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Risoluzione

Risoluzione n. 294 del 11/07/2008

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La risoluzione stabilisce che il "Frico" va assoggettato ad aliquota IVA del 4% perché classificato tra i prodotti agricoli/formaggi, mentre il "Frico di patate" va assoggettato ad aliquota IVA del 10% perché qualificato come preparazione alimentare non nominata altrove. La decisione si basa sull’inquadramento doganale determinato dall’Agenzia delle Dogane.

Aliquota IVA per le cessioni di "Frico" e "Frico di patate"

Aliquota IVA applicabile alle specialità alimentari "Frico" e "Frico di patate"

La risoluzione esamina l’aliquota IVA corretta da applicare alla cessione di due specialità alimentari denominate "Frico" e "Frico di patate". Il chiarimento viene reso nell’ambito di un interpello volto a definire la corretta applicazione dell’articolo 16 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

Quesito del contribuente

L’istanza, presentata il 17 dicembre 2007 dal Sig. Alfa, titolare di ditta individuale, chiedeva di conoscere l’aliquota IVA applicabile a:

  • "Frico", descritto come miscela di formaggi grattugiati e cotti in forno fino a ottenere crostini di formaggio croccanti;
  • "Frico di patate", costituito dalla medesima miscela di formaggi grattugiati cotti in forno con aggiunta di patate.

A seguito di richiesta di integrazione ai sensi dell’articolo 4, comma 4, del D.M. 26 aprile 2001, n. 209, il contribuente ha trasmesso campioni dei prodotti e le relative schede tecniche. La documentazione è stata poi inoltrata all’Agenzia delle Dogane per le analisi di laboratorio necessarie alla classificazione tecnico-merceologica e doganale.

Soluzione interpretativa proposta dal contribuente

Il contribuente riteneva che entrambi i prodotti fossero classificabili come "formaggi e latticini" alla sottovoce doganale 0406 1020 e, per tale ragione, rientrassero nel punto 4 della Tabella A, parte II, allegata al D.P.R. n. 633/1972, con applicazione dell’aliquota IVA del 4%.

Valutazioni dell’Agenzia delle Dogane e inquadramento del "Frico"

L’Agenzia delle Entrate, per rispondere al quesito, ha richiesto il parere dell’Agenzia delle Dogane, reso con nota n. 1595 del 26 maggio 2008.

Per il "Frico", l’Agenzia delle Dogane ha rilevato che il prodotto è costituito da una miscela di formaggi presentata in forma di agglomerati schiacciati, simili a crostini e rotture di varie forme e dimensioni, con caratteristiche fisiche specifiche e odore tipico di formaggio. Dall’analisi chimica sono emersi, tra l’altro:

  • grado di umidità pari a 4,65% in peso;
  • tenore di ceneri pari a 0,39% in peso;
  • tenore di grasso pari a 35,05% in peso;
  • tenore di acqua della materia non grassa pari a 7,16;
  • composizione in acidi grassi della sostanza grassa estratta tipica della materia grassa del latte.

Il prodotto era confezionato in bustina sigillata con marchio, denominazione e tabella nutrizionale.

Sulla base degli esami organolettici e chimici, il "Frico" è stato considerato una miscela di formaggi cotti in modo da conferire forma, colore e consistenza di crostino, da classificare alla voce doganale 0406 9096. Tale codice NC corrisponde alla voce 0404 590 della Tariffa doganale in vigore al 31 dicembre 1987, riconducibile alla Tabella A, parte I, punto 10, allegata al D.P.R. n. 633/1972, relativa a burro, formaggi e latticini.

Trattamento IVA del "Frico"

In ragione di tale classificazione, il "Frico" è ritenuto un prodotto agricolo e la sua cessione è soggetta all’aliquota IVA del 4%, per effetto del richiamo contenuto nel n. 4 della Tabella A, parte II, allegata al D.P.R. n. 633/1972.

La risoluzione richiama inoltre l’articolo 34, comma 1, ultimo periodo, del D.P.R. n. 633/1972, precisando che per le cessioni effettuate dai soggetti ivi indicati l’IVA si applica con l’aliquota corrispondente alla percentuale di compensazione prevista dal D.M. 12 maggio 1992, e che per tali cessioni di "Frico" si applicherebbe anch’essa l’aliquota del 4%.

Valutazioni dell’Agenzia delle Dogane e inquadramento del "Frico di patate"

Per il "Frico di patate", l’Agenzia delle Dogane ha accertato che il prodotto è costituito da una miscela di formaggi grattugiati, cotti in forno con aggiunta di patate. Dall’analisi chimica risultano, tra l’altro:

  • contenuto di amido pari a 8,5% in peso;
  • grado di umidità pari a 62,04% in peso;
  • tenore di ceneri pari a 0,17% in peso;
  • tenore di grasso pari a 10,2% in peso;
  • tenore di acqua della materia non grassa pari a 69,09;
  • composizione in acidi grassi della sostanza grassa estratta tipica della materia grassa del latte.

Il prodotto si presenta come panetto morbido di consistenza gommosa, di colore giallo dorato, untuoso al tatto, con odore di formaggio e sapore acidulo con riconoscibile gusto di patate e formaggio, confezionato in bustina sigillata da 195 grammi con indicazioni per consumo e preparazione.

Sulla base di tali elementi, il prodotto è stato classificato come "preparazione alimentare non nominata né compresa altrove" al codice NC 2106 9098. Questo codice NC corrisponde alla voce 2107 980 della Tariffa doganale in vigore al 31 dicembre 1987, riconducibile alla Tabella A, parte III, punto 80, allegata al D.P.R. n. 633/1972.

Trattamento IVA del "Frico di patate"

Per effetto di tale classificazione, la cessione del "Frico di patate" è soggetta all’aliquota IVA del 10%.

Conclusione e vigilanza degli uffici

La risoluzione conclude quindi che:

  • il "Frico" sconta l’aliquota IVA del 4%;
  • il "Frico di patate" sconta l’aliquota IVA del 10%.

Le Direzioni regionali sono incaricate di vigilare affinché le istruzioni e i principi enunciati siano osservati dagli uffici competenti.

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