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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 12659/2021 del 12/05/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia sull'indennità per asservimento di un fondo agricolo a servitù permanente di elettrodotto. Terna aveva disposto l'occupazione temporanea d'urgenza e depositato un'indennità provvisoria di € 10.449,33; il procedimento ex art.21 DPR 327/2001 portò a una perizia e la Corte d'Appello di Bologna, dopo CTU, liquidò l'indennità per la svalutazione del fondo in € 71.000,00. Terna impugnò in Cassazione contestando, tra l'altro, la determinazione del valore di mercato e l'errata applicazione del metodo sintetico-comparativo (secondo motivo), nonché la liquidazione dell'intero compendio e l'uso del metodo differenziale (altri motivi).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il secondo motivo ritenendo che la Corte territoriale non abbia motivato adeguatamente le conclusioni del CTU circa il valore di mercato del terreno, la percentuale di svalutazione e l'eventuale espropriazione parziale: mancavano l'indicazione e la documentazione degli elementi comparativi (contratti/attestazioni specifiche) e la loro rappresentatività. Per questo la sentenza impugnata è stata cassata in relazione al motivo accolto, gli altri motivi sono stati assorbiti, e la causa è stata rinviata alla Corte d'Appello di Bologna in diversa composizione; la cassazione è stata pronunciata anche con condanna per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • DPR 327/2001 art.21

    Norma sul procedimento di stima per indennità: utilizzata per descrivere il procedimento peritale seguito; la Corte sottolinea l'obbligo di motivazione del giudice sui dati di stima emergenti dal procedimento.

  • DPR 327/2001 art.33

    Richiamata nelle censure relative alla determinazione dell'indennità e al metodo differenziale; la Corte ha ritenuto comunque assorbite le censure non accolte rispetto al secondo motivo.

  • DPR 327/2001 art.40

    Invocata dalla ricorrente in ordine ai criteri di determinazione dell'indennità; la Corte ha richiamato i criteri di legge e l'obbligo del giudice di indicare i dati oggettivi usati per la comparazione.

  • DPR 327/2001 art.44

    Richiamata nella doglianza sulla liquidazione dell'indennità; la pronuncia ne implica l'applicazione coerente con il principio di determinazione del valore venale e l'obbligo motivazionale.

  • DPR 327/2001 art.54

    Richiamato in connessione con l'ordinanza di CTU; rimarca profili procedurali relativi alla consulenza tecnica d'ufficio.

  • Costituzione art.42

    Citate dalla ricorrente a sostegno del principio di tutela della proprietà; la Corte non ha però fondato la decisione su questo articolo ma sul difetto di motivazione nella valutazione economica.

  • Codice di procedura civile art.360 comma 1 n.3

    Fondamento della impugnazione in Cassazione (violazione di legge e falsa applicazione); la Corte ha accolto il ricorso per violazione dei criteri di determinazione del valore e per insufficiente motivazione dei dati comparativi.

  • D.L.vo 150/2011 art.29

    Richiamato in relazione all'ordinanza ex art.29 per l'espletamento della CTU; utilizzato in ricostruzione processuale ma non decisivo sulla determinazione del valore.

Massime di principio

  • La determinazione dell'indennità di asservimento deve essere parametrata al valore venale del bene alla data di riferimento e richiede prova dell'attualità del deprezzamento e del nesso causale con la servitù.
  • Il metodo sintetico-comparativo è il criterio principale per valutare il valore di mercato: il giudice deve indicare i dati oggettivi e gli elementi di comparazione utilizzati (contratti, atti specifici, caratteristiche degli immobili) e documentarne la rappresentatività rispetto al bene litigioso.
  • Se il giudice non dà conto, con motivazione congrua, dei singoli elementi e delle fonti usate per la comparazione (prezzi/contratti/omogeneità), la decisione è vulnerabile e può essere cassata per violazione di legge e insufficiente motivazione.
  • La liquidazione di una svalutazione sull'intero compendio immobiliare anziché sulla sola porzione asservita richiede specifica motivazione; non è ammissibile procedere per automatismi senza valutare ipotesi di espropriazione parziale.
  • In casi simili, chi contesta la valutazione deve verificare se il giudice abbia effettivamente esaminato e richiamato atti di compravendita/contratti comparativi, indicato la rappresentatività degli esempi e quantificato la percentuale di svalutazione; la mancanza di tali elementi costituisce spesso motivo decisivo di riforma.

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