216 l. fall.) con contestazione della valutazione della congruità dei canoni e della qualificazione della condotta come distrattiva; 3) mancato riconoscimento della carenza dell'elemento soggettivo e della consapevolezza, essendo la ricorrente amministratore formale e, secondo la difesa, priva di conoscenza delle situazioni societarie.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto infondato il vizio di competenza per connessione: la giurisprudenza richiede che, per spostare la competenza per connessione o continuazione, gli episodi in continuazione riguardino gli stessi imputati; nel caso di specie il fatto è circoscritto ai rapporti tra la fallita e Primula s.r.l. e non coinvolge le altre società del gruppo. Sul secondo motivo la Corte ha riconosciuto che mancavano valutazioni puntuali sulla congruità dei canoni, ma ha ritenuto provata la distrazione sulla base di indici complessivi (assenza di caparre e garanzie, pagamento posticipato dei canoni, coincidenza del legale rappresentante) e ha affermato il principio che anche un contratto di affitto con canone formalmente congruo integra bancarotta fraudolenta se, nell'insieme delle clausole e delle circostanze, emerge che l'operazione era volta a trasferire la disponibilità dei beni senza reale contropartita. Sul terzo motivo la Corte ha ritenuto che l'amministratore formale, avendo sottoscritto i contratti e ricoprendo ruoli di rappresentanza, doveva ritenersi consapevole delle attività aziendali e che tale consapevolezza integra il dolo necessario. Conseguentemente il ricorso è respinto e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Articolo invocato come criterio di censura in cassazione; la Corte verifica che i motivi indicati (competenza, violazione di norme, vizio di motivazione) non sussistano nei termini che giustificherebbero l'annullamento.

  • art. 12 cod. proc. pen. (lett. b))

    Norma sulla connessione tra procedimenti; interpretata dalla Corte nel senso che il vincolo di connessione o continuazione che sposta la competenza richiede che gli episodi riguardino gli stessi imputati, non possa essere invocato unilateralmente da un imputato per trasferire la competenza.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Norma richiamata nell'ambito del tema della competenza territoriale; applicata insieme all'art. 12 per escludere lo spostamento di competenza nel caso di cronaca limitata ai rapporti tra fallita e società contraente.

  • art. 223 legge fallimentare

    Norma sostanziale rilevante per la fattispecie di bancarotta fraudolenta; la Corte la interpreta unitamente all'art. 216 per valutare gli elementi della distrazione patrimoniale.

  • art. 216, comma 1, n. 1, legge fallimentare

    Definisce le ipotesi di bancarotta fraudolenta distrattiva; la Corte conferma che l'affitto d'azienda stipulato in previsione del fallimento può integrare il reato anche se formalmente prevede un canone congruo, se dall'esame complessivo delle clausole emerge la volontà di sottrarre beni alla garanzia dei creditori.

Massime di principio

  • Per la competenza per connessione/continuazione è necessario che gli episodi in continuazione riguardino gli stessi imputati: un interesse di un imputato a giudicare unificato non può da solo spostare la competenza a discapito del diritto al giudice naturale degli altri.
  • Un contratto di affitto d'azienda può integrare bancarotta fraudolenta distrattiva anche se il canone appare formalmente congruo, quando l'esame complessivo delle clausole e delle circostanze (assenza di caparre/garanzie, pagamento posticipato, coincidenza di rappresentanze) mostra che l'operazione è finalizzata a trasferire la disponibilità dei beni senza reale contropartita.
  • Gli indici fattuali (assenza di garanzie, modalità di pagamento, coincidenza dei rappresentanti) sono rilevanti per valutare la realtà economica dell'operazione e possono supplire a carenze di una valutazione puramente numerica della congruità del canone.
  • L'amministratore formale può essere ritenuto consapevole e quindi avere il dolo necessario quando sottoscrive atti significativi o ricopre ruoli di rappresentanza: la consapevolezza non richiede la conoscenza di ogni singola operazione se emerge una conoscenza generale delle attività illecite tramite l'operato dell'amministratore di fatto.
  • In casi analoghi, la difesa dovrebbe puntare a produrre elementi concreti che contrastino gli indici di distrazione (es. prove di reale corresponsione di garanzie, modalità di pagamento giustificate, documentazione sull'utilizzo dei canoni e sulla destinazione aziendale) e a dimostrare l'assenza di collegamenti con altri soggetti o gruppi societari per escludere la connessione procedimentale.

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