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Sentenza

Sentenza del 30/07/2020 n. 16353 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia contestava l'indeducibilità delle quote di ammortamento relative al marchio "Albatros" e la deducibilità degli interessi passivi risultanti da un finanziamento originario contratto per l'acquisto di partecipazioni, per l'anno d'imposta 2006. L'Amministrazione riteneva che le complesse operazioni societarie (fusione per incorporazione, costituzione nello stesso giorno di una società veicolo con capitale irrisorio, conferimento del ramo d'azienda e trasferimento del debito insieme al marchio rivalutato mediante disavanzo di fusione affrancato) costituissero un piano elusivo volto a ottenere vantaggi fiscali: rivalutazione del marchio a costo zero e relativo ammortamento deducibile, nonché deduzione di interessi che sarebbero altrimenti indeducibili ai sensi dell'art. 98 T.U.I.R.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi dell'Agenzia delle Entrate ritenendo che la Commissione Tributaria Regionale avesse omesso di valutare l'insieme coordinato delle operazioni (la loro natura circolare e l'assenza di sostanziale mutamento dell'assetto sociale) e che le giustificazioni economiche addotte fossero insufficienti. La Cassazione ha cassato le sentenze impugnate e ha rinviato la causa alla C.T.R. di Friuli Venezia Giulia per nuovo esame conforme ai principi indicati, demandando anche la decisione sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articolo 37-bis, comma 1

    "sono inopponibili all'amministrazione finanziaria gli atti, i fatti e i negozi, anche collegati tra loro, privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti dall'ordinamento tributario e ad ottenere riduzioni di imposte o rimborsi, altrimenti indebiti"

    La norma consente all'Amministrazione di disconoscere operazioni prive di valide ragioni economiche se dirette ad ottenere vantaggi fiscali; l'onere di provare ragioni economiche valide grava sul contribuente. La Corte l'ha applicata per valutare la serie di operazioni come possibile abuso del diritto/elusione.

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 (T.U.I.R.), articolo 98

    deduzione degli interessi passivi negata in caso di finanziamento infragruppo fatto a società il cui patrimonio netto è inferiore a un quinto dell'importo del finanziamento

    La norma limita la deducibilità degli interessi per finanziamenti infragruppo in presenza di sottocapitalizzazione della controllata (rapporto patrimonio netto/debito < 1/5). La Corte ha ritenuto che l'operazione fosse finalizzata ad aggirare questo divieto trasferendo il debito su una società veicolo con patrimonio esiguo.

  • Decreto Legislativo n. 358 del 1997, articolo 6

    "affrancamento, senza il pagamento dell'imposta sostitutiva, a condizione dell'annullamento dei titoli la cui cessione abbia dato luogo a plusvalenze fiscalmente rilevanti"

    La disposizione consente particolari affrancamenti in ipotesi di fusione; nel caso in esame l'uso del disavanzo di fusione per rivalutare il marchio è stato considerato strumentale a ottenere un ammortamento deducibile senza effettivo costo fiscale, elemento integrante la valutazione dell'elusività.

  • Raccomandazione 2012/772/UE (citata nella giurisprudenza)

    "una costruzione o una serie di costruzioni è artificiosa se manca di sostanza commerciale"

    La Raccomandazione aiuta a definire i criteri di valutazione della sostanza economica; la Corte l'ha richiamata per sottolineare che le strutture circolari e prive di sostanza commerciale sono da considerarsi abusive/elusive.

Massime di principio

  • Valutare sempre le operazioni nel loro complesso: sequenze di atti possono essere considerate un'unica costruzione artificiosa se il risultato è economicamente indifferente rispetto alla situazione iniziale.
  • Il contribuente ha l'onere di dimostrare la presenza di valide ragioni economiche non marginali: mere asserzioni manageriali non sono sufficienti.
  • La presenza di vantaggi fiscali sistematici (es. rivalutazione a costo zero seguita da ammortamenti deducibili) è indizio forte di elusione se collegata a mancanza di sostanza economica.
  • Attenzione alle operazioni 'circolari' e alla coincidenza dell'assetto del gruppo prima e dopo le operazioni: se l'assetto sostanziale rimane invariato, aumenta la probabilità di ricadere nella disciplina anti-elusiva.
  • L'art. 98 T.U.I.R. va considerato quando i finanziamenti infragruppo vengono trasferiti su società con patrimonio netto molto basso: ciò può impedire la deducibilità degli interessi ed evidenziare intenti elusivi.
  • La data e il contesto normativo sono rilevanti: operazioni poste in essere in prossimità dell'entrata in vigore di disposizioni restrittive possono essere scrutinizzate come reazioni elusorie a nuove norme.
  • In caso di contestazione, il giudice di merito deve motivare espressamente l'esame dell'assetto societario e delle ragioni economiche complessive, confrontando situazione ante e post operazioni.

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