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Sentenza

Sentenza del 24/03/2016 n. 25 - Comm. Trib. Prov. Lodi

REGISTRO, IPOTECARIA E CATASTALE - Cessione d'azienda - Operazione societaria complessa, coinvolgente cessioni di partecipazioni e conferimento d'azienda - Non configura.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva qualificato unitariamente una complessa operazione composta dal conferimento di un'azienda in una società e dalla successiva cessione delle partecipazioni della società conferitaria, considerandola sostanzialmente una cessione d'azienda soggetta a imposta di registro, ipotecaria e catastale in misura proporzionale. Il ricorrente ha contestato tale riqualificazione, sostenendo che l'art. 20 del d.P.R. n. 131/1986 consente di considerare l'effettiva natura giuridica dell'atto registrato, ma non di ricostruire una diversa operazione sulla base di atti collegati, di eventi esterni o della finalità economica complessiva. È stata inoltre contestata l'assenza di una dimostrazione concreta dell'intento elusivo e del preventivo contraddittorio.

La decisione

La riqualificazione è stata esclusa. L'art. 20 del d.P.R. n. 131/1986 non consente di trattare il conferimento d'azienda e la successiva cessione delle partecipazioni come un'unica cessione d'azienda, poiché l'indagine deve limitarsi al contenuto e agli effetti giuridici dell'atto sottoposto a registrazione, senza utilizzare elementi extra-testuali o la ricostruzione di una serie coordinata di operazioni. Anche il principio antiabuso non giustifica automaticamente il recupero d'imposta: l'Amministrazione deve provare, anche mediante presunzioni gravi, precise e concordanti, l'effettiva finalità elusiva. In materia di elusione, inoltre, il procedimento deve essere preceduto dal contraddittorio con il contribuente. Il ricorso è quindi risultato favorevole al contribuente.

Norme richiamate

  • Art. 20 d.P.R. n. 131/1986, Testo unico dell'imposta di registro

    La disposizione impone di applicare l'imposta secondo la "intrinseca natura e gli effetti giuridici degli atti presentati alla registrazione", anche se non corrispondenti al titolo o alla forma apparente.

    La norma consente di verificare il contenuto giuridico effettivo del singolo atto, ma non permette di riqualificarlo sulla base di atti distinti, collegati o successivi, né sulla base della complessiva finalità economica dell'operazione.

  • Principio generale antiabuso del diritto

    Il principio non consente di disconoscere automaticamente ogni risparmio d'imposta. Occorre dimostrare una reale finalità elusiva e spiegare perché l'operazione sia priva di valide ragioni economiche diverse dal vantaggio fiscale.

  • Principio del contraddittorio endoprocedimentale in materia di elusione

    Quando l'Amministrazione contesta un'operazione come elusiva, il contribuente deve essere previamente posto in condizione di fornire chiarimenti e giustificazioni; il contraddittorio costituisce una garanzia necessaria.

Massime di principio

  • Per applicare l'imposta di registro occorre esaminare il contenuto giuridico dell'atto presentato, senza sostituirlo automaticamente con l'operazione economica complessiva perseguita dalle parti.
  • Una sequenza di atti distinti, come conferimento d'azienda e successiva cessione di partecipazioni, non può essere riqualificata come cessione d'azienda solo perché produce un risultato economico analogo.
  • Il collegamento temporale o funzionale tra più atti non è sufficiente, da solo, a dimostrare l'elusione: l'Amministrazione deve provare un accordo preordinato e una finalità essenzialmente fiscale.
  • La presenza di ragioni economiche, organizzative o societarie genuine può escludere la qualificazione abusiva dell'operazione, soprattutto quando essa rientra in un piano imprenditoriale più ampio e coerente.
  • In caso di contestazione antiabuso, il contribuente deve poter interloquire preventivamente con l'Amministrazione; l'assenza del contraddittorio può compromettere la legittimità dell'accertamento.

Testo integrale

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