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Legge

L.R. FVG 20/2002

Disciplina del nuovo sistema di classificazione del personale della Regione, nonché ulteriori disposizioni in materia di personale.

Normativa regionaleL.R. FVG 20/2002Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge riforma il sistema di inquadramento del personale della Regione Friuli Venezia Giulia, introducendo categorie e posizioni economiche da definire in contrattazione, e disciplina numerosi inquadramenti transitori di personale già in servizio o a termine. Aggiorna inoltre regole su contrattazione integrativa, dirigenza, accesso agli impieghi e dotazione organica, con effetti prevalentemente legati alla fase di prima applicazione del 2002-2003 e ad alcune decorrenze dal 1° gennaio 2004.

Riordino della classificazione del personale regionale e modifiche alla disciplina del lavoro pubblico regionale in Friuli Venezia Giulia

Riordino del personale regionale e nuovo sistema di classificazione

La legge ridisegna, per la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il quadro delle fonti in materia di organizzazione degli uffici e del personale, con una forte apertura alla contrattazione collettiva. L’intervento introduce un nuovo sistema di classificazione del personale regionale e coordina la disciplina transitoria per garantire continuità amministrativa.

Ambito, finalità e impianto generale

La disciplina riguarda il personale del Consiglio regionale, dell’Amministrazione regionale, degli enti regionali e, per specifiche disposizioni, anche altri soggetti pubblici regionali. Il provvedimento modifica la precedente normativa regionale sul personale e mira a far confluire l’assetto professionale in un ruolo unico regionale, con categorie, profili e mansioni da definire in sede contrattuale.

Nuovo sistema di classificazione e prima applicazione

Per la prima attuazione del nuovo ordinamento sono previste quattro categorie per il personale non dirigente: A, B, C e D, ciascuna articolata in posizioni economiche interne; per la dirigenza è prevista un’unica categoria. Il personale in servizio alla data di entrata in vigore della legge è collocato provvisoriamente secondo l’allegato A e riceve il trattamento economico tabellare dell’allegato B, con successivo allineamento agli esiti della contrattazione collettiva del biennio 2000-2001.

La Giunta regionale deve emanare, entro 60 giorni dall’entrata in vigore, le direttive per la collocazione definitiva in sede di contrattazione integrativa di ente. Nella medesima sede può essere ridisciplinato l’istituto economico richiamato dalla legge regionale 10/2002, salvaguardandone le decorrenze.

Mansioni, profili e mobilità interna

Fino alla nuova disciplina sulle mansioni, il personale può continuare a svolgere le attività già attribuite in base alla qualifica di provenienza. Per i dipendenti delle categorie A, B, C e D resta possibile, in attesa della nuova regolazione, svolgere le mansioni previste per i profili professionali di origine; è espressamente salvaguardata anche la possibilità per il personale autista proveniente da specifiche qualifiche di continuare a svolgere le relative mansioni.

Sono inoltre disciplinati i profili professionali provvisori della dotazione organica, con successiva rideterminazione dell’organico del ruolo unico regionale almeno in riduzione del 15% al termine delle procedure di mobilità verticale interna e di inquadramento previste dalla legge.

Inquadramenti di personale comandato e di personale a termine

La legge consente l’inquadramento nel ruolo unico regionale di personale già in comando presso la Regione, entro il limite massimo di 25 unità e previo assenso dell’amministrazione di appartenenza, nonché di personale regionale a tempo indeterminato del settore commercio, entro il limite massimo di 4 unità, secondo specifiche equiparazioni. La domanda va presentata entro 30 giorni dall’entrata in vigore e l’effetto decorre dalla stessa data.

È previsto anche l’inquadramento di personale a tempo determinato, sia di comparto regionale sia ARPA, purché in servizio alla data indicata dalla legge e alla data dell’inquadramento, con requisiti di anzianità e, in alcuni casi, previo corso-concorso o corso di formazione. Per tali personale l’effetto economico e giuridico è in gran parte fissato al 1° gennaio 2003, con riconoscimento del servizio pregresso secondo regole specifiche.

Contrattazione integrativa di ente

La legge istituisce una delegazione di parte pubblica per la contrattazione integrativa, presieduta da un Direttore regionale e costituita con decreto del Presidente della Regione. La contrattazione si svolge nel rispetto delle direttive della Giunta regionale, dura quattro anni e resta efficace fino al contratto successivo.

Sono definiti termini puntuali per la presentazione delle piattaforme, l’avvio del negoziato, il controllo della Ragioneria generale, la trasmissione dell’ipotesi contrattuale e la successiva sottoscrizione. Le risorse per la contrattazione integrativa sono individuate negli strumenti di bilancio e le economie di gestione del personale possono essere destinate alle medesime finalità.

