Sentenza del 24/01/2018 n. 354 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Finanza locale - TARSU - TIA - TARI - TARES - Ente impositore - Atto impositivo - Individuazione unità immobiliare - Mancanza elementi - Rileva - Difetto motivazione - Sussiste - Illegittimità pretesa - Consegue
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato l'atto impositivo relativo alla TARSU/TIA, sostenendo che l'unità immobiliare assoggettata a tassazione non fosse stata precisamente individuata. In particolare, mancavano elementi sufficienti a identificare con esattezza la superficie imponibile e le pertinenze dell'immobile, quali box e cantina. Tale carenza rendeva l'atto non adeguatamente motivato, poiché il contribuente deve poter comprendere a quale specifica unità immobiliare e a quali superfici si riferisca la pretesa tributaria.
La decisione
La contestazione è stata accolta. È stato affermato che, anche se il contribuente è tenuto a pagare il servizio di gestione dei rifiuti, l'ente impositore deve prima individuare con precisione l'unità immobiliare e le relative pertinenze. La mancata indicazione di tali elementi integra un difetto di motivazione dell'atto e comporta l'illegittimità della pretesa tributaria, con conseguente annullamento o comunque caducazione dell'atto impositivo nei limiti riconosciuti dalla decisione.
Norme richiamate
Art. 7, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente)
L'atto impositivo deve essere adeguatamente motivato e consentire al contribuente di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa. La motivazione deve quindi permettere di individuare con precisione l'immobile e le superfici tassate.
Art. 49, comma 3, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22
La disciplina della tariffa per la gestione dei rifiuti presuppone l'individuazione dell'immobile e della superficie soggetta al prelievo. L'obbligo di pagamento del servizio non esonera l'ente dal corretto esercizio del potere impositivo e dall'indicazione puntuale del presupposto della tariffa.
Massime di principio
- Negli atti relativi a TARSU, TIA, TARI o TARES l'immobile tassato deve essere identificato in modo sufficientemente preciso, indicando anche le pertinenze rilevanti, come box e cantine.
- L'atto deve consentire al contribuente di verificare concretamente la superficie imponibile e la corrispondenza tra la pretesa tributaria e l'immobile effettivamente posseduto o occupato.
- La generica indicazione di un'abitazione o del solo indirizzo può non essere sufficiente quando non permette di distinguere l'unità principale dalle pertinenze o di verificare le superfici tassate.
- Il fatto che il servizio rifiuti sia effettivamente dovuto non sana automaticamente un atto privo di adeguata motivazione: l'ente deve comunque dimostrare e indicare correttamente il presupposto della pretesa.
- In presenza di dati catastali, superfici o pertinenze errati, incompleti o incoerenti, il contribuente può contestare il difetto di motivazione e chiedere l'annullamento dell'atto, verificando però i termini e le modalità di impugnazione applicabili.
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