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Sentenza

Sentenza del 11/08/2022 n. 24731 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione in cassazione delle sentenze della Commissione tributaria regionale che avevano accolto gli avvisi di accertamento ICI relativi ad aree edificabili. La ricorrente deduceva: violazione del presunto giudicato (art. 2909 c.c.) su una precedente sentenza che aveva ritenuto vincolante la delibera comunale che riduceva del 50% il valore per aree non incluse in lottizzazioni; violazione e falsa applicazione delle norme che disciplinano le delibere comunali di determinazione dei valori zonali (D.Lgs. 446/1997, art. 59) e della disciplina introdotta dall'art. 11-quaterdecies del D.L. 203/2005; omesso esame di fatti decisivi e inosservanza del riparto degli oneri della prova (art. 2697 c.c.), lamentando che le perizie allegate agli avvisi fossero fondate su elementi non dimostrati e non conoscibili dal contribuente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile o infondato ciascun motivo: l'eccezione di giudicato esterno non poteva essere sollevata in cassazione perché il giudicato si era formato anteriormente e non era stato tempestivamente dedotto in appello; le delibere comunali che determinano valori zonali hanno natura di presunzione/prova statistica non vincolante e possono essere superate se l'amministrazione produce dati specifici (nel caso, perizie) che dimostrano un maggior valore; il valore venale è suscettibile di variabilità tra periodi d'imposta; il gravame ha correttamente valutato le perizie prodotte dall'amministrazione e l'onere della prova è stato considerato assolto dall'ente impositore. Non essendovi difesa del resistente, la Corte non ha statuizioni sulle spese a suo carico, ma ha rilevato che la ricorrente è tenuta, se dovuto, al versamento di un ulteriore contributo unificato ai sensi del DPR 115/2002, art. 13, comma 1-quater.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 59, comma 1

    Le delibere comunali di determinazione dei valori zonali hanno funzione probatoria e costituiscono presunzioni omogenee (analogie agli 'studi di settore'), non atti vincolanti che impediscano l'accertamento di valore diverso quando l'amministrazione apporti informazioni specifiche idonee a contrastarle.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5

    Il valore venale in comune commercio delle aree fabbricabili deve essere determinato con i parametri tassativi indicati (zona, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri per adattamenti, prezzi medi di aree analoghe). Tali parametri vincolano la determinazione del valore, ma il valore può variare tra diversi periodi d'imposta.

  • D.L. n. 203 del 2005, art. 11-quaterdecies, comma 16, conv. L. n. 248 del 2005

    La disposizione, pur disciplinando aspetti procedurali e dispositivi, non impedisce che il giudice non tenga conto di elementi probatori autonomi (es. perizie) che dimostrino un valore diverso rispetto ai criteri predeterminati dall'amministrazione.

  • Codice civile, art. 2697

    L'onere della prova dei fatti costitutivi della pretesa impositiva grava sull'amministrazione. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto assolto tale onere sulla base delle perizie tecniche prodotte.

  • Codice civile, art. 2909

    Riferito all'effetto del giudicato: l'eccezione di giudicato esterno deve essere tempestivamente sollevata in appello; se il giudicato si è formato anteriormente ma non è stato dedotto in appello, la sua eccezione in cassazione è preclusa.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1

    Norma che individua i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto che i motivi dedotti (vizi di diritto, omesso esame di fatti decisivi) fossero infondati o configurassero un non consentito riesame del merito probatorio.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    Prevede l'obbligo, in talune ipotesi, del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato; la Corte ha dato atto che nei confronti della ricorrente sussistono i presupposti per tale versamento.

Massime di principio

  • Le delibere comunali che fissano valori zonali sono presunzioni/prove statistiche e non titoli vincolanti: il giudice le può utilizzare come supporto ma può ritenere prevalenti elementi probatori specifici e documentati (es. perizie tecniche) prodotti dall'amministrazione.
  • Il valore venale delle aree edificabili va determinato con i parametri tassativi di legge (art. 5, comma 5 D.Lgs. 504/1992); le perizie devono confrontarsi con tali parametri per essere valutate dal giudice.
  • L'inclusione o meno di aree in strumenti attuativi (piani di lottizzazione) è rilevante ma non automaticamente determinante: una delibera che prevede un abbattimento non impedisce l'accertamento di un valore maggiore se sussistono prove contrarie.
  • L'onere della prova della pretesa tributaria grava sull'amministrazione; se questa produce perizie e dati specifici l'onere può considerarsi assolto, mentre al contribuente spetta contestare con argomenti specifici (non generici) le singole risultanze probatorie.
  • Il giudicato formatosi precedentemente su questioni comuni va eccepito tempestivamente: non è ammissibile sollevare per la prima volta in cassazione un giudicato esterno formatosi prima della conclusione del processo di appello.
  • In cassazione non è consentito il mero riesame del merito probatorio: i motivi che si risolvono in riedizione di contestazioni sulla valutazione delle prove sono inammissibili o infondati se il giudice di merito ha adeguatamente motivato la propria valutazione.

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