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Sentenza

Sentenza del 09/06/2022 n. 2686 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Registro, Ipotecarie e Catastali - Atti giudiziari di accertamento di diritti patrimoniali - Indennità di esproprio e di occupazione temporanea - Erronea liquidazione dell'imposta ex art. 8, lett. C, Tariffa all. al d.P.R. n. 131/1986 - Erronea applicazione dell'imposta ex art. 8, lett. B, Tariffa all. al d.P.R. n. 131/1986 - Aliquota nella misura dell'1% - Accertamento ammontare indennità di esproprio - Sentenza dichiarativa.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Giudice ha ritenuto che la sentenza sia di natura dichiarativa ai sensi della Tariffa del d.P.R. n. 131/1986 e che attesti diritti a contenuto patrimoniale (l'accertamento dell'ammontare dell'indennità). Di conseguenza ha affermato l'applicabilità dell'aliquota dell'1% per la registrazione della sentenza, escludendo l'aliquota del 3% precedentemente applicata.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La questione riguardava la corretta aliquota d'imposta di registro applicabile alla sentenza che accerta l'ammontare dell'indennità di esproprio e di occupazione temporanea dovuta dall'ente espropriante. L'Amministrazione aveva liquidato l'imposta con l'aliquota del 3% (art. 8, lett. B, Tariffa allegata al d.P.R. n. 131/1986), mentre il ricorrente sostenva che si trattava di una sentenza dichiarativa relativa a diritti di contenuto patrimoniale e che pertanto doveva trovare applicazione l'aliquota dell'1% (art. 8, lett. C, Tariffa).

Norme richiamate

  • d.P.R. 131/1986, Tariffa, art. 8, lett. C

    La norma è stata interpretata nel senso che le sentenze dichiarative riguardanti l'accertamento di diritti a contenuto patrimoniale (come l'ammontare dell'indennità di esproprio) rientrano nella fattispecie tassata con aliquota dell'1%.

  • d.P.R. 131/1986, Tariffa, art. 8, lett. B

    La disposizione (applicata dall'Amministrazione per liquidare il 3%) non è risultata pertinente alla fattispecie perché riguarda tipologie diverse di atti/decisioni rispetto alla sentenza dichiarativa di accertamento dell'indennità; pertanto l'applicazione della maggior aliquota è stata esclusa.

Massime di principio

  • Le sentenze giudiziali di natura dichiarativa che accertano l'esistenza o l'ammontare di diritti patrimoniali si qualificano, ai fini dell'imposta di registro, come atti soggetti all'aliquota prevista per le sentenze dichiarative (qui 1%).
  • Quando si tratta di accertamento dell'indennità dovuta dall'ente espropriante, occorre verificare la natura della sentenza (dichiarativa vs costitutiva/traslativa): se è mera dichiarazione del diritto/ammontare si applica l'aliquota agevolata prevista per le sentenze dichiarative.
  • La qualificazione errata da parte dell'Amministrazione dell'atto giuridico sottoposto a registrazione (es.: applicare un'aliquota più alta prevista per atti diversi) può essere impugnata davanti al giudice tributario chiedendo il riqualificamento e la rideterminazione dell'imposta.
  • In casi analoghi è importante produrre e richiamare il contenuto sostanziale della sentenza (parte dispositiva e motivazione) per dimostrare che si tratta di un accertamento dichiarativo di diritti patrimoniali e non di un atto che comporti trasferimento o costituzione di diritti soggetti ad aliquote diverse.
  • Verificare sempre la normativa e la giurisprudenza di riferimento per distinguere le diverse lettere dell'art. 8 della Tariffa del d.P.R. 131/1986 e applicare la fattispecie corretta in base alla concreta natura dell'atto giudiziale.

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