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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17225/2026 del 13/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Riccardo Bianchi aveva chiesto l'applicazione di una pena sostitutiva consistente in detenzione domiciliare per una condanna a 1 anno di reclusione e 300 euro di multa per tentato furto aggravato (arresto per aver agito travisato alla guida di una moto di grossa cilindrata). Il giudice di rinvio ha respinto l'istanza ritenendo concreto il pericolo che le prescrizioni connesse alla misura non sarebbero state osservate e sussistesse un rischio di recidiva. Tale valutazione è stata fondata sui numerosi precedenti penali dell'imputato, sulla circostanza che aveva commesso reati anche dopo aver ottenuto benefici (sospensione condizionale, liberazione anticipata) e, in particolare, su una precedente condanna per evasione dagli arresti domiciliari, indicativa dell'incapacità di rispettare prescrizioni giudiziarie. Anche le modalità del fatto (azione travisata, guida di moto di grossa cilindrata) sono state ritenute indizio di pericolosità. L'offerta risarcitoria alla vittima è stata considerata ma ritenuta subvalente rispetto agli altri elementi.

La decisione

La Corte d'appello di Genova, giudice del rinvio, ha confermato il rigetto dell'istanza di detenzione domiciliare sostitutiva. Ha ritenuto che il giudizio prognostico ex art. 58 l. n. 689/1981 fosse stato correttamente svolto sulla base della biografia criminale e delle modalità del reato, concluse per la possibilità che le prescrizioni non sarebbero state adempiute e per il rischio di recidiva. Ha escluso che l'assenza di misure cautelari all'epoca del fatto possa rendere erronea la valutazione prognostica e ha motivato il deprezzamento dell'offerta risarcitoria come elemento insufficiente a prevalere sugli altri indicatori di rischio. Il ricorso è stato dunque respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p.

Norme richiamate

  • Legge 24 novembre 1981, n. 689, articolo 58, comma 1

    Il giudice, nei limiti fissati dalla legge e tenuto conto dei criteri indicati nell'articolo 133 del codice penale, se non ordina la sospensione condizionale della pena, può applicare le pene sostitutive della pena detentiva quando risultano più idonee alla rieducazione del condannato e quando, anche attraverso opportune prescrizioni, assicurano la prevenzione del pericolo di commissione di altri reati. La pena detentiva non può essere sostituita quando sussistono fondati motivi per ritenere che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato.

    La norma attribuisce un ampio potere discrezionale al giudice per valutare la rieducazione, la prevenzione del rischio di recidiva e la congruità delle prescrizioni; la pena sostitutiva può essere esclusa se vi sono fondati motivi di inadempimento. La Corte ha applicato tali criteri basando il giudizio sui precedenti e sulle modalità del reato.

  • Codice penale, articolo 133

    Citato come criterio di riferimento per il giudizio prognostico sulla personalità del condannato (i criteri della personalità e della commisurazione della pena), da considerare nel valutare l'idoneità delle pene sostitutive.

  • Codice di procedura penale, articolo 616, comma 1

    Norma richiamata per l'effetto processuale della decisione: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso.

  • Giurisprudenza: Corte di cassazione, Sez. 5, n. 9907 del 2025

    Sentenza che aveva parzialmente annullato la precedente pronuncia di appello limitatamente al rigetto della pena sostitutiva; la Corte d'appello, giudice del rinvio, ha quindi deciso nuovamente la questione confermando il rigetto.

Massime di principio

  • Per concedere una pena sostitutiva ex art. 58 l. n. 689/1981 il giudice deve svolgere un giudizio prognostico sulla personalità del condannato, valutando rieducazione e prevenzione del rischio di recidiva; l'esercizio è discrezionale e sindacabile in Cassazione solo per motivazioni manifestamente illogiche o contraddittorie.
  • Precedenti penali numerosi e, in particolare, condanne per evasione dagli arresti domiciliari costituiscono indizi forti dell'incapacità di osservare prescrizioni e possono giustificare il diniego di pene sostitutive.
  • La commissione di reati anche dopo aver ottenuto benefici (sospensione condizionale, liberazione anticipata) incrementa il rischio di considerare non idonea la pena sostitutiva per prevenire la recidiva.
  • Le modalità di commissione del reato (es. travisamento, uso di veicolo di grossa cilindrata) possono essere valutate come indicatori di pericolosità e influire negativamente sulla concessione della misura sostitutiva.
  • L'offerta risarcitoria alla vittima può essere considerata ma può risultare subvalente rispetto a concreti elementi di rischio tratti dalla biografia criminale; non è determinante se non compensata da elementi favorevoli robusti.
  • L'assenza di misure cautelari al momento del fatto non impedisce al giudice di compiere un giudizio prognostico ai fini dell'applicazione di pene sostitutive; i due accertamenti hanno oggetti diversi.
  • Il giudice deve motivare in termini specifici la valutazione della 'loquenza' e della specificità dei precedenti: il richiamo generico ai precedenti è ammissibile se collegato logicamente al rischio prognosticato.

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