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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 11545/2022 del 08/04/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'Agenzia impugnava la sentenza della CTR che aveva confermato la decisione di primo grado favorevole al contribuente. I motivi di ricorso denunciavano: (1) violazione e falsa applicazione dell'art. 295 c.p.c. per non avere la CTR sospeso il giudizio promosso dal socio nonostante la pendenza di altro giudizio relativo allo stesso atto impositivo nei confronti della società (pregiudizialità della causa societaria); (2) nullità per motivazione apparente della sentenza d'appello, perché il giudice d'appello si era limitato a richiamare la decisione dei primi giudici senza affrontare i punti di appello e senza adottare le necessarie misure (riunione o sospensione) in relazione al giudizio societario pendente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nei limiti esposti, dichiarando che la CTR ha dato motivazione apparente e non ha adeguatamente valutato il rapporto di pregiudizialità con il giudizio relativo alla società. La Corte ha rilevato che il giudice d'appello ha l'alternativa prevista dall'art. 337 c.p.c. (tenere conto della pronuncia invocata anche se non definitiva o sospendere il processo), e che non è obbligatoria la sospensione se la causa pregiudicante non è definita con sentenza passata in giudicato; tuttavia la CTR non ha spiegato le ragioni del suo comportamento. Per tali ragioni la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla CTR della Campania in diversa composizione perché riesamini, ex art. 337 c.p.c., il rapporto tra i due giudizi anche alla luce della pronuncia di questa Corte relativa alla società. Ha altresì disposto che il giudice di rinvio decida sulle spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 295 cod. proc. civ.

    Invocato dall'Agenzia come fondamento dell'obbligo di sospensione quando sussiste pregiudizialità; la Corte precisa che la sospensione non è obbligatoria se la causa pregiudicante è pendente e non definitiva, salvo specifiche disposizioni normative.

  • art. 337 cod. proc. civ.

    Interpretato come norma che impone al giudice l'alternativa: tener conto della sentenza invocata (anche se impugnata o non definitiva) oppure sospendere il processo nell'esercizio del potere discrezionale; il giudice d'appello doveva esaminare il rapporto di pregiudizialità alla luce di tale disposizione.

  • art. 336 cod. proc. civ.

    Riferito al coordinamento con le norme sulla conflittualità dei giudicati; la Corte richiama il disposto relativo agli effetti del conflitto fra giudicati.

  • art. 297 cod. proc. civ.

    Richiamato come rimedio possibile quando sia stata disposta la sospensione per pregiudizialità e si voglia chiedere la prosecuzione del giudizio.

  • art. 111 Cost.

    Menziato nei motivi di gravame come parametro del diritto a un processo con motivazione sufficiente; la Corte lo tiene presente nel giudizio sulla motivazione apparente.

  • d.lgs. 31/12/1992 n. 546, artt. 1, 2, 36

    Invocati nei motivi come norme del processo tributario che richiedono motivazione e corretto esercizio del sindacato di legittimità; la Corte valuta la conformità della motivazione dell'appello a tali principi.

  • art. 132 cod. proc. civ.

    Richiamato nei motivi riferiti alle formalità della motivazione e delle conclusioni; la Corte valuta la completezza della motivazione d'appello.

  • art. 274 cod. proc. civ.

    Richiamato in rapporto alla valutazione delle prove e alla necessità che il giudice di merito espliciti i suoi convincimenti; collegato al vizio di motivazione denunciato.

  • art. 118 disp. att. cod. proc. civ.

    Menziionato nei motivi come riferimento alle norme transitorie/organizzative del processo; considerato nel quadro delle regole processuali che il giudice d'appello avrebbe dovuto osservare.

  • art. 5 T.U.I.R. (d.P.R. 917/1986)

    Richiamato per distinguere il regime fiscale delle società di persone (trasparenza) da quello delle società di capitali; la Corte osserva che la CTR ha confuso o invocato impropriamente il principio di inscindibilità tipico delle società di persone.

  • artt. 115-116 T.U.I.R. (d.P.R. 917/1986)

    Citati per spiegare i casi di applicabilità del regime di trasparenza alle società di capitali (ristretta base societaria); la Corte sottolinea che per una s.r.l. la tassazione è normalmente autonoma salvo i presupposti degli artt. 115-116.

Massime di principio

  • Quando vi è un rapporto di pregiudizialità tra due giudizi (es. avviso di accertamento alla società e avviso al socio derivante dallo stesso atto), il giudice del processo pregiudicato non è automaticamente obbligato a sospendere il processo se la causa pregiudicante è ancora pendente e non ha formato giudicato: ha invece un potere discrezionale ex art. 337 c.p.c. di sospendere o di tener conto della pronuncia invocata.
  • Se la causa pregiudicante è stata definita con sentenza non definitiva (impugnata), la sospensione resta facoltativa e il giudice di merito deve motivare chiaramente la scelta compiuta (proseguire o sospendere) alla luce dell'economia processuale e del rischio di conflitto tra giudicati.
  • La giurisprudenza richiede sempre una motivazione completa e non parvente nelle decisioni d'appello: il richiamo sommario alla sentenza di primo grado senza affrontare i rilievi d'appello può integrare vizio di motivazione e determinare la cassazione.
  • Nelle controversie tributarie che derivano da un unico atto amministrativo che coinvolge più soggetti (società e soci), occorre valutare se si tratti di responsabilità autonoma o di pregiudizialità in senso stretto: la mera 'inscindibilità' evocata non può essere assunta senza verifica del regime fiscale applicabile (società di capitali vs. società di persone/trasparenza).
  • In presenza di provvedimenti collegati è opportuno chiedere al giudice la riunione dei procedimenti quando le condizioni processuali lo consentono; in alternativa formulare espressamente l'istanza di sospensione o motivare perché il giudice può decidere comunque senza attendere la definizione dell'altro giudizio.
  • Se si ritiene che il giudice d'appello abbia omesso di valutare aspetti rilevanti (pregiudizialità, incidenza di una pronuncia societaria), conviene prospettare il vizio di motivazione in cassazione e segnalare la necessità di riesame del rapporto tra le cause ex art. 337 c.p.c.

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