Accesso alle categorie, progressione verticale e dirigenza

La legge riscrive le regole di accesso alle categorie A, B, C, D e alla categoria dirigenziale, prevedendo concorsi pubblici, corsi di formazione manageriale o avviamento a selezione, secondo il livello. Introduce inoltre procedure selettive per la progressione verticale interna, da disciplinare in contrattazione integrativa, con possibili selezioni riservate a personale di ruolo con professionalità acquisita all’interno della Regione.

Per la dirigenza sono ridisegnati i criteri di accesso, con requisiti di laurea e anzianità, e viene regolato il conferimento di incarichi di direttore regionale e di altre posizioni apicali mediante contratto a tempo determinato di diritto privato, anche per soggetti esterni, con durata massima di cinque anni.

Incarichi dirigenziali, sostituzioni e regole di mobilità

Sono disciplinati il conferimento, la durata, il rinnovo, la revoca e la cessazione degli incarichi dirigenziali, nonché le sostituzioni dei direttori regionali e dei direttori di servizio. La normativa regola anche le posizioni di disponibilità dei dirigenti privi di incarico, i tempi di permanenza e le conseguenze della mancata ricollocazione, fino alla cessazione del rapporto nei casi previsti.

La legge interviene inoltre sulle regole del personale collocato in disponibilità o inserito in albi connessi alla disciplina dei dirigenti, estendendo taluni effetti anche agli incarichi conferiti con contratto di diritto privato e agli inserimenti negli albi previsti dalla normativa di settore.

Ulteriori disposizioni su personale, selezioni e aspetti specifici

Sono introdotte o modificate disposizioni sul comando di personale dirigente da altre amministrazioni, sugli scrutini “ora per allora” a seguito di pronunce giurisdizionali, sulle selezioni per assunzioni a tempo determinato da liste di collocamento e sui termini per la sottoscrizione dei relativi contratti. Sono inoltre previste norme su personale ARPA, sul servizio sociale dei Comuni, sulle convenzioni per lavoratori appartenenti a categorie protette e sul reinquadramento di personale transitato nei ruoli regionali ai sensi del DPR 839/1979.

Regime transitorio e decorrenze

Molte disposizioni hanno natura transitoria e sono collegate alla fase di avvio del nuovo ordinamento. Alcune misure decorrono dal 1° gennaio 2003, altre dal 1° gennaio 2004; l’articolo sul reinquadramento del personale transitato ex DPR 839/1979 e quello sulle disposizioni finali collegate trovano applicazione dal 1° gennaio 2004. Restano confermati, sino alla naturale scadenza, numerosi incarichi già conferiti alla data di entrata in vigore, con possibilità di conversione in contratti di diritto privato entro 90 giorni in alcuni casi.

Aspetti finanziari

Gli oneri della legge gravano su specifiche unità previsionali di base del bilancio pluriennale 2002-2004 e del bilancio 2002 della Regione. Se l’attuazione anticipa oneri della contrattazione collettiva, l’Assessore alle finanze può disporre il prelievo dal fondo destinato al contratto collettivo del personale regionale e dell’area dirigenziale.

Abrogazioni e coordinamento normativo

Sono abrogate o modificate varie disposizioni delle leggi regionali precedenti, in particolare in materia di classificazione del personale, accesso, incarichi dirigenziali e disciplina delle qualifiche funzionali. Le menzioni a qualifiche ormai superate vengono convertite, per il coordinamento testuale, nelle nuove categorie del ruolo unico regionale.

Obblighi e termini procedurali rilevanti

  • Domanda di inquadramento per il personale interessato: entro 30 giorni dall’entrata in vigore.
  • Direttive della Giunta per la collocazione definitiva del personale: entro 60 giorni.
  • Presentazione delle piattaforme per la contrattazione integrativa: entro 60 giorni dalla stipula del contratto collettivo del quadriennio.
  • Avvio del negoziato: entro 30 giorni successivi.
  • Invio dell’ipotesi contrattuale alla Ragioneria generale: entro 15 giorni dalla conclusione delle trattative.
  • Trasmissione del testo contrattuale ad AReRaN: entro 5 giorni dalla sottoscrizione.
  • Termine minimo per la firma del contratto individuale a tempo determinato: non inferiore a 15 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Obsolescenza pratica

La legge contiene una parte consistente di disciplina di prima applicazione, inquadramenti una tantum, adeguamenti organizzativi e regole transitorie riferite a periodi ormai conclusi (2002-2004) o a procedure straordinarie non più attuali. Per questo, pur restando storicamente rilevante, risulta oggi in larga misura superata nella sua funzione operativa.

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