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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17441/2026 del 02/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (creditore)

La controversia

La controversia riguarda una fideiussione rilasciata nel 2001 a garanzia delle obbligazioni di un debitore verso una banca, poi cedute a una società veicolo e gestite tramite mandataria. La Corte d'appello aveva accolto l'appello del fideiussore, dichiarando la nullità integrale della garanzia perché contenente tre clausole conformi allo schema ABI già ritenuto dalla Banca d'Italia frutto di un'intesa restrittiva della concorrenza. La società creditrice, ricorrente in cassazione, ha censurato tale decisione sostenendo che, semmai, la nullità avrebbe potuto riguardare soltanto le clausole riproduttive dello schema anticoncorrenziale e non l'intero contratto, in mancanza di prova della decisività di quelle clausole e della volontà delle parti di subordinare la conclusione del contratto alla loro presenza. Ha inoltre contestato che una fideiussione stipulata nel 2001 possa essere considerata contratto a valle di un'intesa accertata con provvedimento del 2005, e ha denunciato violazione di varie norme sostanziali e processuali nonché omesso esame di fatti decisivi.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha richiamato il principio delle Sezioni Unite secondo cui le fideiussioni a valle di intese anticoncorrenziali sono colpite da nullità parziale, limitata alle sole clausole riproduttive dello schema vietato, salvo che sia dimostrata una diversa volontà delle parti tale da rendere essenziale l'intero regolamento contrattuale. Ha quindi cassato la sentenza impugnata perché la Corte territoriale aveva dichiarato la nullità integrale della fideiussione senza verificare l'interdipendenza tra le clausole colpite e il resto del contratto e senza accertare una specifica allegazione e prova in tal senso. La causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Bari in diversa composizione, che dovrà riesaminare anche il profilo temporale della stipula rispetto al periodo di operatività dell'intesa, l'eventuale nullità parziale e gli effetti delle preclusioni processuali sulle eccezioni fondate sulla nullità.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    È il parametro processuale invocato per denunciare violazione di legge e omesso esame di fatti decisivi.

  • art. 1362 c.c.

    Richiamato tra le norme sostanziali asseritamente violate in tema di interpretazione del contratto.

  • art. 1418 c.c.

    Richiamato in relazione alla dedotta nullità del contratto o di singole clausole.

  • art. 1419 c.c.

    La Corte lo richiama come base della nullità parziale delle fideiussioni a valle di intese restrittive della concorrenza.

  • artt. 1936 ss. c.c.

    Richiamati come disciplina della fideiussione.

  • art. 2043 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme asseritamente violate, senza specifica applicazione nella motivazione decisoria.

  • art. 2698 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme asseritamente violate, senza specifica applicazione nella motivazione decisoria.

  • art. 100 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme asseritamente violate, senza specifica applicazione nella motivazione decisoria.

  • art. 2, comma 3, L. 287/1990

    È richiamato come base della nullità delle clausole contrattuali derivanti da intese restrittive della concorrenza.

  • art. 2, comma 2, lett. a), L. 287/1990

    Richiamato come norma antitrust cui le clausole riproduttive dello schema ABI risultano contrastanti.

  • artt. 13 e 15, L. 287/1990

    Richiamati dalla ricorrente tra le norme asseritamente violate, senza specifica applicazione nella motivazione decisoria.

  • art. 101 TFUE

    Richiamato come disposizione antitrust europea cui le clausole riproduttive dello schema ABI risultano contrastanti.

  • art. 375, secondo comma, c.p.c.

    Indicato come base della trattazione in camera di consiglio.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Indicato come base della trattazione in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Le fideiussioni "a valle" di intese restrittive della concorrenza sono affette, di regola, da nullità parziale e non da nullità integrale: la caducazione riguarda solo le clausole che riproducono lo schema vietato.
  • La declaratoria di nullità dell'intera fideiussione richiede la prova di una diversa volontà delle parti o dell'essenzialità delle clausole invalide rispetto all'equilibrio dell'intero contratto; tale profilo deve essere specificamente allegato e provato dalla parte interessata.
  • Il giudice non può estendere d'ufficio alla garanzia nella sua interezza la nullità delle sole clausole anticoncorrenziali, se non sulla base di elementi che dimostrino l'interdipendenza del resto del contratto da quelle clausole.
  • Nel riesame della fideiussione antitrust il giudice deve verificare sia la collocazione temporale del contratto rispetto al periodo di operatività dell'intesa sia l'effettiva incidenza delle clausole contestate sul regolamento negoziale complessivo.
  • Le eccezioni fondate sulla nullità delle clausole possono essere soggette a preclusioni processuali: il loro esame può essere impedito dal maturare delle relative preclusioni, secondo la disciplina processuale applicabile.

Come è indicizzato

MaterieFideiussioneImpugnazioniTitoli di credito
RamiContrattiProcesso civileCommerciale
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiNullitàOnere della prova

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