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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 17400/2024 del 24/06/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia relativa all'obbligo di pagamento del contributo previsto per la valutazione di impatto ambientale (VIA) ex art. 27 legge n.136/1999 per la richiesta di autorizzazione di una centrale elettrica; questioni processuali relative alla tempestività e ammissibilità del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da Ansaldo (presentato il 13.1.2005 avverso nota del 16.9.2004) e alla successiva riassunzione del giudizio davanti al giudice tributario (translatio iudicii / atto di riassunzione del 29.5.2009). Il Ministero deduceva, tra l'altro, la natura tributaria del contributo (che imponeva il termine di 60 giorni per impugnare davanti alla Commissione tributaria ai sensi dell'art.21 d.lgs.546/1992), la tardività e irricevibilità del ricorso straordinario e dell'atto di riassunzione, nonché l'inapplicabilità della translatio iudicii rispetto al decreto del Presidente della Repubblica adottato anteriormente alla novella ex lege n.69/2009 che conferiva natura sostanzialmente giurisdizionale a tale decreto.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo (punti a e b) ritenendo che, nel regime anteriore alla legge n.69/2009, il decreto che decideva sul ricorso straordinario al Capo dello Stato aveva natura amministrativa e dunque non poteva produrre gli effetti della translatio iudicii; di conseguenza ha cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio, ha dichiarato inammissibile il ricorso originario riassunto davanti al giudice tributario e ha deciso nel merito a favore dell'Amministrazione. Sono compensate le spese dei gradi di merito; le spese del giudizio di legittimità sono liquidate in base al principio della soccombenza (con condanna della controricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, come indicato nel dispositivo).

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 546/1992, art. 21

    termine di 60 giorni per impugnare davanti alla Commissione tributaria

    La Corte richiama che, essendo il contributo di natura tributaria, l'impugnazione doveva avvenire nei termini dell'art. 21 d.lgs. 546/92; il ricorso straordinario proposto fuori da tale termine è inammissibile

  • legge n. 136/1999, art. 27

    Il contributo per la VIA è qualificato dalla giurisprudenza (Sezioni Unite Cass. n.8955/2007) come tributo/tassa: pertanto le controversie riguardanti il pagamento rientrano nella giurisdizione tributaria

  • legge n. 69/2009, artt. 59 e 69

    La novella del 2009 ha trasformato il ricorso straordinario in rimedio 'giustiziale' per i procedimenti instaurati dal 4.7.2009 in poi, rendendo il parere del Consiglio di Stato vincolante e attribuendo al decreto presidenziale natura sostanzialmente giurisdizionale; tali effetti non hanno efficacia retroattiva sui decreti adottati anteriormente

  • d.lgs. n. 104/2010, art. 11

    Disciplina collegata alla translatio iudicii e alla devoluzione delle controversie: la translatio è applicabile ove il provvedimento che declina la giurisdizione abbia natura giurisdizionale

  • codice del processo civile, art. 360 c.p.c.

    motivi di cassazione (comma 1, nn. 3 e 4 richiamati nelle impugnazioni)

    Norma di rimessione per i motivi di nullità e violazione di norme processuali invocati nel ricorso per cassazione

  • codice del processo civile, art. 50 e art. 184-bis (menzionati nella versione ratione temporis)

    Richiamati in rapporto alla disciplina della riassunzione e della rimessione in termini per decadenze procedurali (valutate alla luce delle norme applicabili all'epoca dei fatti)

  • codice del processo amministrativo, art. 7 c.p.a.

    Definisce il perimetro delle controversie devolute alla giurisdizione amministrativa e delimita l'ambito del ricorso straordinario nella fase post-riforma

Massime di principio

  • Se la controversia riguarda il pagamento di un contributo/tassa qualificato come tributo (es. contributo VIA ex art.27 legge 136/1999), l'impugnazione deve essere proposta davanti alla Commissione tributaria entro il termine previsto dall'art.21 d.lgs.546/1992 (60 giorni dalla conoscenza legale dell'atto).
  • Se si propone un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica relativo a diritti tributari antecedente alla riforma del 2009, il decreto presidenziale conserva natura amministrativa e non produce automaticamente gli effetti della translatio iudicii; la successiva 'riassunzione' davanti al giudice competente può essere considerata un nuovo atto e quindi soggetta a termini ordinari di impugnazione.
  • Dopo la legge n.69/2009 (e il d.lgs.104/2010), il decreto che decide sul ricorso straordinario, adottato su conforme parere del Consiglio di Stato, assume natura sostanzialmente giurisdizionale e può dar luogo alla translatio iudicii: è però essenziale verificare la data del decreto per stabilire se la disciplina nuova sia applicabile (no effetto retroattivo).
  • In caso di dubbio sulla tempestività di una riassunzione o sulla natura del decreto decisorio, conviene sollevare preventivamente le eccezioni processuali (tardività, incompetenza per materia/territorio) e, se possibile, chiedere rimessione in termini motivando la scusabilità dell'errore procedurale.
  • Le questioni processuali pregiudiziali (ricevibilità, tempestività, translatio iudicii) vanno sollevate tempestivamente e sono rilevabili d'ufficio; la mancata impugnazione delle pronunce nei gradi precedenti può però determinare preclusioni e condizionare l'esame del merito.

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