Sentenza del 24/03/2016 n. 78 - Comm. Trib. Prov. Lecco
IVA - Società emittenti evasori totali - Vita breve - Omesso adempimento obbligazioni tributarie - Sede presso professionista non reperibile - Cessione quote a soggetti extracomunitari - Pagamenti con modalità atipiche - Elementi convergenti - Sovrafatturazione - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa fiscale è stata ritenuta fondata. La sovrafatturazione può essere dimostrata anche mediante presunzioni semplici, purché gli elementi indiziari siano plurimi, gravi, precisi e concordanti. Nel caso esaminato, l'insieme delle anomalie societarie, fiscali, organizzative e finanziarie è stato considerato sufficiente a sostenere la ricostruzione dell'Amministrazione finanziaria e a confermare il recupero IVA.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava la ricostruzione dell'Amministrazione finanziaria, secondo cui le fatture emesse da due società fornitrici erano sovrafatturate e riconducibili a operazioni non attendibili o evasive. L'Amministrazione aveva valorizzato una serie di indizi convergenti: la vita estremamente breve delle società, l'omissione delle dichiarazioni e dei versamenti tributari, la coincidenza delle sedi o dei luoghi di conservazione della contabilità con lo studio o la residenza di un commercialista risultato irreperibile, il trasferimento della sede all'estero con cessione integrale delle quote a soggetti extracomunitari e l'impiego di modalità di pagamento anomale, quali consistenti pagamenti in contanti, cambio assegni allo sportello e assegni intestati a terzi.
Norme richiamate
Norme in materia di accertamento tributario e presunzioni semplici
La sovrafatturazione e l'inesistenza, totale o parziale, delle operazioni possono essere provate attraverso un quadro complessivo di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti; non è necessario che ogni singolo indizio dimostri autonomamente l'evasione.
Disciplina IVA sulla detrazione e sulla deducibilità delle operazioni documentate da fattura
La mera esistenza formale della fattura non è sufficiente a legittimare il trattamento fiscale se l'Amministrazione dimostra, mediante elementi convergenti, che gli importi sono sovrastimati o che le operazioni non sono economicamente attendibili.
Massime di principio
- Una fattura può essere contestata anche senza una prova diretta di falsità, quando una pluralità di anomalie societarie e finanziarie forma un quadro presuntivo coerente.
- La breve durata della società fornitrice, l'omissione sistematica degli obblighi fiscali, l'irreperibilità degli amministratori o dei professionisti e il trasferimento all'estero sono indizi rilevanti, soprattutto se valutati congiuntamente.
- Pagamenti in contanti di importo elevato, assegni a terzi o operazioni di cambio assegni costituiscono modalità atipiche che possono indebolire la prova dell'effettività e della regolarità economica delle operazioni.
- Per contrastare una contestazione di sovrafatturazione non è sufficiente esibire la fattura: occorre documentare l'effettiva prestazione, la congruità dei prezzi, la tracciabilità dei pagamenti e l'autonomia e affidabilità commerciale del fornitore.
- La valutazione deve essere complessiva: un singolo elemento anomalo può non bastare, ma più indizi concordanti possono legittimare il recupero fiscale e trasferire sul contribuente l'esigenza di fornire una spiegazione documentata.
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