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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25209/2025 del 09/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di condanna della Corte di appello di Napoli che li aveva ritenuti responsabili di un agguato avvenuto il 27/01/2017, contestando: a) la valutazione probatoria delle intercettazioni ambientali e telefoniche tra i familiari della vittima, ritenute decisive dalla Corte di appello ma considerate indiziarie e prive di riscontro dai difensori; b) la qualificazione del fatto come tentato omicidio (contestando l'esistenza dell'animus necandi e sostenendo che gli spari avessero mera valenza intimidatoria o fossero frutto di errore); c) il riconoscimento dell'aggravante della premeditazione, ritenuta infondata per assenza di prove di pianificazione; d) il diniego delle attenuanti generiche e la quantificazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi infondati e li ha rigettati. Ha confermato la valutazione di merito secondo cui le intercettazioni tra terzi, lette nel loro contesto e nella loro concatenazione logica, potevano costituire prova diretta e formare un quadro probatorio univoco circa la responsabilita dei due imputati. Ha ritenuto corretta la qualificazione del fatto come tentato omicidio in base alla potenzialità dell'arma, al numero e alla direzione dei colpi (mirati al busto degli occupanti) e alla gravità della ferita riportata dalla vittima. Ha inoltre ritenuto provata la premeditazione per gli elementi indiziari relativi all'organizzazione, al reperimento delle armi e alla ripartizione dei ruoli tra più soggetti. Infine ha ritenuto motivato il diniego delle attenuanti generiche alla luce dei precedenti e della gravità del fatto; pertanto le condanne inflitte in appello sono state confermate.

Norme richiamate

  • Codice penale, artt. relativi a concorso, omicidio e tentato omicidio

    Le norme del codice penale in materia di omicidio/tentato omicidio e concorso di persone sono state applicate per qualificare il fatto come tentato omicidio commesso in concorso; il giudice ha valutato modalità, potenzialità dell'arma e destinazione dei colpi per accertare l'animus necandi

  • Legge n. 497/1974, artt. 10, 12 e 14

    Richiamata in relazione ai delitti di detenzione e porto illecito di armi; la Corte ha ritenuto provata la detenzione/porto di almeno una pistola e la responsabilità ex lege

  • Codice di procedura penale, art. 603, comma 3-bis

    Norma richiamata in ordine alla rinnovazione dell'istruttoria e alle audizioni testimoniali effettuate in fase di merito

  • Codice di procedura penale, art. 192, commi 2 e 3

    Applicata nella valutazione delle intercettazioni: il contenuto di conversazioni tra terzi può costituire prova diretta senza necessità di ulteriore riscontro, purché venga valutato secondo criteri di linearità logica e coerenza

  • Codice penale, art. 133

    Richiamato in relazione all'accertamento delle attenuanti generiche; la Corte ha valutato gli elementi indicati nell'art. 133 e li ha ritenuti insufficienti per concedere le attenuanti

Massime di principio

  • Le intercettazioni tra terzi, se chiare, concordi e lette nel loro contesto, possono costituire prova diretta della responsabilità anche senza riscontri esterni; il giudice di merito deve però motivare logicamente tale valutazione
  • Se la Corte d'appello ribalta un'assoluzione di primo grado, è richiesta una motivazione rafforzata che spieghi perché gli stessi elementi acquisiti hanno valore probatorio diverso in appello
  • La qualificazione come tentato omicidio si fonda su elementi oggettivi e prognostici (potenzialità dell'arma, numero/direzione dei colpi, sede delle ferite): non conta soltanto il risultato materiale ma la pericolosità dell'azione ex ante
  • La premeditazione può essere dimostrata anche con prova indiziaria e logica (reperimento armi, ripartizione dei ruoli, studio delle abitudini della vittima, coordinamento tra più soggetti) quando gli elementi siano gravi, precisi e concordanti
  • La valutazione sulle attenuanti generiche è discrezionale e di merito: la semplice esistenza di elementi positivi non obbliga il giudice a concedere le attenuanti se prevalgono elementi negativi quali precedenti e gravità del fatto
  • In sede di Cassazione l'apprezzamento del contenuto comunicativo delle intercettazioni è sindacabile solo se la motivazione di merito è manifestamente illogica o ragionevolmente insostenibile

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